Dopo oltre vent'anni di messa in onda e quattordici stagioni all'attivo, Don Matteo torna su Rai 1 con nuove puntate che hanno il compito non semplice di rassicurare il pubblico storico e, allo stesso tempo, di non far sbadigliare chi guarda la fiction con uno sguardo un po' più critico.
I primi due episodi di Don Matteo 15, in onda da gennaio 2026, imboccano una strada molto chiara: la serie resta quella che conosciamo bene, una comfort zone televisiva riconoscibile e rassicurante. Funziona, ma per ora è ancora lontana dal sorprendere (o forse non vuole farlo).
Don Matteo 15, Raoul Bova torna nei panni del prete detective
I primi due episodi di Don Matteo 15 chiariscono subito le intenzioni della serie: non tradire il proprio DNA. Il meccanismo è quello che conosciamo ormai molto bene, ovvero un caso verticale per ogni puntata e uno orizzontale, più umano e ampio, che si sviluppa sullo sfondo e ci accompagna per tutta la stagione. Infine l'equilibrio costante tra giallo, drama e comedy.
Don Massimo, interpretato da un Raoul Bova ormai pienamente a suo agio nel ruolo che fu di Terence Hill, continua a muoversi su quel confine sottile tra fede e giustizia che è diventato il tratto distintivo del personaggio (e della fiction tutta).
Nulla di nuovo, verrebbe da dire, ma nemmeno nulla che stoni. Don Matteo 15 non vuole essere quello che non è mai stato e nemmeno ammicca a mode narrative più contemporanee. Preferisce restare fedele a se stesso offrendo allo spettatore esattamente ciò che si aspetta, né più né meno. E questo può essere un bene o un male: c'è chi si aspetterebbe un guizzo - che non arriva, almeno per ora - e chi invece ama proprio la familiarità immutata del racconto.
Di cosa parla la quindicesima stagione di Don Matteo
L'avvio punta subito i riflettori su quello che sarà il caso di stagione. In una chiesetta di campagna Don Massimo trova una ragazza ferita, incinta e senza memoria. Dopo averla portata in ospedale la accoglie in canonica, ma la ragazza nasconde qualcosa e il suo ritrovamento solleva non poche domande: chi è davvero? Da cosa sta scappando? E chi la sta cercando?
Il punto è che, questa volta, Don Massimo non può cavarsela solo con l'intuito e due chiacchiere in confessionale, ma deve prendersi cura di Maria (questo il nome) nel concreto, proteggerla. Nel secondo episodio, intanto, entra in scena anche Giona, un sedicenne in difficoltà che ha mollato la scuola e non ha nessuna voglia di rimettersi in carreggiata.
Ma non è tutto perché anche in caserma le cose non sono proprio serene e tranquille, al contrario: una new entry scombussola tutto e crea quel divertissement e quelle incomprensioni che sono, in fondo, l'anima della serie.
La nuova marescialla e il grande punto interrogativo su Cecchini
L'altra miccia che si accende subito nei primi due episodi, infatti, riguarda il Capitano e Cecchini. In caserma arriva Caterina Provvedi, nuova marescialla piena di energia e il suo ingresso è legato a una notizia che mette un po' tutti in allarme: Cecchini rischia la pensione, per una questione burocratica che il Capitano Martini deve provare a sistemare.
Da qui la fiction inizia a muoversi su un doppio binario: da una parte il qui pro quo dà il via alle gag di Nino Frassica (Caterina e Cecchini insieme funzionano, si punzecchiano e si completano), dall'altra aleggia però una tensione di fondo perché la serie lascia intendere che il posto del maresciallo non sia poi così scontato.
Cecchini però non ci sta, si sente messo da parte e lo fa pesare su tutti (come al suo solito), Capitano compreso. E noi non possiamo che chiederci: sarebbe possibile proseguire Don Matteo senza il maresciallo?
