Caterina Murino: "Pieraccioni? È così simpatico che gli ho perdonato di non avermi scelta vent'anni fa"

Abbiamo incontrato Caterina Murino, recentemente ospite dell'Ischia Film Festival e dell'Ortiga film Festival, che ci ha raccontato i suoi nuovi lavori, la prima collaborazione con Pieraccioni e i sogni nel cassetto.

Giovanni Bogani
Agadah: Caterina Murino in una scena del film

Ha appena presentato all'Ischia Film Festival il suo ultimo film, Agadah, dramma in costume ispirato al Manoscritto trovato a Saragozza di Potocki e diretto da Alberto Rondalli. Poi ha toccato la Sicilia, dove è stata ospite d'onore dell'Ortigia Film Festival. Caterina Murino è in questi giorni in Italia, sul set del nuovo film di Leonardo Pieraccioni, Se son rose. Abbiamo scritto "è in Italia", perché da anni l'attrice sarda vive a Parigi, dove si è conquistata un ruolo di rilievo nel panorama cinematografico francese.

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Tra Agadah e il nuovo film di Pieraccioni

Qual è il suo ruolo in Agadah, Caterina?

Sono una principessa demoniaca e sensuale. Il film è ambientato nel regno di Napoli, nel Settecento, ed è sempre sospeso fra realtà e magia. Il cast è straordinario: ci sono Jordi Mollà, Ivan Franek, Flavio Bucci, Valentina Cervi, Alessio Boni. La trama è molto complessa, a scatole cinesi. Dentro ci sono molti temi, anche esoterici, filosofici e religiosi. Sono felice di aver fatto parte di questo film molto ambizioso.

In questi giorni, lei è anche sul set del film di Leonardo Pieraccioni, Se son rose. Qual è il suo ruolo?

Sono Benedetta, una delle ex fidanzate che Leonardo, nel film, si trova a reincontrare. E in effetti, il nostro è davvero un secondo incontro. Ci siamo conosciuti vent'anni fa, feci un provino con lui, e non mi prese. Né allora, né mai più! Glielo ho ricordato, poco prima di battere il primo ciak, e Leonardo mi ha detto: "Ma vedi, un provino non è per essere presa subito...". È stato così simpatico che l'ho perdonato!

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Quarant'anni, ed è bellissima. Qual è il suo segreto?

Non l'ho mai saputo! Forse, però, mi aiuta il fatto di non avere mai bevuto neppure una goccia di alcol, e di non fumare. Non ho mai fatto ricorso alla chirurgia plastica. E, francamente, non capisco alcune mie colleghe che dopo una vita di stravizi ricorrono al bisturi.

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I sogni nel cassetto

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Il mestiere dell'attore è molto precario. Ci sono stati momenti in cui ha pensato "mollo tutto"?

Come no! Il mio è un mestiere molto stressante; devi avere sempre i nervi saldi. Mamma e papà, in questo, sono stati bravissimi proprio perché sono stati chiari. Mia madre mi ha detto: "Caterina, la porta qui è sempre aperta. Ma sappi che, se torni, si richiuderà dietro di te". Questa sua frase mi ha aiutato a tenere duro nei momenti più difficili.

Quali sono i suoi sogni, da attrice e da donna?

Avere un bimbo è uno dei miei sogni. Forse ancora più forte è il sogno che tutto il mondo riesca a ritrovare un equilibrio che mi sembra perduto. Che ci siano, insomma, più salute e più pace dappertutto: nell'Occidente attanagliato dalla paura come nei paesi in via di sviluppo oppressi dalla miseria.

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Che cosa sta girando?

Ho appena finito una serie per il web che riguarda uno dei miei amori: il mare. Si chiama Deep, sono dieci episodi di dieci minuti che ruotano attorno alla vicenda di un campione del mondo di apnea. Io sono la sorella gemella. Lui, durante un'immersione, muore. Io raccolgo la sua eredità sportiva, e comincio a fare immersioni sempre più audaci.

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