Gomorra - Le origini secondo gli autori: “Ci siamo basati sui racconti di chi ha vissuto quegli anni”

Abbiamo intervistato Maddalena Ravagli e Leonardo Fasoli, sceneggiatori di Gomorra - Le origini, per farci raccontare il lavoro sulla serie prequel targata Sky.

Sul set di Gomorra - Le origini

Torniamo a Napoli, torniamo a Gomorra, ma torniamo indietro anche gli anni '70 del capoluogo campano, perché il nuovo show Sky che prende il via dal 9 gennaio è un prequel di quel fenomeno che era stato la serie originale ispirata al libro di Roberto Saviano. Alla guida del nuovo progetto troviamo Marco D'Amore, regista dei primi quattro episodi su sei, mentre il protagonista della storia è un giovane Pietro Savastano che incontriamo all'età di 16 anni e al momento del suo incontro con quella che conosciamo come la sua compagna: Imma.

Gomorra Le Origini Foto Scena
Pietro e Imma in una scena

La serie però non si concentra solo su loro, ma costruisce un mondo vario e credibile in cui farli muovere, sia dal punto di vista ambientale che delle figure che ruotano loro attorno. Un duplice aspetto di cui abbiamo parlato con i due sceneggiatori Maddalena Ravagli e Leonardo Fasoli, dai quali ci siamo fatti raccontare le scelte fatte per costruire il mondo di Gomorra - Le origini.

Il popolo di Gomorra

"Il primo approccio è stato di curiosità" ci ha detto Leonardo Fasoli, "andavamo in quei territori per fare le prime stagioni di Gomorra e vedevamo un mondo molto strutturato e sorprendente. Quando entravamo c'erano delle vedette che arrivavano con le moto, quando entravi nei vari condomini ti fermavano e ti chiedevano nome e cognome, dove stavi andando. Mentivano dicendo che eravamo assistenti sociali, parroci, sennò non potevi proprio entrare. Per cui c'era una macrostruttura sociale di un mondo criminale molto, molto chiusa e uno si domandava: ma questa cosa come è iniziata? Che c'era prima di questo?"

Questo indaga Gomorra - Le origini, un momento di transizione in cui il contesto attuale si è andato formando: "nei racconti delle tante persone che abbiamo conosciuto, che ci parlavano della loro giovinezza, c'era una specie di candore. Da grandi erano diventati altro, molti di loro avevamo fatto 20-30 anni di prigione prima di incontrare noi per raccontarci che era successo, ma quando parlavano di quando avevano 15 anni c'era una purezza diversa che avevamo smarrito nel tempo." Il riferimento alla carta igienica che vediamo in un episodio, il modo in cui spesso a tavola c'erano anche due orfanelli oltre ai propri figli. "Un mondo che troviamo magico per certi aspetti, che ha poi portato a quell'altro mondo che è diverso da questo." E che hanno cercato di ricostruire.

Le donne nella Napoli anni '70

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La giovane Scianel in una scena

Attraverso il personaggio di Imma, ma anche della giovane Scianel, si racconta anche la figura femminile in un mondo che era anche più arretrato del nostro, una condizione che "da un lato era sì più esacerbata" ci ha detto Maddalena Ravagli, "ma va anche detto che il femminismo arrivava, come tutti i fenomeni anche successivi, anche in quel mondo. Abbiamo raccontato soprattutto storie vere, anche se non riconoscibili, e i personaggi sono un mix di figure diverse, ma anche la vicenda che vive Scianel viene da storie che ci sono state raccontate. Sul tema del femminismo, ci colpiva una cosa che ci diceva un nostro consulente, che ci diceva che le nonne davano questo segreto alle nipoti dicendo, quando si sposavano, che se il marito esagerava nella violenza, c'era sempre una via d'uscita." Idee presenti anche "nella mentalità pre-feminista."

La ricostruzione della città

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Una scenografia di Gomorra - La serie

E non è stato difficile ricostruire nemmeno il contesto pratico della città, tra scenografie, costumi e dettagli. "Avevamo tutte queste persone che avevamo già conosciuto, intervistato, che ci hanno fatto capire com'era il mondo intorno a loro quando erano dei ragazzini. Quando gliene parlavi, gli venivano in mentre 3000 cose, tanto che non siamo riusciti a mettere tutto." Un esempio: la prima televisione a colori, che è stata inserita nel racconto di Gomorra - Le origini ma che nei racconti ricevuti era diversa: "ci dicevano che un loro amico l'aveva costruita in casa con una in bianco e nero, mettendo la carta trasparente di colore rosso sotto e azzurrina sopra. Andavano a casa di questa persona e c'era un finto colore appiccicato sullo schermo in bianco e nero." Dettagli che rendono prezioso e autentico il racconto della serie Sky.