Every Breath You Take - Senza respiro, recensione: lutto e crisi matrimoniali in un thriller senza mordente

La recensione di Every Breath You Take - Senza respiro, il thriller Sky Original con Casey Afflek, Michelle Monaghan e Sam Clafin.

RECENSIONE di 27/09/2021
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Every Breath You Take - Senza respiro: Casey Affleck in una scena del film

Che Casey Affleck possa dare il meglio di sé nel ruolo di un padre travolto dal dolore per un lutto è cosa nota e, ad una prima lettura della sinossi del film Sky Original - in onda su Sky Cinema Uno, in streaming su Now e disponibile on demand - diretto da Vaughn Stein, visto il ruolo a grandi linee simile che l'attore si ritrova a interpretare, ci eravamo pregustati una storia di una particolare potenza emotiva. Come vedremo in questa recensione di Every Breath You Take - Senza respiro, però, sono poche le emozioni che questo film riesce a trasmetterci: ciò che ci attende sullo schermo è un film basato su una sceneggiatura piatta e prevedibile, che attinge a piene mani da tanti thriller dalle premesse simili e che nemmeno il buon cast riesce a salvare. Soffermandoci proprio sui protagonisti - Casey Afflek, Michelle Monaghan e Sam Clafin - non possiamo fare a meno di notare come alternino momenti anche piuttosto intensi ad interpretazioni fin troppo sopra le righe, che non aiutano nel rendere credibile ciò che vediamo (in parte non possiamo che incolpare però un doppiaggio italiano non particolarmente riuscito). I colpi di scena comunque ci sono, e alcune scelte narrative sono anche interessanti, il film nel suo complesso però non colpisce come vorrebbe.

Un padre in lutto e un uomo in cerca di vendetta

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Every Breath You Take - Senza respiro: Casey Affleck in un momento del film

La storia si apre con la sequenza di un incidente stradale: una madre e suo figlio vengono travolti da un'auto che viaggia ad altissima velocità su una strada buia. A sopravvivere solo la donna, che scopriamo essere Grace (Michelle Monaghan), moglie di un'importante psichiatra, Philip (Casey Affleck). Anni dopo l'incidente la coppia si ritrova ad affrontare un periodo di forte crisi, scatenata proprio da quello che è successo: entrambi si sono buttati nel lavoro, lui, in particolare, sta vivendo un pericolo estremamente fortunato della sua carriera dopo aver preso in cura la giovane Daphne (Emily Alyn Lynd), e aver sperimentato con lei un nuovo tipo di terapia in cui si trova a condividere anche i propri traumi durante le sedute. Un giorno, però, una tragedia si abbatte sulla vita di Daphne - che ha già alle spalle un passato particolarmente traumatico - e, distrutta dal dolore, la giovane si toglie la vita. Philip, accorso sulla scena e sconvolto da quanto accaduto, incontra suo fratello James (Sam Claflin), arrivato da poco dall'Inghilterra.

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Every Breath You Take - Senza respiro: una sequenza del film

Il giovane, guidato dal proposito di vendicare la morte della sorella (che Philip non è stato in grado di aiutare), riesce velocemente ad insinuarsi nella vita dell'uomo: prima in maniera apparentemente innocente poi prendendo sempre più apertamente di mira la sua carriera (con una serie di chiamate anonime gli fa perdere clienti e anche l'abilitazione all'insegnamento) ma anche la sua famiglia. Con il tempo, infatti, James si avvicina tanto a Grace (che ancora non ha superato il dolore per la morte del figlio) quanto a sua figlia Lucy (India Eisley), con cui Philip ha un rapporto difficile e turbolento.

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Every Breath You Take - Senza respiro: Casey Affleck in una scena

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Every Breath You Take - Senza respiro: Sam Claflin eMichelle Monaghan in una scena del film

Come potrete dedurre da questa breve premessa sulla trama lo spunto più evidente da cui parte il film di Vaughn Stein, la cui sceneggiatura è opera di David Murray, è un vero classico del cinema thriller: Cape Fear - Il promontorio della paura di Martin Scorsese, con Robert De Niro, Nick Nolte e Jessica Lange. Come nel film del 1991 in questo Every Breath You Take - Senza respiro troviamo un uomo che per vendetta personale prende di mira colui che vede come responsabile delle proprie sventure (in questo caso Philip, che non ha saputo aiutare Daphne) ma anche la sua famiglia. A differenza del personaggio ferocemente inquietante di De Niro, il James di Claflin basa tutta la sua interpretazione sulle proprie capacità da seduttore, portando sullo schermo un villain credibile nel suo essere sottilmente manipolatore. Monaghan e Affleck, che dovrebbe essere il cuore di questa storia ma fatica a trasmettere emozioni allo spettatore, convincono meno e sembrano venir quasi schiacciati da una sceneggiatura che a tratti arranca ed in altri procede fin troppo velocemente, e in cui molti interrogativi non trovano risposta. Nemmeno la loro crisi matrimoniale, che è stata scatenata come intuiamo dalla morte del figlio, risulta particolarmente verosimile, passando da momenti di freddezza eccessiva a infuocati - e ingiustificati - scoppi d'ira e risolvendosi, poi, in maniera esageratamente rapida.

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Every Breath You Take - Senza respiro: Sam Claflin in una scena

Casey Affleck, ha forse cercato di distanziarsi il più possibile dal ruolo - quello in Manchester by the Sea, in cui interpretava ancora una volta un padre travolto dal lutto - per cui si è aggiudicato un Oscar, ma in questo caso non riesce ad arrivare allo spettatore e toccarlo nel profondo come aveva fatto nell'altra occasione. Resta un attore straordinario, su questo non ci sono dubbi, ma questa volta fatica a dar prova delle proprie capacità.

Conclusioni

Concludiamo questa recensione Every Breath You Take - Senza respiro sottolineando come si tratti di un thriller basato su una sceneggiatura che non ci ha convinto: i colpi di scena comunque ci sono, e alcune idee narrative sono anche piuttosto interessanti, ma il film nel suo complesso non colpisce come vorrebbe. Casey Afflek e Michelle Monaghan faticano ad emozionare lo spettatore, Sam Claflin riesce però a dare vita ad un villain sottilmente inquietante.

Movieplayer.it

2.5/5

Voto medio

2.6/5

Perché ci piace

  • Alcuni colpi di scena e idee narrative interessanti.
  • Il villain di Sam Clafin seducente e sottilmente inquietante.

Cosa non va

  • La sceneggiatura non convince: a tratti arranca mentre in certi momenti procede fin troppo velocemente, lasciando alcuni interrogativi senza risposta.
  • Le interpretazioni del cast risultano un po’ troppo sopra le righe.