Invasion, la recensione del sesto episodio: sopravvivere non è più una scelta

La recensione del sesto episodio di Invasion, la serie targata Apple Tv+ che è entrata nel vivo della sua storia finora tenuta nell'ombra: l'invasione aliena è finalmente iniziata.

RECENSIONE di 12/11/2021
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Invasion: Golshifteh Farahani nel quarto episodio

Questa recensione del sesto episodio di Invasion non può che iniziare da come avevamo terminato quella dell'episodio precedente. Ormai entrata nella seconda metà di stagione la serie targata Apple Tv+ ha subito quel cambiamento a lungo atteso, rimanendo da una parte fedele a sé stessa, ma dall'altra spingendo un po' di più sull'acceleratore, alla ricerca di un consenso da parte del pubblico che poteva essere arrivato al limite della pazienza. Perché la caratteristica principale di Invasion, sua croce e delizia, è quella di raccontare un'invasione aliena attraverso una prospettiva inconsueta, focalizzandosi sulla dimensione umana e intima dei protagonisti e lasciando solo qualche indizio su quanto sta accadendo, sfidando lo spettatore a collegare gli eventi, ma mostrando poco. In questo sesto episodio dal titolo Invasione domestica, la serie creata da Simon Kinberg e David Weil sembra invece voler premiare gli spettatori, rimanendo allo stesso tempo fedele alle premesse ma dando vita a un episodio breve ricco di tensione e adrenalina. Sarà il merito maggiore, ma anche un primo grosso sbilanciamento che potrebbe far temere per il futuro della storia.

Tra le mura di casa

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Invasion: Tara Moayedi e Azhy Robertson nel quarto episodio

Episodio totalmente incentrato sul personaggio di Aneesha, interpretato da Golshifteh Farahani, che avevamo lasciato nello scorso episodio alle prese con un gruppo di medici volontari. La puntata riprende direttamente da quella situazione, mentre Aneesha è nel retro di un'ambulanza diretta insieme ad altri volontari. Le notizie alla radio, che informano di un attacco in una scuola, le fanno velocemente cambiare idea. Forse i suoi figli sono in pericolo. Abbandonerà velocemente l'ambulanza e si dirigerà nella casa in cui stanno i membri della sua famiglia per scoprire che c'è qualcuno al suo interno. Non vogliamo raccontare oltre, perché questo sesto episodio si basa soprattutto su una lotta per la sopravvivenza dentro le quattro mura, tra minacce aliene e addirittura umane (come spesso accade durante le storie di stampo apocalittico). I 34 minuti dell'episodio si concentrano unicamente sul racconto di questa situazione pericolosa, dove l'obiettivo è uscirne vivi senza fare rumore.

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Pregi e difetti di una scelta

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Invasion: l'artwork della serie

Se c'è una cosa che Invasion riesce a fare continuamente, mantenendo vivo l'interesse dello spettatore, è quello di riuscire a raccontare la tragicità degli eventi senza mostrare troppo. Bastano alcuni messaggi via radio, qualche cadavere riversato per strada, ma soprattutto lo spaesamento dei personaggi, che denota una certa dose di realismo nelle reazioni e nei comportamenti, per riuscire a trasportare lo spettatore all'interno di un clima pericoloso e straordinario (nel senso di fuori dalla norma). Al personaggio di Aneesha - e allo spettatore di conseguenza - non serve vedere l'attacco alla scuola: basta il racconto per percepirne subito la gravità della situazione e basta seguire il personaggio lungo il cammino del ritorno a casa per capire che il mondo sta cambiando e l'invasione aliena è davvero iniziata. Allo stesso modo, non interessa mostrare davvero la minaccia presente all'interno della casa o indugiare su particolari scabrosi. Prende le migliori regoli del cinema di tensione, dove il pericolo è maggiore nel momento in cui non si vede, e lo fa suo. Si percepisce un'attenzione rivolta soprattutto al sonoro che contribuisce nel migliore dei modi alla costruzione di un'atmosfera. Come i piatti di una bilancia, però, donare spettacolo e intrattenimento significa rinunciare a quell'originalità che fino a questo momento, seppur col rischio di mettere a dura prova la pazienza dello spettatore, aveva caratterizzato la serie. Questo sesto episodio sembra a tratti sin troppo derivativo di un certo cinema horror (e in particolare il sottogenere home invasion) strizzando parecchio l'occhio a uno dei più grandi successi cinematografici degli ultimi anni: A Quiet Place. Non che il film di John Krasinski non fosse a sua volta derivativo, ma qui la sensazione, tra obbligo a muoversi in silenzio e l'attenzione rivolta ai rumori, è che si sia tentato un approccio sin troppo simile, pur non raggiungendo la stessa qualità.

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Il cambiamento più grande

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Invasion: una scena del terzo episodio

L'episodio scorre veloce e sa intrattenere, ma soprattutto nel finale mette in luce forse il cambiamento più grande che la serie sta affrontando. Stiamo parlando della scrittura. Per appagare il pubblico, in questo sesto episodio si ha l'impressione che gli sceneggiatori abbiano preso qualche scorciatoia narrativa di troppo, muovendo i personaggi al bisogno e dando importanza solo a determinati elementi, in maniera intermittente. Ne guadagna sicuramente l'intrattenimento, ma sacrificando quel tono un po' più elevato che sino a qui aveva caratterizzato la serie. L'impressione è che la serie stia abbracciando un certo grado di ingenuità che riporta indietro il racconto sci-fi agli anni Cinquanta. In particolare il finale della puntata, che richiede una grande sospensione dell'incredulità da parte dello spettatore, sembra voler tirare un punto di non ritorno (stavolta non dal punto di vista del racconto) facendoci chiedere se davvero sia già finito quel realismo doloroso che poteva non appagare un tipo di pubblico ampio, ma che racchiudeva l'originalità di una storia già raccontata.

Conclusioni

A conclusione della nostra recensione del sesto episodio di Invasion possiamo dire che abbiamo in linea di massima apprezzato questi 34 minuti carichi di tensione e di sano intrattenimento. Concentrandosi su una situazione particolare, lo spettatore verrà catturato dalle vicende che, nel migliore dei casi, sanno raccontare con poco un’intera situazione. Tuttavia ne viene sacrificata l’originalità dell’opera che inizia ad assomigliare a un classico racconto sci-fi, dai tratti un po’ derivativi, e prendendo sin troppe scorciatoie dal punto di vista della scrittura che richiederanno uno sforzo di sospensione dell’incredulità da parte dello spettatore a discapito del realismo fin qui mostrato.

Movieplayer.it

3.0/5

Voto medio

3.9/5

Perché ci piace

  • L’episodio sa intrattenere a dovere lo spettatore.
  • L’attenzione al sonoro e la capacità di raccontare molto attraverso pochi elementi rimane invidiabile.

Cosa non va

  • Ciò che rende(va) la serie originale appare sacrificato.
  • Una scrittura un po’ derivativa e ricca di scorciatoie potrebbe mettere a dura prova la sospensione dell’incredulità.