I giovani amanti, la recensione: se la passione non ha età

La recensione del film sentimentale I giovani amanti: Fanny Ardant e Melvil Poupaud protagonisti di una storia d'amore in cui subentrano l'adulterio e la differenza d'età.

RECENSIONE di 23/06/2022

Ma io e te stiamo ancora respirando la stessa aria... allora approfittiamone!

Melvil Poupaud Amants
I giovani amanti: un primo piano di Melvil Poupaud

La celebrazione dell'amour fou, elemento-cardine di tanto cinema francese dalla Nouvelle Vague in poi, e la declinazione in ottica contemporanea degli stilemi del melodramma: sono le coordinate alla base del quarto lungometraggio della regista e sceneggiatrice Carine Tardieu, vale a dire l'oggetto della nostra recensione de I giovani amanti. Un film volutamente e fieramente 'classico' nel modo in cui, raccontando una storia d'amore tanto fulminea quanto anticonvenzionale, fa leva sui codici del mélo, rinunciando però alla stilizzazione a favore di un approccio più vicino al realismo della vita quotidiana. E sono appunto i dettagli della quotidianità (un passaporto dimenticato in bagno, un mazzo di chiavi smarrito, la spesa consegnata a domicilio) a connotare l'incontro e la relazione fra i due protagonisti dell'opera, l'oncologo Pierre Escande e l'archietetta Shauna Loszinsky.

L'amour fou fra Melvil Poupaud e Fanny Ardant

Les Jeunes Amants
I giovani amanti: Fanny Ardant e Melvil Poupaud

In compenso, una delle concessioni ai canoni del melodramma è costituita dal prologo: un antefatto che ha luogo in un corridoio d'ospedale quindici anni prima degli eventi narrati, quando le strade di Pierre e Shauna si incrociano per la prima volta, sotto il segno della fatalità della malattia e del lutto. Il binomio archetipico di amore e morte funge così da imprinting nel rapporto fra i due personaggi, che si ritroveranno a tre lustri di distanza in un suggestivo paesaggio della costa irlandese, grazie al comune amico Georges (Sharif Andoura). Il quarantacinquenne Pierre ha il volto da bravo ragazzo di Melvil Poupaud, che nell'immaginario cinefilo è legato al Racconto d'estate di Eric Rohmer, ma anche al cinema di François Ozon e Xavier Dolan; la settantenne Shauna, invece, non poteva che essere ammantata dal fascino senza tempo dell'eterna "signora della porta accanto" Fanny Ardant.

Fanny Ardant a Roma 2019: il nostro incontro con la diva della porta accanto

Un Secondo amore aggiornato ai nostri tempi

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I giovani amanti: un'immagine di Fanny Ardant

Ne I giovani amanti, la passione inaspettata fra i protagonisti ha come cornice la concretezza della routine giornaliera: Pierre vive a Lione con la moglie Jeanne (Cécile de France) e con i loro due figli ed è molto impegnato sul fronte della ricerca medica (in senso allegorico, si batte contro la malattia e la morte); Shauna si divide fra la tempestosa solitudine dell'Irlanda e la dimensione più familiare e borghese di Parigi, correlativi ambientali della sua duplice anima: quella di donna istintiva e passionale e quella più prudente di madre, nonna e vedova. Il sentimento, come da tradizione, si dimostrerà la variabile impazzita pronta a sconvolgere e rinnovare le esistenze di entrambi, a dispetto degli ostacoli: i doveri familiari di Pierre e il condizionamento sociale rispetto alla differenza d'età nella coppia, ribadito per antifrasi nel titolo.

Les Jeunes Amants
I giovani amanti: Melvil Poupaud e Fanny Ardant

La sceneggiatura, scritta a otto mani da Carine Tardieu insieme a Sólveig Anspach, Agnès de Sacy e Raphaële Moussafir, rielabora dunque il modello del melodramma alla Douglas Sirk, in particolare Secondo amore, privilegiando una focalizzazione interna ed evidenziando pertanto il senso di tenerezza e di empatia nei confronti dei personaggi.

Conclusioni

La storia de I giovani amanti procede così lungo binari ben collaudati, e di conseguenza priva di innovazioni o svolte che non siano già preventivate (fra cui l’insorgere della malattia di Shauna), riuscendo però a tenersi sempre a un passo dal registro del lacrimevole; un merito, quest’ultimo, da attribuire anche all’equilibrio dei due interpreti principali, perfettamente in grado di restituire palpiti, incertezze e speranze dei protagonisti.

Movieplayer.it

3.0/5

Voto medio

3.0/5

Perché ci piace

  • La delicatezza e l’attenzione ai dettagli con cui Carine Tardieu mette in scena un quieto melodramma aggiornato ai nostri tempi.
  • Un equilibrio narrativo che permette al film di evitare eccessi e stonature.
  • Le interpretazioni intense e convincenti di Fanny Ardant e Melvil Poupaud.

Cosa non va

  • La sostanziale prevedibilità di un copione che non si discosta dalle convenzioni del genere di riferimento.