Ferdinand

2017, Animazione

Ferdinand, il toro che voleva amare

Con un messaggio positivo ed una ricca dose di emozione, il toro gentile di Carlos Saldanha è uno dei film di questo Natale.

Ferdinand: un'immagine del film d'animazione

Scegliere. Un lusso che in tanti non possono permettersi, forse il lusso definitivo in un mondo che troppo spesso si prende la briga di decidere per noi l'esistenza che possiamo portare avanti, dalle scuole al lavoro. Fin troppo spesso, infatti, ceto, luogo di nascita, storia o tradizioni familiari ci collocano in una casella ben determinata dalla quale è difficile liberarsi, diventano una pressione sociale più invalicabile delle sbarre di una cella e il divario tra ciò che si vuol essere e ciò che ci si aspetta da noi diventa talvolta incolmabile.

È il problema che ha il toro Ferdinando, il protagonista del film prodotto da Blue Sky Studios con 20th Century Fox partendo dalla popolare storia scritta da Munro Leaf nel 1936, La storia del toro Ferdinando, già tradotta in animazione da Walt Disney nel corto del 1938. Il lavoro Blue Sky, intitolato molto semplicemente Ferdinand, è un lungometraggio di più ampio respiro, ricco di emozione e messaggi positivi, per il quale ci si è affidati alla regia dello specialista del campo Carlos Saldanha, già autore dei due Rio e di alcuni episodi della saga de L'era glaciale.

Leggi anche: Ferdinand, il regista parla del suo toro gentile: "Possiamo risolvere i problemi senza violenza"

Ferdinand: un momento del film d'animazione

Cuore toro

Ferdinand: una scena del film d'animazione

Ferdinand non è come gli altri tori, i suoi compagni nell'allevamento che si dedica a tirar su tori per le corride. Siamo in Spagna, infatti, e questa deprecabile attività va per la maggiore e tutti i giovani tori che crescono insieme al giovane protagonista sognano di calcare il terreno dell'arena e sconfiggere i toreri più famosi. Non Ferdinand, che è dolce, gentile, ama i fiori e la natura e non vorrebbe mai una vita all'insegna della lotta e la violenza. Così alla prima occasione riesce a fuggire e realizza il suo sogno, quello di trovare una vita calma e pacifica, un luogo immerso nel verde dove crescere e diventare un toro adulto. Una famiglia.
Un sogno che si infrange quando le sue dimensioni ragguardevoli, ed un incidente di percorso, attirano qualche attenzione di troppo: Ferdinand viene scambiato per un animale pericoloso, intrappolato e portato via alla propria famiglia. Lui, ovviamente, non ci sta e si ritrova a dover "lottare" (rigorosamente tra virgolette) per tornare a quella che considera casa ed alla vita pacifica che ha sempre sognato.

Leggi anche: I 10 migliori film d'animazione degli ultimi anni

Ambasciatore della non violenza

Ferdinand: un'immagine tratta dal film d'animazione

Quella di Ferdinand, un toro dalla stazza enorme e minacciosa, che rifugge la violenza e cerca la convivenza pacifica, è un'immagine potentissima che lascia il segno. C'è in particolare una sequenza del film di Saldanha a restare negli occhi e nel cuore dello spettatore e che ci spinge a considerare il piccolo grande toro di Blue Sky un vero e proprio ambasciatore della non violenza e di un pacifismo profondo e maturo. È il cuore di un film che sul suo protagonista ricama anche altri messaggi ugualmente importanti, dalla necessità di non giudicare mai dalle apparenze all'accettazione di ogni individuo per ciò che è, senza tralasciare l'inevitabile indice puntato verso il mondo delle corride.

Leggi anche: Zootropolis e il ponte tra la tradizione Disney e la modernità

Dalla Spagna con furore

Ferdinand: un'immagine del film animato

Saldanha adatta la palette di colore all'ambientazione, abbandona i colori accesi dei suoi Rio e si affida alle tonalità della terra, al rosso e al giallo, sfruttando la palette cromatica per rendere più aderenti alla realtà spagnola le location della sua storia, che culminano in una Madrid viva e pulsante che fa da sfondo alle ultime frenetiche battute della storia di Ferdinand. Un racconto punteggiato di emozioni, ricco di ritmo e con una cura nel design dei personaggi, nelle ambientazioni ed in un paio di trovate stilistiche (non per ultimo l'acquerello usato per le sequenze oniriche dei giovani, ambiziosi tori) che mascherano il lieve ritardo tecnico del suo studio rispetto alla concorrenza agguerrita del settore, che vede Pixar e Disney Animation ancora un passo avanti.

Leggi anche: Pixar: i 15 migliori film dello studio di Lasseter

Non è di mera tecnica che vive il film di Saldanha, ma di una spinta emotiva fortissima, nella capacità di creare empatia nei confronti dei suoi personaggi, in un messaggio positivo e verace, irrinunciabile per un film di Natale.

Ferdinand, il toro che voleva amare
Antonio Cuomo
Redattore
3.5 3.5
Cinecittà World
Cinecittà World

Mostra i vecchi commenti

Ferdinand, il regista parla del suo toro gentile: "Possiamo risolvere i problemi senza violenza"
Ballerina e gli altri: i 10 migliori film d'animazione degli ultimi anni