Dune - Parte Due, la recensione di un sequel imponente, tra continuità e naturale evoluzione

La recensione di Dune: Parte Due, secondo capitolo dell'adattamento firmato da Denis Villeneuve della saga letteraria di Frank Herbert, con un gran cast guidato da Timothée Chalamet e Zendaya. In sala dal 28 febbraio.

Dune - Parte Due, la recensione di un sequel imponente, tra continuità e naturale evoluzione

Finalmente ci siamo. Finalmente abbiamo potuto ammirare il sequel del film di Denis Villeneuve del 2021 e iniziare a scrivere questa recensione di Dune - Parte Due. Finalmente perché il nuovo film del franchise tratto dalla saga letteraria di Frank Herbert sarebbe dovuto arrivare nelle sale nell'autunno 2023, ma è stato tra i titoli che ha subito l'impatto dello sciopero degli attori. Finalmente perché è uno di quei grandi film che sono in grado di portare il pubblico in massa nelle sale, e proseguire il cammino di rinascita che si è costruito negli ultimi mesi. Finalmente perché è indubbiamente il tipo di produzione di cui il cinema ha bisogno per solleticare l'immaginario degli spettatori e mostrare come e quanto il grande schermo possa fare ancora la differenza rispetto all'ormai abituale visione casalinga.

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Dune - Parte Due: una foto

Un'attesa ampiamente ripagata da quando abbiamo visto, ma che paradossalmente può essere anche un vantaggio per il film e per le sale che lo proietteranno, perché ha contribuito ad accrescere il cosiddetto hype per il secondo capitolo e perché arriva in un periodo meno carico di novità forti rispetto a come si è dimostrato lo scorso autunno, aprendo la strada a un successo al botteghino che sarebbe giustificato e meritato. Dune - Parte Due si presenta al cospetto del proprio pubblico in perfetta continuità con quanto visto nella prima parte, con uno sviluppo che non si limita a continuare la storia che era stata impostata, ma ne rappresenta la naturale evoluzione in termini narrativi ed espressivi. Resta il Dune che molti avevano amato, ma alza l'asticella da molti punti di vista.

La trama che evolve e si sviluppa

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Dune - Parte 2: Timothée Chalamete Josh Brolin in una scena del film

Come in tutte le saghe, soprattutto quelle ben scritte e costruite, molti degli spunti narrativi hanno una valenza che va al di là del singolo capitolo. Così Dune - Parte Due riparte da dove eravamo rimasti, da quella conclusione che a molti aveva lasciato l'amaro in bocca. Non ci era bastato quanto avevamo visto, ma la seconda parte sopperisce a quella mancanza riprendendo l'arco narrativo del Paul Atreides di Timothée Chalamet e le fila del racconto in senso ampio e compiuto. Non vi daremo troppi dettagli, ma va da sé che molto più spazio è dedicato al personaggio di Zendaya che nella parte 1 aveva un ruolo molto introduttivo. È alla Chani di Zendaya e ai Fremen che Paul si unisce, alla ricerca della vendetta contro i cospiratori che hanno distrutto la sua famiglia e per fermare quel terribile futuro che è in grado di prevedere. Una missione che mette Paul davanti a sfide e scelte, portando avanti la componente drammatica ed epica che l'adattamento di Villeneuve aveva già introdotto nel Dune del 2021.

Le sfide di Paul, la forza di Chani, la follia di Feyd-Rautha Harkonnen

Denis Villeneuve ci conduce in un mondo affascinante e costruisce il film attorno ai suoi personaggi: pur essendo un grande spettacolo visivo, il suo Dune è anche la loro storia che il regista asseconda anche in termini di scelte visive e fotografia. L'autore di Arrival e Blade Runner 2049 ci mette faccia a faccia con le scelte che deve compiere il Paul di Timothée Chalamet per portare avanti la sua missione, ma si affida per dare cuore e forza al racconto anche alla Chani di Zendaya, forse uno dei personaggi con il percorso più solido e strutturato del racconto. Se lei non è una novità assoluta, tale è invece Austin Butler con il suo magnifico Feyd-Rautha Harkonnen, figura enigmatica, affascinante e folle a cui l'attore dà vita con sguardo e movenze, perfettamente in equilibrio su un filo sottilissimo senza scivolare in eccessi che l'avrebbero reso una macchietta.