Diletta Leotta terzo incomodo: il suo ruolo in Don Matteo 15
In mezzo, come se non bastasse, il Capitano deve gestire un altro "fastidio" che punta dritto al melò: l'arrivo a Spoleto di Mathias, una vecchia conoscenza di Giulia che sembra molto più di un semplice amico. Ma la gelosia è da entrambi i lati, perché l'architetta amica del Capitano non sembra essere così innocente come vorrebbe far credere.
Proprio la new entry interpretata da Diletta Leotta sembra essere la più problematica, almeno in questo avvio di stagione. Il suo personaggio, legato alle dinamiche sentimentali del Capitano Martini, sembra avere nella storia una funzione piuttosto scoperta, quella di creare tensione e mettere zizzania nella coppia. Il terzo incomodo, insomma. Una scelta legittima, ma che nei primi due episodi risulta fin troppo esplicita.
Il risultato però - e non potrebbe essere altrimenti - è un personaggio che fatica a conquistare empatia, specialmente nel pubblico femminile, e che anzi rischia di risultare automaticamente antipatico. Non tanto per l'interpretazione in sé, di cui è ancora troppo preso per dare un giudizio, quanto per una scrittura che lo incasella subito in un ruolo "pericoloso". Anche in questo caso, è giusto concedere il beneficio del dubbio, perché la serie potrebbe sorprendere più avanti, ma l'impatto iniziale non è dei migliori.
Tutto il fascino dell'Umbria anche in questa stagione
L'unica vera cosa che non delude mai nella fiction è l'ambientazione. Le location continuano a essere uno dei punti di forza di Don Matteo: gli scorci dell'Umbria sono un piacere per gli occhi e fanno venire voglia di partire - magari in moto come il Don di Raoul Bova - alla sua scoperta.
All'inizio c'era il borgo medievale di Gubbio, che è rimasto nel cuore dei fan della prima ora, poi il testimone è passato a Spoleto e, a dirla tutta, la serie ha trovato una nuova casa semplicemente perfetta, che è riuscita a non fargli perdere la sua identità.
Anche in Don Matteo 15 ritroviamo quindi la piazza del Duomo e la scalinata che è diventata ormai il suo marchio di fabbrica, la caserma accanto alla cattedrale, gli esterni che ogni tanto si aprono sulla Rocca e sul Ponte delle Torri, fino alle stradine del centro storico che accompagnano i giri di Don Massimo tra un'indagine e l'altra.
Insomma, quel mix di bellezza e quotidianità di paesino di provincia che rende credibile l'equilibrio tra dramma e leggerezza e che, soprattutto, ci fa sentire subito a casa. Che poi è uno dei segreti veri di Don Matteo.
Don Matteo resta Don Matteo, nel bene o nel male
Tirando le somme, i primi due episodi di Don Matteo 15 fanno esattamente quello che promettono, ovvero confermano ancora una volta la serie come uno dei comfort show per eccellenza della televisione italiana. Non c'è nulla di realmente nuovo in questa nuova stagione, ma c'è la rassicurante sensazione di trovarsi davanti a un mondo familiare che continua a funzionare secondo regole precise. Staremo a vedere se riuscirà a sorprenderci (in positivo) più avanti.
Conclusioni
Don Matteo 15 conferma la propria identità e ribadisce la sua natura rassicurante, capace di puntare più sulle relazioni e sulle dinamiche umane che sull’intreccio investigativo in sé. L’avvio di stagione non propone particolari scossoni e preferisce muoversi con cautela, limitandosi a introdurre i principali filoni che verranno sviluppati poi. Tante le new entry presentate in questi primi due episodi e non tutte colpiscono come dovrebbero, inoltre alcuni spunti sembrano fin troppo prevedibili.
Perché ci piace
- La componente comfort resta intatta
- La nuova marescialla porta energia e il duo con Cecchini funziona
- Le location umbre continuano a essere un valore aggiunto
Cosa non va
- Non ci sono vere sorprese e la serie sembra voler andare col pilota automatico
- Il triangolo sentimentale sa di già visto