Avevamo lasciato Gloria e Sabrina Ferilli in una situazione tutt'altro che definita alla fine della miniserie diretta da Fausto Brizzi. Un pasticciaccio, quello della truffa della grave malattia, che chiedeva a gran voce una risoluzione e il suo ritorno.
Siamo stati accontentati, perché l'ex diva sul viale del tramonto si prepara ancora una volta a tenerci compagnia, martedì 3 marzo su Rai 1 in prima serata, con un film TV tutto suo.
Diretto da Giulio Manfredonia, il TV Movie imbocca un percorso decisamente più intimo e quotidiano. La ricerca a tutti i costi del compiacimento pubblico dei 6 episodi arrivati nel 2024 lascia qui il posto a un racconto di ritorno alle origini che si addentra nella dimensione più privata della protagonista.
La trama di Gloria - Il ritorno
Nella miniserie Gloria Cicalone detta Grandi, ex diva del cinema italiano, oggi solo attrice viziata sul viale del tramonto, aveva messo in piedi, con la complicità dell'agente, una bugia enorme sulla sua salute solo per tornare alla ribalta. L'effetto però era stato l'opposto: Gloria aveva finito per far solo arrabbiare tutti, dalle persone più prossime fino alla stampa.
Come prevedibile, quando Gloria - Il ritorno comincia, la troviamo alle prese con le conseguenze delle sue azioni e nella peggior situazione possibile: è finita in carcere, abbandonata da tutti tranne che dall'ex marito Alex (Sergio Assisi).
Come se non bastasse, qualcuno sta per pubblicare una biografia "non autorizzata" sulla sua vita e sulla sua infanzia nel quartiere popolare del Tufello.
Gloria affronta le conseguenze della sua vita "da diva"
Terminata finalmente la custodia cautelare, Gloria torna libera, ma ad attenderla ci sono più problemi di prima: Manlio è fuggito, nessuno sembra volerla accogliere nuovamente nella propria vita. Come se non bastasse, un affascinante giudice (interpretato da Francesco Arca) la costringe a sedute con uno psicoterapeuta (Pino Strabioli) immune al suo fascino e alle sue bugie, e ai lavori socialmente utili proprio nel quartiere da cui è fuggita anni prima.
Gloria, drammaticamente tornata a essere Cicalone, si ritroverà così a dover affrontare ancora un percorso in salita, nel tentativo di riconquistare la fiducia della figlia Emma (Martina Lampugnani) ma anche di riconciliarsi con il proprio passato.
Un percorso di rinascita tra errori e fragilità
Non rinuncia certo ai toni da commedia, Gloria, nonostante abbia perso ogni cosa quando il film comincia: l'assenza di quel parafulfimi che è il riconoscimento sociale la costringe a fare i conti con la sconsideratezza delle sue azioni precedenti. Senza la fama a proteggerla, l'ex diva deve ora affrontare le conseguenze, e per ricomporre quel puzzle che è diventata la sua vita deve necessariamente "farsi a pezzi"
L'istinto alla fuga da una realtà mai così scomoda è dunque fortissimo: Gloria si rifugia ancora una volta nel passato da diva per non "mischiare" le proprie miserie con le altre detenute, ma anche questa volta il trucco è destinato a fallire.
In una situazione mai vissuta, in mezzo ad altre donne che le somigliano troppo (come l'ex stuntwoman interpretata da Lucianna De Falco) o troppo poco, Gloria potrà contare solo su se stessa per risalire la china.
Sabrina Ferilli, cuore e umanità di Gloria
Sempre più lontana da un certo ideale di perfezione e "compiutezza", Gloria è un personaggio che trova la sua cifra stilistica nell'errore e nella mancanza. E tuttavia è proprio il desiderio sincero di colmare quei vuoti a permetterle di rialzarsi e di ricominciare, ancora una volta da zero.
Abbandonate le trovate machiavelliche della prima stagione, in Gloria - Il Ritorno dovrà mettere da parte la sicurezza e la spavalderia per guardare in faccia le proorie fragilità.
A sostenerla, però, in questo viaggio alla scoperta di se stessa c'è sempre il mestiere, l'umanità e l'ironia di quella Sabrina Ferilli che le dà voce e corpo. E che si fa qui ancora una volta interprete generosa verso un personaggio che, sospettiamo, ha finito per somigliare molto alla persona.
A distanza di due anni, l'attrice romana torna a vestire i panni della sua Gloria per l'ultima volta (è stata lei stessa a confermarlo nell'intervista con Movieplayer.it). Regalando al pubblico ancora un'interpretazione brillante per quello che è certamente uno dei migliori personaggi mai scritti per lei.
Dal glamour alla quotidianità: il limite di Gloria - Il ritorno
Il film mette da parte la dimensione più "mondana" della prima stagione. Eliminati guest star, agenti e capricci da diva, si concentra nel racconto più intimo e quotidiano di Gloria. Tuttavia è proprio la chiusura in questo piccolo spazio privato a togliere respiro alla storia. Oltre all'assenza di certi intrighi e personaggi chiave, come quel Manlio (interpretato da Massimo Ghini), diabolico agente sanguisuga.
Non soltanto la scrittura si fa meno brillante (la sceneggiatura è firmata ancora da Roberto Proia e da Laura Muscardin), è la forma stessa del TV Movie, con la sua necessità di comprimere la narrazione in 106 minuti, a rendere il ritmo della storia meno fluido.
Gloria è sempre Gloria, per fortuna, con la sua energia, i suoi modi popolari e un'umanità non più imbrigliata, ma l'aspetto da favola moderna che il film assume toglie inevitabilmente grinta a una storia che aveva nel graffio della satira sociale il suo punto di maggior forza.
Conclusioni
In Gloria – Il ritorno Sabrina Ferilli veste ancora i panni di Gloria in un film TV più intimo e quotidiano, ma meno potente e brillante della miniserie originale. Il racconto mette da parte il glamour e gli intrighi per concentrarsi sulla rinascita umana del personaggio, con una performance dell’attrice protagonista sempre convincente, anche se ritmo e tensione narrativa risentono di una scrittura meno graffiante.
Perché ci piace
- Sabrina Ferilli
- l'energia e l'ironia che Gloria mantiene nonostante le avversità
- i richiami e le citazioni al panorama cinematografico e televisivo reali
- la guest star che è il colpo di scena finale
Cosa non va
- la dimensione intimista che toglie respiro alla storia
- il taglio meno satirico e graffiante