Election Day, la recensione: tra scontri ideologici e farsa familiare

Scandali, divisioni, conflitti: tutto il succo della politica e società odierna in Election Day di Giorgio Amato, che porta avanti i temi con piglio da farsa familiare.

Una immagine di Election Day

"Votare è importante". Lo dice Election Day sin da subito, al termine del blocco introduttivo che definisce contesto e ambito operativo della storia. Parte da lì Giorgio Amato per costruire un film che mette in scena una spaccato del mondo di oggi, facendo satira su di esso, divertendo e instillando anche una scintilla di riflessione sul mondo conflittuale in cui ci troviamo.

Election Day Film
Crisula Stafida con Angela Finocchiaro in una scena

Il regista si affida a un cast ben costruito, da Angela Finocchiaro nel ruolo di protagonista a Crisula Stafida, Giorgio Tirabassi e Antonio Gerardi. Una squadra composita per affrontare la sfida più difficile oggi, che non è quella politica ma della sala cinematografica. In estate, per giunta.

Tutto in un giorno (elettorale)

Siamo nella notte elettorale, quella in cui ci si gioca tutto sul filo del rasoio e a colpi di punti percentuale da verificare. La deputata Renata Innocenti è in fervente attesa del dato definitivo, pronta a collegarsi alle redazioni dei TG e con gli altri organi di stampa, ma già si parla di uno spazio nel governo come Ministro dell'Istruzione. Tutto bene, quindi?

Election Day Scena Film
La protagonista Angela Finocchiaro con Crisula Stafida in Election Day

No, perché mentre insieme al suo staff organizza contenuti social e interventi, il dramma si concretizza: da una parte il suo compagno, giornalista sportivo, inveisce contro un calciatore nero dando voce alla sua intolleranza in contrasto con le idee progressiste di Renata, dall'altra la figlia acconsente finalmente a portare a casa il suo fidanzato dal passato problematico come attore porno. Un fuoco incrociato di scandali meditatici da gestire.

Election Day e storia di una famiglia

Una situazione di contrasti e conflitti interno al nucleo familiare allargato, comprensivo anche dello staff che per quella notte ruota attorno alla deputata, che funge da specchio della società in cui ci troviamo a vivere, da microcosmo che ne riflette divisioni e derive. Uno spaccato che funziona anche per merito della composizione del cast, dalla protagonista Angela Finocchiaro, come sempre efficace, a Giorgio Tirabassi e Antonio Gerardi nei panni dei due uomini con cui la politica ha rapporti personali, fino a Crisula Stafida come social media manager dal piglio e l'accento romanesco, che si impegna per valorizzare l'immagine della deputata.

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Una scena del film

Una satira, quasi una farsa, che sviluppa tutta l'azione a casa della Innocenti con una impostazione ristretta e quasi teatrale, molto ritmo ben scandito da script e regia, alcune interessanti riflessioni sulla nostra contemporaneità. Un'unicità di luogo che rende compatto e solido il racconto, senza dispersioni e divagazioni inutili, e accompagna lo spettatore nelle dinamiche familiari che si rivelano pian piano e per cui si finisce per appassionarsi.

Politica, società... e quel finale che dà senso a tutto

La visione accogliente della sinistra contro quella opposta; i pregiudizi della nostra società così difficili da superare, incarnati dalla situazioni della figlia con il passato del fidanzato; la mancanza di apertura al dialogo di entrambe le parti in una polarizzazione che contraddistingue il mondo di oggi. Nella realtà e ancor di più sui social. Uno spaccato, dicevamo, con cui Election Day prova a proporre qualcosa di nuovo rispetto alla classica commedia italiana.

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Antonio Gerardi in una scena di Election Day

E questo è già un merito da segnalare, al netto di qualche squilibrio e qualche superficialità di troppo, a cui si aggiunge il valore aggiunto di un finale in cui il regista si schiera, che dà senso definitivo all'operazione e che farà discutere. E anche questo è un aspetto positivo rispetto a tante altre produzioni che rischiano di passare inosservate.

Conclusioni

Election Day si dimostra un esperimento interessante nel panorama della commedia italiana contemporanea. Giorgio Amato firma una satira sociale che, pur soffrendo di qualche ingenuità e di una parziale superficialità nel trattare temi complessi come la polarizzazione politica e il pregiudizio, ritrova la sua bussola grazie a un ritmo serrato e a un cast d'eccellenza guidato da una solida Angela Finocchiaro. Il vero punto di forza della pellicola risiede però nella sua capacità di non restare neutrale: la scelta di un finale netto e stratificato riscatta i passaggi più deboli, offrendo allo spettatore una reale scintilla di riflessione. Una scommessa estiva che, pur con i suoi difetti, merita la visione in sala.

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • L'intesa tra Angela Finocchiaro, Giorgio Tirabassi e Antonio Gerardi regge il ritmo della farsa.
  • L'impostazione quasi teatrale (tutto in una notte, in un solo interno) evita dispersioni.
  • Una chiusura coraggiosa che eleva il senso dell'intera operazione.

Cosa non va

  • In alcuni passaggi la satira politica cede il passo a una commedia dei malintesi un po' troppo leggera.
  • Il passaggio dal registro grottesco a quello di denuncia sociale non è sempre fluido.
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