Fuori dalla legge, la recensione: Bruce Willis in un thriller mediocre

La recensione di Fuori dalla legge, film dove il popolare attore veste un ruolo primario nei panni di un poliziotto che cerca di salvare un'escursionista da agenti corrotti. Stasera su SKY.

Fuori dalla legge, la recensione: Bruce Willis in un thriller mediocre

La malattia di Bruce Willis, l'afasia, è venuta alla luce in tempi recenti, portando il popolare attore a un ritiro forzato. Una condizione di salute che ha influenzato gran parte della sua carriera recente, nella quale il die harder per eccellenza ha partecipato a decine e decine di b-movie poco avvincenti, sbiadito ricordo di quel glorioso passato.

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Fuori dalla legge: una scena del film

Proprio per via di tutto ciò fa impressione come in Fuori dalla legge, uno degli ultimi titoli girati prima dell'abbandono alle scene, Willis abbia girato tutte le sue scene nell'arco di una sola giornata, dovendo memorizzare ben venticinque pagine di dialogo: uno sforzo immane dato il suo stato mentale, e che rende quindi almeno la sua performance - per quanto non memorabile - sicuramente degna di apprezzamento. E d'altronde la sua presenza è uno dei pochi motivi di potenziale interesse di un film altrimenti indifendibile...

In fondo al bosco

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Fuori dalla legge: una scena del film

La storia ha inizio con il personaggio di Shannon, una giovane donna che ha da poco perso il padre e per rendergli omaggio intende portarne le ceneri durante un'escursione tra i boschi, allo scopo di onorarne la memoria. Peccato che durante il suo solitario pellegrinaggio sia testimone di uno scambio di droga tra uno spacciatore e una poliziotta, che prende una piega imprevista quando l'agente spara al criminale. Shannon viene scoperta e da quel momento diventa un obiettivo delle corrotte forze dell'ordine locali, pronte a tutto pur di metterla a tacere e coprire le loro losche attività. Per sua fortuna in quelle remote zone boscose si è appena trasferito Jack Harris, poliziotto di Philadelphia rimasto vedovo da alcune settimane e in cerca di pace per ritrovare se stesso ed elaborare il lutto. Proprio lui sarà determinante per salvare Shannon, con la quale poi dovrà unire le forze per proteggere le persone a lui care, finite a loro volta nel mirino dei cattivi.

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Una storia che fa acqua

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Fuori dalla legge: una scena del film

Come potete già notare dalla trama qui esposta, ci troviamo di fronte ad una sceneggiatura improbabile e ricca di forzature, che si affida alla stupidità dei personaggi in gioco per trascinarsi stancamente nell'ora e mezza di durata complessiva. Una serie di situazioni sempre più bislacche e assurde, con comportamenti spesso irrazionali delle parti coinvolte, che avrebbe potuto avere un parziale senso qualora fosse stata adottata una forma leggera e filo comica, ma che rovina clamorosamente nei toni e nelle atmosfere qui scelte.
Fuori dalla legge infatti si prende troppo sul serio, con alcuni passaggi tensivi e drammatici - tra cui una morte per dissanguamento - che si alternano in quell'unica ambientazione che fa da sfondo agli eventi: l'intera visione ha infatti luogo unicamente nella foresta, con una serie di inseguimenti e rocamboleschi corpo a corpo di mediocre fattura.

Tutto già visto

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Fuori dalla legge: una scena del film

La fotografia desaturata, un cast di contorno non all'altezza - la sola Jaime King (la ricordiamo tra gli altri in Sin City e Pearl Harbor) si salva - un comparto musicale pressoché indifferente e una regia dozzinale, mai capace di sfruttare appieno il contesto e i vari sussulti di genere, rendono un quadro complessivo desolante, tra colpi di scena inutili che necessitano inoltre di flashback-spiegoni per chiudere il cerchio in una maniera all'incirca coerente. Non si avverte mai quel minimo trasporto per il destino dei protagonisti e l'epilogo era già scritto in partenza, in una storia che segue tutti i cliché dei classici b-movie a tema senza un minimo di originalità in grado di lasciare anche soltanto un minuscolo segno. Il regista Mike Burns tornerà a collaborare qualche mese dopo con Willis nel poliziesco Wrong Place (2022), con medesimi risultati...

Conclusioni

Una bella ma poco accorta escursionista assiste (in)volontariamente a uno scambio di droga tra un criminale e una poliziotta, finito poi in tragedia con l'uccisione dello spacciatore. In fuga dalle forze dell'ordine locali, che gestivano il narcotraffico della zona, trova un insperato aiuto in un poliziotto in pensione, rimasto vedovo e appena trasferitosi in quell'area boschiva. Fuori dalla legge è uno degli ultimi film interpretati da Bruce Willis, che rimane l'unico motivo di interesse per i fan in un'operazione altrimenti sgangherata e improbabile, mal diretta e altrettanto mal interpretata dal cast di contorno. Situazioni ridicole, tensione assente e colpi di scena telefonati per un'ora e mezzo di visione da dimenticare.

Movieplayer.it
1.5/5
Voto medio
2.2/5

Perché ci piace

  • L'impegno di Bruce Willis, in un ruolo più corposo rispetto ad altre produzioni recenti, è ammirevole date le sue già compromesse condizioni di salute.

Cosa non va

  • Una sceneggiatura ricca di forzature e inverosimiglianze, inoltre prevedibile nella risoluzione degli eventi chiave.
  • Una regia senza nerbo e un cast di comprimari non all'altezza.
  • L'unica ambientazione fa sì che per gran parte del film si assista ad una lunga serie di rocamboleschi inseguimento nella foresta.