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Dune: Parte 2, Timothée Chalamet e Austin Butler in un'immagine del film

Peccato per altre New Entry che hanno poco spazio, che come Zendaya nel capitolo precedenti fanno capolino nella storia in attesa di avere maggior spazio e ulteriore importanza a seguire. È il caso di Florence Pugh e Christopher Walken, per esempio, o della novità di casting scoperta solo in occasione della premiere londinese, la cui valutazione andrà ragionata sulla lunga distanza e sulla trilogia che Villeneuve ha in mente. Si tratta in ogni caso di limiti dovuti alle scelte di scrittura e costruzione narrativa su più film, piuttosto che valenza e qualità degli attori, perché tutto il cast e la relativa resa visiva è sempre a fuoco e ottimale.

La forza del grande cinema

C'è infatti continuità narrativa e visiva in Dune - Parte Due rispetto al suo precedessore. Il nuovo film riprende e amplifica quanto già visto con coerenza stilistica e contenutistica, un aspetto che consideriamo come uno dei suoi pregi, ed è qualcosa di non così scontato come potrebbe sembrare. Il Dune di Villeneuve si dimostra un'opera unica, potente, sontuosa (e vi consigliamo di fruirne nella sala migliore che riuscite a trovare nella vostra zona), capace di porsi nel panorama dei grandi Blockbuster contemporanei con le proprie solide regole. Non scende a compromessi, Villeneuve, nel dettare i tempi del suo racconto, lo porta piuttosto avanti con un andamento posato, ragionato, ma potente e travolgente: non c'è scena di Dune - Parte Due che non lasci il segno nello spettatore, che sia un semplice dialogo messo in scena con cura ed eleganza o una battaglia che lascia senza fiato.

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Dune - Parte 2: una scena d'azione

Ci si sente travolti dalla sabbia del deserto di Arrakis, tremano le gambe nel trovarsi faccia a faccia con i possenti vermi che abitano quei luoghi, si freme di emozione nei momenti più intensi ed emotivi. Si partecipa, come è giusto che sia nel buio di una sala e al cospetto di un grande spettacolo cinematografico, sostenuti dalla musica di un Hans Zimmer in stato di grazia, da una fotografia d'impatto e capace di adattarsi ai diversi momenti e luoghi del film e dei personaggi (su tutto si resta colpiti, ammaliati, dal combattimento in arena del personaggio di Austin Butler e le scelte di messa in scena), da sequenze d'azione che si adattano al film e non ne piegano l'andamento alle loro esigenze di puro spettacolo. Sempre a fuoco, mai ordinarie e banali. Dune - Parte Due prende quanto c'era di già buono nel capitolo precedente e fa quel passo in avanti che ci aspettavamo e auguravamo. E si prepara a travolgere i cinema di tutto il mondo. Come una tempesta. Di sabbia.

Conclusioni

È un sequel in perfetta continuità con quanto visto nel 2021 quello di cui vi abbiamo parlato nella recensione di Dune - Parte Due, un secondo film che prende quanto di buono e forte era già presente nel primo capitolo e lo sviluppa con coerenza. Una evoluzione, più che una mera continuazione di quanto già visto, che porta a compimento il percorso di alcuni personaggi, ne sviluppa altri soltanto accennati e guarda avanti introducendo altri elementi che la possibile terza parte avrà modo di approfondire. Molto a fuoco tutto il cast, al di là dei volti da prima pagina di Timothée Chalamet e Zendaya, ma è la messa in scena di Denis Villeneuve a lasciare senza fiato, per potenza e magnificenza della costruzione audio-visiva. Un film da vedere e da ammirare nella sala migliore che siete in grado di trovare.

Movieplayer.it
4.5/5
Voto medio
4.8/5

Perché ci piace

  • La coerenza con cui vengono sviluppati i discorsi introdotti nella prima parte, sia dal punto di vista narrativo che visivo.
  • La potenza della messa in scena e tutto il comparto audio-visivo del film.
  • Un Hans Zimmer in stato di grazia nel sostenere il racconto con la sua colonna sonora.
  • La Chani di Zendaya, su cui è stato fatto un ottimo lavoro di scrittura e costruzione narrativa.
  • Timothée Chalamet, Zendaya e tutto il cast, con un Austin Butler che ruba la scena…

Cosa non va

  • … al netto di un paio di personaggi che sono solo introdotti e che dovremo aspettare di veder sviluppati nella possibile Parte Tre.
  • Se eravate scettici dopo il primo film, è possibile che anche il secondo non vi travolga. Ma per qualità e potenza vale la pena di provare.