Bright Lights

2016, Documentario

Carrie Fisher e Debbie Reynolds commuovono ancora in Bright Lights

Il documentario HBO, in arrivo anche in Italia il 18 Gennaio su Sky, racconta il fortissimo rapporto madre/figlia tra le due compiante stelle del cinema americano.

Bright Lights: una foto delle attrici Debbie Reynolds e Carrie Fisher

Proprio in chiusura di un anno luttuoso e terribile, è arrivato un doppio colpo che ha fatto veramente male: prima Carrie Fisher, poi la madre Debbie Reynolds, ci hanno detto addio, lasciando un vuoto profondo nel cuore degli appassionati di cinema di ogni età. Proprio per assecondare questo grande dolore che in tanti hanno provato, HBO ha deciso di anticipare la messa in onda di un documentario a loro dedicato che avrebbe dovuto trasmettere soltanto a marzo. Bright Lights è arrivato quindi sugli schermi americani il 7 Gennaio e anche qui in Italia Sky segue il medesimo esempio, trasmettendolo il 18 Gennaio su Sky Cinema Hits e Sky Arte per poi farlo passare su Sky Atlantic domenica 22.

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Non si tratta ovviamente di una produzione realizzata in fretta e furia per cavalcare l'onda dell'emozione, ma di un film già pronto, passato anche allo scorso festival di Cannes, che solo casualmente racconta e sottolinea un punto cardine del doppio lutto verificatosi a fine dicembre: il fortissimo rapporto tra Carrie Fisher e sua madre Debbie Reynolds, un legame che ha probabilmente portato alla morte della seconda a pochi giorni dalla figlia. Un documentario voluto e co-prodotto da Todd Fisher, l'altro figlio della Reynolds, e diretto da Alexis Bloom e Fisher Stevens, che nel proporci questo toccante racconto emoziona nel profondo.

Tale madre, tale figlia

Bright Lights: Debbie Reynolds e Carrie Fisher in una foto del documentario

Due vite connesse quelle della Reynolds e sua figlia Carrie. Lo sapevamo, ce lo ha confermato il dramma di fine dicembre, ma forse non potevamo immaginare quanto il loro rapporto fosse intimo, profondo e unico. Diverso da quello che tradizionalmente associamo ad una madre e una figlia, più vicino a quello di due amiche, o forse, ancora di più, a quello di due stelle di un sistema binario che gravitano l'una attorno all'altra. Ce lo mostra con evidente naturalezza Bright Lights, grazie all'esclusivo accesso alle abitazioni delle due donne, che si trovavano entrambe nello stesso complesso di Beverly Hills, distinte ma separate da una sola passerella. Un'incursione nelle loro vite, divise ma interdipendenti, che ci regala molto sprazzi di autentica intimità che non può non suscitare un misto di emozioni fortissime, dall'ammirazione per due artiste forti e così diverse, alla tenerezza per le loro fragilità private, alla inevitabile commozione che deriva dall'inaspettata fine giunta lo scorso dicembre.

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Storia di una famiglia

Bright Lights: una foto della famiglia Fisher

Uno spaccato intimo che getta lo sguardo al passato, inframmezzato da filmati provenienti dall'archivio di famiglia ed evidentemente messi a disposizione dal fratello Todd: una serie di documenti intimi, ma preziosissimi, che ci immergono nei retroscena privati di un periodo d'oro dell'entertainment americano, suggerendo come la personalità complessa e problematica di Carrie Fisher si sia formata, combattuta tra la spinta verso lo showbusiness della madre Debbie Reynolds, star di Cantando sotto la pioggia, e la sua volontà di trovare una propria voce e la propria strada. "Todd ed io condividevamo una storia di stranezza" confessa Carrie Fisher, mentre "ci dovevamo sempre preparare per un photoshoot", ci raccontano. E sono immagini che sintetizzano alla perfezione la peculiarità di questo tipo di esistenza, di persone che "non vivevano gli uni con gli altri, ma gli uni attorno agli altri". Una vita resa in qualche modo ancora più complessa dall'inaspettato successo della sua Principessa Leia, il ruolo iconico della sua carriera laddove era convinta di lavorare a un B movie.

L'ultimo atto

Bright Lights: le attrici Carrie Fisher e Debbie Reynolds

Bright Lights non è un film sulla carriera di due stelle di Hollywood, queste vengono fuori a sprazzi e sempre per dare contesto a quello che vediamo e viviamo nelle stanze private di famiglia: che siano immagini di Carrie Fisher a contatto con i fan di Star Wars, una sua esibizione giovanissima sul palco accanto alla madre, o una Debbie Reynolds ottantatreenne, stanca su un palco di Las Vegas, o ancora la collezione di poster d'epoca mostrataci con orgoglio da Todd, tutto serve a completare un quadro affascinante, delicato, sofferto ed emozionante. Il documentario di Alexis Bloom e Fisher Stevens non è una commemorazione di due star. Non potrebbe esserlo perché pensato e girato prima del loro addio, ma ci piace credere che l'epilogo sarebbe stato in ogni caso quello che abbiamo visto: il premio alla carriera a Debbie Reynolds ai SAG del 2014. Un momento culminante del rapporto tra le due donne, che ci viene mostrato sin dal suo dietro le quinte, dalla preparazione a casa e lo spostamento in auto fino all'emozionante consegna del premio a Debbie Reylonds dalle mani di sua figlia Carrie Fisher.

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Bright Lights: un'immagine di Carrie Fisher e sua madre Debbie Reynolds
Carrie Fisher e Debbie Reynolds commuovono ancora...
Antonio Cuomo
Redattore
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