Joni Mitchell, emozioni in musica: le sue canzoni più belle fra cinema e TV

Joni Mitchell festeggia 75 anni: da River a Both Sides, Now, vi raccontiamo alcuni dei migliori brani della mitica cantautrice canadese attraverso il cinema e la TV.

Le ferite del cuore. Le malattie del corpo. I piccoli scherzi del destino. Le fregature. Col senno di poi, molte di quelle fregature hanno cambiato il corso del mio destino. Col senno di poi, ho imparato che la depressione è necessaria alla crescita. Ti fa venire il sospetto di essere uno stronzo, ma non capisci bene perché.

Joni Mitchell Sixties

"Non posso credere che tu ascolti ancora Joni Mitchell!"; "La amo, e il vero amore dura tutta la vita. Joni Mitchell è la donna che ha insegnato alla tua gelida moglie inglese cos'è un'emozione". In questo scambio di battute tratto dal film Love Actually Karen, il personaggio interpretato da Emma Thompson, prova a spiegare al marito Harry il motivo della propria passione per Joni Mitchell e del perché la sua musica abbia un significato tanto speciale. E le parole di Karen, in fondo, potrebbero trovare un riscontro presso tutti coloro che, a prescindere dall'età e dalle esperienze di vita, nelle canzoni di Joni hanno trovato un 'manuale' in grado di aiutarli a farsi strada nel groviglio del cuore umano.

Joni Mitchell

"Il suo appeal risiede nel tessuto sottile della sua durezza, nella sua prontezza nel rivelare segreti e nel rendere lucidi e chiari i sentimenti oscuri e difficili. Lei ti spezza il cuore e per un po' riesce a farti sorridere". Nella recensione di Rolling Stone di uno dei dischi più belli di Joni Mitchell, For the Roses, Stephen Davis illustra in maniera esemplare la profondità e il fascino della sua musica: oltre alle avvolgenti strutture melodiche di brani diventati, in molti casi, degli autentici classici, nei propri versi la cantautrice canadese sfodera una specificità e un'accuratezza tali da rendere queste canzoni al tempo stesso personalissime e universali. Ascoltare un album di Joni Mitchell può darci la sensazione di sfogliare le pagine di un romanzo o quelle di un diario di viaggio; di dialogare con una donna che attraverso la poesia e le note ci parla di se stessa, ma anche di tanti altri personaggi - reali, inventati o forse entrambe le cose - e, soprattutto, può raccontarci qualcosa di noi stessi.

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Woman of heart and mind: Joni Mitchell e le sfumature di Blue

Joni Mitchell Bianco E Nero

È il 7 novembre 1943 quando a Fort Macleod, un paesino dell'Alberta di poco più di duemila abitanti, nasce Roberta Joan Anderson. La sua prima vocazione, da bambina, è quella per il disegno e la pittura (una vocazione che non avrebbe più abbandonato), fin quando un insegnante non la esorta a cimentarsi con la poesia: "Se sai dipingere con il pennello, allora potresti farlo anche con le parole". Il periodo dell'infanzia, segnato dalla vittoria contro una poliomelite che per poco non la lascia paralizzata, dell'adolescenza e dei primi passi sulla scena folk viene ripercorso in un illuminante libro-intervista con Malka Marom, Both Sides - Conversazioni sulla vita, l'arte e la musica, in cui Joni Mitchell esplora gli eventi che la portarono a coltivare le doti di cantautrice: "La scrittura dei miei pezzi nacque dal trauma di essere una ragazza madre e indigente. Cioè indigente e incinta in una città sconosciuta, ad abitare in una stanza da quindici dollari a settimana".

Joni Mitchell Hejira

Una bambina data in adozione (a lei Joni dedicherà uno dei suoi pezzi più toccanti, Little Green), un breve matrimonio con Chuck Mitchell, da cui avrebbe 'ereditato' il proprio nome d'arte, gli esordi sulla scena folk e l'incontro con David Crosby che, commosso dal suo talento, nel 1968 le fa pubbicare il suo primo album, Song to a Seagull; da lì a un paio d'anni Joni Mitchell si trasforma in una delle musiciste più apprezzate e influenti della West Coast e vince il suo primo Grammy Award. Nel 1971 arriva la consacrazione definitiva con Blue, l'album-capolavoro che la farà entrare a pieno titolo nell'empireo dei più grandi artisti del secolo: una pietra miliare della canzone d'autore, perennemente presente nelle classifiche dei migliori dischi della storia, che avrebbe imposto un nuovo modello compositivo ripreso e imitato perfino a decenni di distanza. Un successo travolgente, quello di Blue, consolidato negli anni Settanta da album come Court and Spark, The Hissing of Summer Lawns ed Hejira, prima della svolta jazz di Don Juan's Reckless Daughter e Mingus, i suoi lavori più arditi e coraggiosi.

