Esattamente 15 anni fa, era il 14 maggio del 2011, l'Italia tornava in gara all'Eurovision Song Contest dopo 13 anni d'assenza forzata, con una finale in onda su Rai 2 trainata da Raffaella Carrà, commentatrice nonché madrina di una manifestazione canora da lei sempre amata.
15 anni dopo quello che all'epoca sembrava un azzardo si è invece trasformato in un appuntamento fisso da milioni di telespettatori e share alle stelle, con Sal Da Vinci in gara per il Bel Paese dopo il trionfo sanremese. Ma la ritrovata nazionalpopolarità dell'Eurovision non è stata cosa semplice, immediata, con una ricostruzione partita dal basso, in grado di crescere anno dopo anno, con l'Italia tornata prepotentemente tra i famigerati 'Big Five'.
L'addio con i Jalisse in differita in 3a serata
Nel 1997, in Irlanda, i Jalisse tra i favoriti della vigilia arrivarono quarti con il tormentone Fiumi di parole, per la gioia di mamma Rai che mai avrebbe voluto sobbarcarsi i costi dell'organizzazione per l'anno successivo.
Era dal 1993 che l'Italia non partecipava al Concorso, quando arrivammo 12esimi con il brano Sole d'Europa di Enrico Ruggeri. La Rai ci credeva talmente poco, nell'Eurovision, che la finale del 1997 andò in differita su Rai 1, alle ore 23:30, con il commento di Ettore Andenna e un ascolto medio di 903.034 telespettatori, pari al 17.31% di share. Anche la finale del 1993 andò in differita dopo le 23:00 su Rai 1, mentre quella del 1992 addirittura a mezzanotte su Rai 2.
L'ultima diretta fu quella dell'Eurovision 1991, organizzato proprio dalla Rai dopo la vittoria di ## Toto Cutugno nel 1990, con 6.683.000 telespettatori e uno share del 32,51%.
Raffaella Carrà madrina Eurovision
Salutata Dublino nel 1997, la kermesse magicamente sparì dai palinsesti nazionali. Il servizio pubblico non diede alcuna motivazione, l'Italia co-fondatrice dell'Eurovision non presentò più artisti.
10 anni dopo si tornò timidamente a parlare di un possibile ritorno in gara grazie soprattutto a Raffaella Carrà, che ospitò all'interno di Carràmba! il vincitore dell'Eurovision 2008, il russo Dima Bilan, più altri 4 cantanti di quell'edizione.
Il senso era chiaro: ridare spazio tv all'evento, spendendosi in prima persona affinché i vertici Rai capissero una volta per tutte le sue sconfinate potenzialità.
Sempre nel 2008 Raffaella condusse in Spagna la selezione nazionale Eurovision (Salvemos Eurovision), vinta da Rodolfo Chikilicuatre, perché amava follemente la manifestazione e fece di tutto per riportarlo in Italia, riuscendoci.
Il ritorno con Raphael Gualazzi, il successo de Il Volo e Mahmood
A fine 2010 l'annuncio: l'Italia avrebbe partecipato all'Eurovision Song Contest 2011, con la Raffa nazionale commentatrice. Il prescelto è il vincitore di Sanremo Giovani, Raphael Gualazzi, che abbastanza sorprendentemente arriva 2° con il brano Follia d'amore (Madness of Love).
Su Rai 5 va in onda solo una delle due semifinali, quella che vede l'Italia al voto, mentre la finale su Rai 2 viene vista da 1.291.000 telespettatori, con uno share al 6,43%.
Una ripartenza frenata, dopo una così lunga assenza televisiva, con gli italiani chiamati a riscoprire la magia Eurovision che vede ogni anno decine di milioni di telespettatori incollati al piccolo schermo, grazie al suo rivendicato kitsch, l'ampia scelta musicale, la sua inclusione LGBTQIA+ e quel meccanismo di voto finale che è un capolavoro d'ingegno. E non a caso gli ascolti crescono costantemente.
La seconda edizione con Nina Zilli 9a classificata sale al 7,51%, la 3a con Marco Mengoni 7° cresce al 9,17% di share e la 4a con Emma Marrone 21esima cala al 8,77%. Ma è con la 5a che vede Il Volo ad un passo dal trionfo che l'Eurovision esplode arrivando al 16,36% di share.
