Blue, tra corpo e mercificazione: il film raccontato dalla regista e dai protagonisti

La nostra intervista alla regista e al cast di Blue, opera prima di Eleonora Puglia che segna anche il debutto di Rocco Siffredi nel cinema tradizionale.

Regista e cast di Blue al 10° BCT di Benevento

La ventenne di famiglia benestante Luce è innamorata di Loris, un giovane meccanico che i suoi genitori e i suoi amici considerano inadeguato a starle accanto. Quando il ragazzo finisce in un brutto giro, Luce, per aiutarlo, cerca disperatamente il denaro che gli serve a tirarsi fuori dai guai. La soluzione più rapida diventa una piattaforma di contenuti hard, Blue, sulla quale un'amica di Luce, Vicky, ha costruito la propria fortuna.

È da questa discesa agli inferi che parte Blue, opera prima di Eleonora Puglia presentata in anteprima al 10° BCT - Festival Nazionale del Cinema e della Televisione, edizione 2026, che segna anche il debutto nel cinema "tradizionale" di Rocco Siffredi, accanto alle protagoniste Shaen Barletta e Alexia Cozzi. Abbiamo incontrato la regista e il cast per farci raccontare il lavoro sull'esposizione fisica ed emotiva dei personaggi, le ragioni dietro un film che indaga i rischi del sottovalutare questi contenuti sessuali online, e il significato che questo progetto assume oggi nella carriera di Siffredi.

Blue: Intervista a Eleonora Puglia, Alexia Cozzi, Shaen Barletta e Rocco Siffredi

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Alexia Cozzi in una scena di Blue

Dato che interpretano personaggi che si espongono molto, anche dal punto di vista fisico, che tipo di lavoro hanno fatto? "Io personalmente sono partita dal punto di vista emotivo, dalle fragilità del personaggio, dai punti di luce e di ombra, per poi arrivare alla parte fisica", racconta Alexia Cozzi. "Sicuramente è stato uno sforzo molto profondo, però mi sono preparata guardando il grande cinema italiano e internazionale, vedendo che non sono stata né la prima né l'ultima e quindi non c'è niente di cui aver paura. Penso che l'esporsi così tanto fisicamente sia stato proprio un punto di forza per me, per arrivare al personaggio, per capirlo meglio".

Diverso il percorso di Shaen Barletta, che interpreta Vicky: "Per interpretare Vicky mi sono documentata, e non era semplice, anche perché era un ruolo trascinatore: quindi ne dovevo sapere una del diavolo. Ho avuto un'ottima compagna per condividere questo percorso, perché mettersi a nudo completamente davanti alla macchina da presa non è semplice. È difficile recitare, recitare nudi è ancora più difficile". Anche per Rocco Siffredi, al suo debutto nel cinema tradizionale, l'esperienza si è capovolta: "Per me è stato difficilissimo recitare, punto" ride.

Le piattaforme hard come mercificazione del corpo

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Rocco Siffredi e Alexia Cozzi in una scena di Blue

Come mai Eleonora Puglia ha scelto proprio questo argomento per il suo esordio alla regia, dopo aver affrontato tematiche sociali importanti anche nei suoi cortometraggi? "Credo che il cinema sia il veicolo più veloce per far arrivare un messaggio, dunque credo sia importante parlare di tematiche che siano scomode", spiega la regista. "Questa è una tematica della quale non si vuole parlare, o se ne parla poco; anzi, io credo che dovrebbe far parte del percorso scolastico. Dove non arrivano le famiglie ci deve essere la scuola, e purtroppo tutti questi ragazzi che si approcciano a queste piattaforme credo che siano il frutto di un fallimento genitoriale. Se hai avuto dei valori inculcati correttamente, sai che per guadagnare devi lavorare, non vendere il tuo corpo".

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Rocco Siffredi in una scena di Blue

Puglia, con il supporto di Siffredi, ci tiene a distinguere due mondi spesso confusi: "Farei anche una differenza tra il mondo del porno e il mondo delle piattaforme: mentre il porno fa parte di una produzione, con una squadra che lavora per te, un po' come nel cinema, queste piattaforme sono invece una forma di mercificazione del corpo. Amo trattare argomenti che non siano politicamente corretti". Un'analisi che Siffredi conferma dall'interno del settore: "È vero, tutto vero, ve l'assicuro. Nel nostro mondo abbiamo creato un habitat per far sentire le persone in un mondo di intrattenimento per adulti; esistono i premi, gli Oscar del porno a Las Vegas o a Berlino, è un settore cinema con registi che fanno film pazzeschi. Le piattaforme invece sono 'one to one' con i fan: i fan ti dicono esattamente quello che vogliono e, con i soldi che arrivano, finisci per fare di tutto. Poi però tutto questo a un certo punto ti satura psicologicamente e vorresti annullare tutto quel materiale, ma non è facile perché è già ovunque".

Dai film porno a quelli tradizionali

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Rocco Siffredi con il cast di Blue al 10° BCT di Benevento

Per Siffredi, la differenza tra il mondo del porno di una volta e quello digitale di oggi andrebbe spiegata soprattutto alle più giovani: "Le ragazze si offrono sempre di più e ci pensano già prima dei 18 anni. Se qualcuno spiegasse i pro e i contro, forse ce ne sarebbero molte di meno che decidono di intraprendere quella carriera per poi magari pentirsi". Da qui l'importanza, in questa fase della sua carriera, di far parte di progetti con un messaggio forte come Blue: "Molto importante. Sono 15 anni che dico: guardate che stiamo crescendo una generazione di pornostar. Qualche anno fa mi criticavano dicendo che volevo vendere consigli morali, ma io parlo perché vedo i ragazzi. Con la tecnologia tutto è diventato molto più facile, ma nessuno spiega loro i pro e i contro: il film parla di questo, della consapevolezza della scelta". Una scelta, sottolinea, che nella realtà viene fatta troppo spesso senza consapevolezza: "Nella realtà la scelta la fanno spesso senza motivo, solo per l'idea di guadagnare soldi facili che poi non sono sicuri per niente. C'è una concorrenza spietatissima, i soldi neanche li guadagni più e devi fare cento volte di più di quello che andrebbe fatto. Mi dico: ne vale la pena se non hai la passione che avevo io?".

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