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Joni Mitchell Concerto
Joni Mitchell 1976

Dal folk al jazz, dal pop agli standard melodici, per quarant'anni di carriera - fino alla pubblicazione nel 2007 del suo ultimo album, Shine - Joni Mitchell ha navigato fra le mode e le epoche, riuscendo a rinnovarsi e a sperimentare nuove sonorità ma senza mai scendere a compromessi con la propria vena creativa. Una vena capace di rendere le sue canzoni straordinariamente familiari, proprio in virtù della sincerità e dell'acutezza con cui indagano nel nostro universo emotivo, ma al contempo uniche e inconfondibili. Sopravvissuta nel 2015 a un aneurisma cerebrale da cui si è ripresa quasi del tutto, oggi Joni festeggia settantacinque anni: un compleanno celebrato da tanti suoi colleghi, da James Taylor a Norah Jones, con un evento di due giorni in suo onore a Los Angeles. Noi, invece, abbiamo scelto di provare a raccontarvi la magia di Joni e della sua musica rievocando sette delle sue canzoni più belle, prese in prestito dal cinema e dalla TV.

1. The Circle Game (Fragole e sangue)

Fragole E Sangue

Opera-manifesto delle istanze del Sessantotto e dei movimenti studenteschi, Fragole e sangue, film d'esordio del regista Stuart Hagmann datato 1970, è considerato un cult generazionale grazie al suo ritratto ironico ma appassionato del microcosmo giovanile in una fittizia università di San Francisco, fra l'ascesa della controcultura, la rivoluzione sessuale e lo spirito di ribellione contro l'autorità. Caratterizzato da una colonna sonora ricca di brani di Neil Young e di Crosby, Stills & Nash, Fragole e sangue si apre sulle note di The Circle Game, un brano scritto da Joni Mitchell e proposto, durante i titoli di testa del film, nella versione interpretata da Buffy Sainte-Marie.

Ladies Of The Canyon

Joni Mitchell compone The Circle Game nel 1966 come 'risposta' al suo amico Neil Young, che in Sugar Mountain lamentava la fine dell'adolescenza; Joni avrebbe poi inciso il brano nel 1970 all'interno dell'album Ladies of the Canyon. Nostalgica riflessione sullo scorrere del tempo, The Circle Game riflette la natura di "racconto di formazione" di Fragole e sangue dedicando ciascuna strofa a una stagione della giovinezza (l'infanzia, l'adolescenza, i vent'anni), a cui corrispondono di volta in volta nuove prospettive e nuovi sogni: "There'll be new dreams, maybe better dreams, and plenty/ Before the last revolving year is through".

We can't return, we can only look/ Behind from where we came/ And go round and round and round/ In the circle game

2. I Don't Know Where I Stand (Fuori orario)

After Hours

Fra i titoli più sorprendenti e originali nella filmografia di Martin Scorsese, Fuori orario, premiato al Festival di Cannes 1985, narra la surreale nottata di un programmatore informatico di New York, Paul Hackett, a partire dal suo incontro con la graziosa Marcy Franklin. Quando, poco più tardi, Paul si reca nell'appartamento di Marcy, la ragazza mette sul giradischi Clouds, il secondo album di Joni Mitchell, e la coppia ascolta due brani dell'LP, Chelsea Morning e I Don't Know Where I Stand.

Clouds

Pubblicato nella primavera del 1969, l'album Clouds vale a Joni Mitchell il suo primo, grande successo di pubblico, oltre al Grammy Award per il miglior disco folk. I Don't Know Where I Stand, con il suo connubio fra la chitarra e la voce cristallina di Joni, riprende alcuni dei leit-motiv di tutto l'album: il senso di precarietà e di incertezza dell'individuo e la difficoltà nell'esprimere a chiare lettere il sentimento amoroso. Appena due anni dopo, nel 1971, la canzone verrà registrata anche da Barbra Streisand.