Decisamente troppo per Rai 2, con Rai 1 che fa sua la finale a partire dal 14 maggio 2016, anno del 16esimo posto di Francesca Michielin. Seguiranno Francesco Gabbani e la coppia formata da Ermal Meta e Fabrizio Moro, fino all'exploit internazionale di Mahmood che arriva 2° con Soldi, sfiorando il 20% di share.
Il trionfo dei Maneskin certifica il nuovo boom Eurovision
Sanremo diventa automaticamente trampolino di lancio Eurovision, con il vincitore catapultato automaticamente in rappresentanza dell'Italia in una sorta di staffetta festivaliera che inizia ad appassionare anche gli spettatori nostrani. Nel 2020 Diodato sbanca l'Ariston con la bellissima Fai Rumore ma il Covid-19 frena la 65ª edizione dell'annuale concorso canoro, obbligatoriamente cancellata.
Si arriva così a Rotterdam 2021, anno in cui l'Italia torna a vincere l'Eurovision tre decenni dopo Toto Cutugno. I Maneskin travolgono l'Olanda con il brano Zitti e buoni riportando il rock in trionfo, battendo Francia e Svizzera. La finale su Rai 1 schizza al 25% di share, con 4 milioni e mezzo di telespettatori. Anche in Italia è Eurovision Mania.
31 anni dopo l'edizione romana di Cinecittà, la Rai torna a organizzare l'evento, ma questa volta a Torino, con Mahmood di nuovo in gara insieme a Blanco grazie a "Brividi", brano vincitore di Sanremo. I due non vanno oltre il 6° posto ma la settimana Eurovision vede l'Auditel Rai volare.
Le due semifinali eccezionalmente in onda su Rai 1 arrivano rispettivamente al 27% e al 27,7% di share, mentre la finalissima vola al 42%, con 6.590.000 telespettatori. Numeri da Sanremo.
Dopo 10 anni di semina il servizio pubblico inizia a raccoglierne i frutti, a quasi un anno dalla morte di quella Raffaella Carrà che tanto si era spesa per il ritorno in Italia dell'Eurovision.
Tra il 2023 e il 2025, con Marco Mengoni, Angelina Mango e Lucio Corsi in gara, oscilliamo tra il 4° e il 7° posto, ribadendo tutta la nostra forza rispetto alle altre 4 Big (Francia, Spagna, Regno Unito e Germania), ma gli ascolti Rai si mantengono stabili tra il 34% e il 36%, a conferma di un ritrovato amore degli italiani nei confronti di una kermesse canora scelleratamente cancellata dai nostri palinsesti per oltre un decennio.
Il "caso Israele" frena la 70esima edizione?
A pesare sull'edizione 2026 il "caso Israele", con un boicottaggio internazionale che ha travolto l'Unione Europea di Radiodiffusione (EBU). Dinanzi alla confermata partecipazione del rappresentante israeliano Noam Bettan, Paesi come Irlanda, Islanda, Slovenia, Spagna e Paesi Bassi hanno annunciato la loro mancata partecipazione all'evento, a sostegno del popolo palestinese dopo la guerra nella Striscia di Gaza portata avanti dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Sui social ha preso forma il boicottaggio da parte di migliaia di utenti, che hanno annunciato il loro rifiuto a guardare l'edizione 2026 di Vienna, con gli ascolti delle prime due semifinali non a caso in calo in tutta Europa rispetto agli anni precedenti. Un'inattesa macchia per una macchina organizzativa che sembrava perfetta.
Come l'Eurovision fa slittare persino Amici di Maria
Sabato 16 maggio Sal Da Vinci proverà a conquistare il 4° Eurovision per l'Italia, dopo i trionfi di Gigliola Cinquetti nel 1964, Toto Cutugno nel 1990 e dei Maneskin nel 2021, con il "veterano" Gabriele Corsi e la new entry Elettra Lamborghini commentatori della finalissima in onda su Rai 1.
Un appuntamento diventato talmente imprescindibile da 'costringere' anche quest'anno Maria De Filippi a non andare in onda con la finale di Amici, accuratamente posticipata a domenica 17 maggio proprio per non andare incontro ad una più che probabile debacle Auditel.
Chi avrebbe mai potuto immaginarlo, quel lontano 14 maggio 2011? Probabilmente solo colei che ci ha sempre creduto, Raffaella Carrà.