G20 e l'intervista a Sabrina Impacciatore: “L'umanità avrebbe bisogno di guide empatiche, non di leader”

Nel pieno della sua carriera americana, l'attrice racconta com'è stato lavorare con Viola Davis - versione POTUS - nel film Prime Video. E sulla (vera) politica ci dice: "Mi auguro ci siano figure più illuminate che possano mostrare un percorso che punti dritto all'amore".

Sabrina Impacciatore durante la nostra intervista

Per cogliere la bravura di Sabrina Impacciatore vi rimandiamo all'ultima puntata della seconda stagione di Call My Agent - Italia. Interpreta se stessa, scherzando sulla sua avviatissima seconda carriera sbocciata negli Stati Uniti, dopo essere stata l'amatissima protagonista dell'antologica The White Lotus (con tanto di candidatura agli Emmy). Una prova, quella, sul filo della bonaria farsa, ironica e auto-ironica. Ora, l'attrice romana, è in un altra grande produzione (letteralmente) a stelle e strisce, ossia G20 di Patricia Riggen, film Prime Video (in streaming dal 10 aprile), nel quale interpreta nientemeno che la Presidente del Fondo Monetario Internazionale, affiancando Viola Davis in un ruolo decisamente inconsueto: una presidente degli Stati Uniti armata fino ai denti e disposta a tutto pur di salvare i suoi famigliari da un attentato terroristico.

G20 Viola Davis Douglas Hodge By Ilze Kitshoff
Sabrina Impacciatore, Viola Davis e Douglas Hodge in una scena di G20

G20 è un film action ma, considerando le scelte politiche stranamente sensate dei protagonisti (l'azione si svolge durante un meeting internazionale organizzato in Sud Africa), potremmo dire sia anche una specie di film di fantascienza. Su questo spunto scherziamo con Sabrina Impacciatore, collegata su Zoom da Los Angeles "Un film credo debba anche confortare, far sognare, e far sentire meglio rispetto alla realtà", ci dice all'inizio della nostra intervista.

G20: intervista a Sabrina Impacciatore

In G20 il piano terroristico prevede l'utilizzo di cripto valute, dell'intelligenza artificiale e della ormai tristemente famosa piaga del deepfake. Strumenti ormai quotidiani, alla portata di tutti, nonché ombre che minacciano il lavoro artistico. "Ancora non conosco bene questi fenomeni tecnologici, molti sono appena nati", prosegue l'attrice. "D'istinto mi considero una persona terrena, la tecnologia mi sembra qualcosa che non posso controllare, che mi intimidisce. Sento come se la mia energia entri in conflitto con quella tecnologica".

E prosegue, "Preferisco la realtà, la natura, la fisicità. Può essere effettivamente qualcosa di terrificante per certi versi, come tutte le cose. Come ogni grande rivoluzione però qualcosa si perde e qualcosa si acquista. Giudicare una rivoluzione mentre la si vive è complicato. Sarà la storia a dire come stanno le cose".

Un film action che punta all'umanità

Nel film si alternano la forza e l'intelligenza, ma anche una forte dose di femminilità: "La grande Viola Davis interpreta una Presidente che sfrutta l'intelligenza, unita alla forza e all'umanità. La complessità di un ruolo ben raccontato, che gioca sull'astuzia e l'ingegno, insieme ad una forma emotiva, femminile, contenitiva e protettiva. È l'apice dell'intelligenza e della forza, unite al grande cuore".

G20 Viola Davis By Ilze Kitshoff
Viola Davis versione action

Forza e intelligenza, un dualismo che si scontra anche con i leader e con le guide. Oggi, ahinoi, il mondo politico sembra inseguire sempre più la leadership piuttosto che l'ispirazione. "L'umanità ha sempre avuto bisogno di guide più che di leader politici", afferma Sabrina Impacciatore. "Il nostro genere ha bisogno di continue forme d'ispirazioni che possano nutrire lo spirito. A volte però ce lo dimentichiamo. Mi auguro ci siano figure più illuminate che possano mostrare un percorso che punti dritto all'amore. Oggi più che mai abbiamo bisogno di esempi emapatici, che portino amore. Un amore raccontato, espresso, agito. E in un certo senso G20 racconta delle forme d'amore: un action movie, un thriller, in cui viene fuori tanta umanità".