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Picked up a pencil and wrote 'I love you' in my finest hand/ Wanted to send it, but I don't know where I stand

3. A Case of You (Il fantasma innamorato)

Il fantasma innamorato: Alan Rickman e Juliet Stevenson

Primo lungometraggio di Anthony Minghella, distribuito nelle sale nel 1991 sull'onda del successo di Ghost - Fantasma, Il fantasma innamorato è diventato un piccolo cult del cinema britannico contemporaneo; il film è incentrato sul legame fra Nina e il suo defunto fidanzato Jamie, che dopo la morte ricompare accanto alla donna in qualità di fantasma. E in una delle sequenze più romantiche del film i due protagonisti, interpretati da Alan Rickman e Juliet Stevenson, suonano al pianoforte uno dei classici del repertorio di Joni Mitchell, la splendida A Case of You.

Blue

Composta nel 1970 e registrata un anno dopo per il leggendario album Blue, con l'accompagnamento di James Taylor alla chitarra, A Case of You rappresenta uno dei brani più poetici e struggenti realizzati da Joni: dalla citazione shakespeariana in apertura ("I am as constant as a northern star") alla concretezza delle immagini descritte nei versi (quel disegno della mappa del Canada che riproduce il viso del suo ex partner), dall'intensità di un desiderio vissuto con forza viscerale alla "sacralità laica" di un sentimento rievocato nella memoria, fra ebbrezza e rimpianto. Reinterpretata nel corso degli anni da artisti quali Prince e Tori Amos, A Case of You non è solo uno dei capolavori del repertorio di Joni Mitchell, ma anche una delle più belle canzoni d'amore mai scritte.

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Oh, you're in my blood like holy wine/ You taste so bitter and so sweet/ Oh, I could drink a case of you, darling/ And I would still be on my feet

4. River (Ally McBeal)

Ally Mcbeal

Dal grande al piccolo schermo: ne La magia del Natale, sesto episodio della quarta stagione della popolarissima serie Ally McBeal, trasmesso nel 2000, la protagonista si sforza di tirare su di morale il fidanzato, Larry Paul, a cui la vicinanza del Natale provoca un'inusitata tristezza. Per tutta risposta Larry, interpretato da Robert Downey Jr, si siede al pianoforte e intona River, una delle canzoni natalizie più malinconiche che siano mai state composte (ai versi del medesimo brano faceva riferimento anche il personaggio di Meg Ryan nel film C'è posta per te).

Joni Mitchell Eighties

Altro evergreen contenuto nell'album Blue, River, che nell'inicipit riprende le note di Jingle Bells, è un veicolo perfetto per dar voce ai rimpianti e alla sofferenza che possono riemergere con particolare forza nel periodo delle feste: da un'impietosa autoanalisi ("I'm so hard to handle/ I'm selfish and I'm sad") al bisogno di fuggire su un fiume ghiacciato per allontanarsi dall'entusiasmo collettivo. In un articolo del Washington Post dedicato al ruolo assunto da River nell'immaginario collettivo, come testimonia anche il numero infinito di cover del brano, si nota che "forse è ascesa allo statuto di successo natalizio precisamente perché è un antidoto a tutte queste 'songs of joy and peace'"; e la stessa Joni, del resto, notava: "C'era bisogno di una canzone di Natale triste, giusto?".

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Oh, I wish I had a river so long/ I would teach my feet to fly/ I wish I had a river I could skate away on

5. Woodstock (Six Feet Under)

Six Feet Under

Un'altra nota serie TV in cui ha trovato posto la musica di Joni Mitchell è Six Feet Under: nel 2002 il settimo episodio della seconda stagione, Weekend al canyon, fin dal titolo originale - Back to the Garden - riprende i versi di uno dei cavalli di battaglia del repertorio di Joni, Woodstock. Il brano fa da sottofondo all'incontro fra Claire Fisher e una zia alquanto 'alternativa', Sarah O'Connor, che la ospita a Topagna Canyon rievocando il proprio passato da "figlia dei fiori". Nella figura di Sarah, impersonata da Patricia Clarkson, rivivono frammenti di quella cultura hippie che proprio in Woodstock (ascoltata pure nei titoli di coda della puntata) aveva trovato un ideale inno.

