È l'ultima battuta?, le relazioni secondo Bradley Cooper: "La vita non segue mai il copione"

Il regista torna dietro la macchina da presa dirigendo Will Arnett e Laura Dern, puntellando la credibilità emotiva di una coppia al capolinea. "Le cose non sono sempre catastrofiche quando arrivano alla fine", spiega via Zoom a Movieplayer.

È l'ultima battuta?: dietro le quinte del film con Will Arnett e Bradley Cooper

Dopo A Star is Born e il sottovalutato Maestro, Bradley Cooper torna dietro la macchina da presa con È l'ultima battuta? raccontando la fine di una relazione senza l'ideologica melodrammatica, ma anzi puntando su una sottile ironia che ammanta la scena dominata dai due protagonisti Will Arnett e Laura Dern, nei panni di Alex e Tess. Dopo una separazione consensuale, Alex prova a incanalare il cambiamento attraverso un microfono, lanciandosi come stand-up comedian.

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Bradley Cooper e Will Arnett in È l'ultima battuta?

È l'ultima battuta?, tra l'altro, si apre con una frase emblematica - "penso che dovremmo chiuderla qui". Da qui, il regista - che si è ritagliato anche un piccolo e simpatico ruolo nel film - spiega a un ristretto numero di giornalisti internazionali, collegati su Zoom, che "volevamo iniziare subito riflettendo il modo in cui, almeno per quanto ho visto negli amici, le cose non sono sempre catastrofiche quando arrivano alla fine". Ciò non avviene "sempre a causa di un'azione orribile o terrificante di uno dei due partner. A volte le persone iniziano semplicemente ad allontanarsi, e poi arriva quel giorno in cui ti rendi conto che semplicemente non puoi più andare avanti. Non c'è un grande evento, non c'è un momento "da film": c'è solo consapevolezza".

È l'ultima battuta?, Bradley Cooper racconta il film

Scritto insieme a Will Arnett e Mark Chappell (ma l'idea è biografica, ed è arrivata da John Bishop), È l'ultima battuta? riflette in modo lucido sul materiale a disposizione, rendendo il tutto assolutamente credibile. Spiega Cooper: "È stata una decisione molto consapevole quella di riflettere il modo in cui io stesso ho vissuto la vita. Quindi, è stato proprio nel processo di scrittura della sceneggiatura che mi sono assicurato che non scivolasse mai in qualcosa che desse la sensazione di "guardare un film", onestamente, ma che sembrasse ciò che accadrebbe davvero. E ho sempre pensato a dove potesse esserci anche della leggerezza, perché gran parte della vita ha momenti molto divertenti anche nei periodi più bui, almeno per quella che è la mia esperienza".

L'importanza della sincerità

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Dietro le quinte del film: Cooper, Arnett e Andra Day

Alex ed Tess affrontano un processo di guarigione emotiva, facendo del cambiamento il motore di È l'ultima battuta? che, per quanto riguarda Bradley Cooper, doveva legarsi una certa crescita personale: "si trattava davvero di esplorare come noi, auspicabilmente, se seguiamo un processo di sviluppo - e per il personaggio di Alex è la stand-up comedy - questo ci permetta di crescere singolarmente", continua l'autore, "Se facciamo qualcosa del genere, se c'è un processo che ci richiede di essere reali, di esporci e di essere sinceri, questo inevitabilmente permea nelle nostre relazioni, nei nostri rapporti più intimi. Ed è solo facendo questo che lui è in grado di arrivare a un terreno comune con la sua partner, Tess, che era lì ad aspettare proprio quel tipo di comunicazione che non otteniamo fino alla fine del film, nella soffitta".

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È l’Ultima Battuta?: Will Arnett e Laura Dern in una scena

Immerso nella New York dello stand-up, il regista ha evitato etichette semplicistiche andando ben oltre il genere. "È così difficile catalogare i film come commedie o drammi", risponde Cooper quando gli viene chiesto come si riuscito a mantenere in equilibrio ironia e dramma. "Di sicuro volevo tendere verso la leggerezza della vita in questo film, questo è certo, ma senza mai perdere di vista la verità emotiva. E certamente l'ho fatto creando certi personaggi, come la mamma di Alex o il loro migliore amico Balls, che incarnano il fatto che il loro modo di attraversare la vita è divertente, anche quando la situazione non lo è".

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E ancora: "Inoltre, Alex si ritrova in una cultura di stand-up comedian, il che non significa necessariamente che sarà una commedia. Ma di nuovo, come nella vita, penso a tutti i momenti che potrebbero essere considerati drammatici: c'erano un sacco di momenti comici. Si tratta di bilanciare entrambi e di esserne consapevoli nella scrittura. In realtà, in tutti e tre i miei film cerco sempre di smorzare tutto ciò che potrebbe ricordarti che stai guardando un film con qualcosa che appartiene alla realtà della vita".

Bradley Cooper e l'esplorazione emotiva degli artisti

Abbastanza curioso che È l'ultima battuta?, come A Star Is Born e Maestro, sia una riflessione sul mondo degli artisti e dei performer. "È stato interessante fare questo film ora, perché è pieno di speranza e riguarda il processo dell'esibirsi più di ogni altra cosa. Mentre gli altri film parlavano quasi di un artista che aveva tanto da offrire ma non riusciva a farlo accogliere, oppure di qualcuno che sentiva che la propria creatività non poteva essere contenuta nel mondo in cui viveva, questo riguarda proprio la genuina produttività del processo creativo".

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Durante le riprese del film

Del resto, confida il regista, "[il film] parla di cosa significa creare, e di ciò che questo fa per nutrire l'anima umana. Quindi forse c'è un'evoluzione del mio rapporto con l'arte, non lo so davvero. Non ci avevo riflettuto molto finché non me lo hanno fatto notare, ma è interessante, decisamente. Forse dovrei anche provare a staccarmi da questo tema, chissà".