Joni Mitchell Canyon

La genesi di Woodstock è legata ovviamente al famosissimo spettacolo musicale a cui Joni Mitchell, suo malgrado, deve rinunciare per partecipare a uno show televisivo. Tuttavia Joni, colpita dall'impatto di quel concerto epocale, compone questa canzone per celebrare lo spirito di fratellanza e di pacifismo di Woodstock, come sottolinea in particolare l'ultima strofa: "And I dreamed I saw the bombers riding shotgun in the sky/ And they were turning into butterflies above our nation". Inserita nel 1970 nell'album Ladies of the Canyon, nello stesso anno Woodstock diventerà un successo da classifica in America grazie all'incisione in chiave rock di Crosby, Stills, Nash & Young e in Gran Bretagna con la cover dei Matthews Southern Comfort.

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We are stardust, we are golden/ And we've got to get ourselves back to the garden

6. Both Sides, Now (Love Actually)

Love Actually

Nella commedia corale Love Actually, firmata da Richard Curtis nel 2003, la storyline di Karen ed Harry è corredata dalle canzoni di Joni Mitchell. Alla vigilia di Natale, Karen si aspetta che il marito le regali una collana; quando invece, scartando il pacchetto, trova un CD di Joni Mitchell, Both Sides Now, il personaggio di Emma Thompson capisce che Harry le è infedele e che la collana era destinata alla sua amante. La crisi di pianto di Karen è accompagnata dalle note di uno dei brani del disco, Both Sides, Now, reinciso da Joni nel 2000, a più di trent'anni di distanza dalla versione originale.

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Joni Mitchell 1968

Composta nel 1967, a partire da una frase contenuta nel romanzo di Saul Bellow Il re della pioggia, e portata in classifica un anno dopo nella registrazione di Judy Collins (impiegata sia in un episodio di Mad Men, sia sui titoli di coda dell'horror Hereditary), Both Sides, Now è un altro dei capolavori intramontabili del repertorio di Joni Mitchell: il pezzo avrà in totale oltre un migliaio di cover, mentre la rivista Rolling Stone lo includerà nell'elenco delle migliori canzoni di tutti i tempi. Lo sguardo a "entrambi i lati" delle nuvole diventa una suggestiva metafora delle esperienze umane e del contrasto fra i sogni e la disillusione, tra la felicità e la sofferenza, tra le vittorie e le delusioni che contraddistinguono la vita di ciascuno di noi.

Nel 2015, uno dei dialoghi del film Steve Jobs di Danny Boyle prenderà spunto proprio dai versi di Both Sides, Now: la figlia di Steve, Lisa, dichiara che sta ascoltando dal suo walkman due versioni diverse della stessa canzone. "Ci sono tre argomenti: nuvole, amore e vita", spiega la bambina; "Alla fine arriva alla conclusione che non conosce assolutamente nuvole, amore e vita", l'anticipa il padre. Ma Lisa va avanti nella propria analisi: "La prima versione è una cosa che si può chiamare 'da ragazzine'". Quando Steve la interroga sulla seconda versione, Lisa spiega che questa è: "piena di rimpianto. Come voler tornare indietro e fare le cose diversamente".

I've looked at clouds from both sides now/ From up and down, and still somehow/ It's cloud illusions I recall/ I really don't know clouds at all

7. All I Want (I ragazzi stanno bene)

The Kids Are All Right

L'utilizzo più incisivo della musica di Joni Mitchell al cinema ce lo ha regalato forse I ragazzi stanno bene, la pluripremiata commedia di Lisa Cholodenko del 2010 su una famiglia composta da due donne, Nic e Jules, e dai loro figli adolescenti, Joni ("Abbiamo solo chiamato nostra figlia come lei!") e Laser. Durante una cena a casa di Paul, il padre biologico di Laser, Nic trova una copia dell'album Blue nella collezione di vinili dell'uomo: "Ho passato metà del liceo in camera mia a piangere per quell'album", dichiara la donna. Subito dopo, il personaggio di Annette Bening e quello di Mark Ruffalo si lanciano in un'interpretazione di una delle canzoni del disco, All I Want; e quando Nic intona il verso "Do you see, do you see, do you see how you hurt me baby?", dalla voce e dallo sguardo di Annette Bening trapela un intimo senso di tristezza.

Jonimitchell

Il viaggio, la ricerca di se stessi, la passione amorosa e l'eccitazione delle nuove esperienze: nel ritmo trascinante di All I Want, il brano d'apertura di Blue, riecheggiano numerosi elementi-chiave della poetica di Joni Mitchell (che al tema del viaggio dedicherà un intero, meraviglioso disco, Hejira), in un emozionante connubio fra la malinconia della solitudine e un insopprimibile desiderio di libertà.

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I am on a lonely road and I am traveling/ Traveling, traveling, traveling/ Looking for something, what can it be?

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