Black Mirror: le canzoni della serie, dai Nine Inch Nails agli Smiths

Le canzoni di Black Mirror che ci hanno colpito di più: non una semplice colonna sonora, ma una sorta di coro che commenta il senso degli episodi.

APPROFONDIMENTO di 09/06/2019
Black Mirror: Hayley Atwell nel primo episodio della seconda stagione
Black Mirror: Hayley Atwell nel primo episodio della seconda stagione

Lo specchio nero, ormai lo avete capito, è lo schermo davanti al quale ci troviamo di continuo, quello del nostro smartphone, del nostro tablet o del nostro pc, o di qualsiasi altro device che ci connetta a una persona, a un luogo, a un desiderio. Ma è anche lo specchio a cui ci troviamo di fronte noi stessi, perché Black Mirror, la serie antologica creata da Charlie Brooker, arrivata alla quinta stagione (che vi abbiamo raccontato nella nostra recensione senza spoiler di Black Mirror 5) ci mette davvero impietosamente di fronte a noi stessi. La tecnologia, e il nostro rapporto con essa, è la chiave per smascherare le nostre debolezze, i nostri vizi, le nostre paure e, a volte, i nostri sogni e le nostre speranze. Charlie Brooker lo fa con racconti affilati, spietati, ma anche con un uso della musica che è molto particolare e di cui ci accingiamo a parlare di seguito, a proposito delle canzoni di Black Mirror.

Da sempre le canzoni pop sono state una porta per farci entrare in un film, una puntata di una serie, un corto. La storia è piena di canzoni, originali o non, che hanno fatto la storia di serie tv, dalla Falling di Julee Cruise in Twin Peaks, alle canzoni degli Who (Baba O'Riley, Who Are You) che facevano partire in quarta C.S.I., fino alla You All Everrybody che era stata scritta apposta per la backstory a base di rock del Charlie di Lost. Un esempio di come le canzoni vengano usate per catapultarci in un'epoca è Stranger Things, con tutta una serie di pezzi indimenticabili degli anni Ottanta che ci spiegano immediatamente che, sì, siamo proprio in quegli anni.

Black Mirror: le canzoni come coro

Black Mirror: Gugu Mbatha Raw e Mackenzie Davis un'immagine della terza stagione
Black Mirror: Gugu Mbatha Raw e Mackenzie Davis un'immagine della terza stagione

In Black Mirror accade anche questo, a volte. San Junipero è un viaggio negli anni Ottanta, e le canzoni sono tutte filologicamente di quel periodo (tranne che per i viaggi avanti e indietro in altre epoche). Ma proprio quell'episodio ci svela quale sia il gioco di Charlie Brooker. A conti fatti, una volta vista la storia, capiamo che nessuna canzone è messa a caso. Ogni pezzo è il tassello di un puzzle, ogni parola è portatrice di senso. Le canzoni, in Black Mirror, sono come il "coro" del teatro greco. Sono un commento, una glossa alla storia, aggiungono significati e spiegano cosa succede. Le canzoni di Black Mirror sono una realtà aumentata, sono un ulteriore specchio in cui guardarci. E conoscerci meglio.

Heaven Is A Place On Earth - San Junipero

Black Mirror: Mackenzie Davis un'immagine della terza stagione
Black Mirror: Mackenzie Davis un'immagine della terza stagione

Partiamo allora da San Junipero, dove, fin dalle prime immagini, veniamo catapultati in una località balneare, in pieni anni Ottanta. Esterno, notte: passeggiamo per strada prima di entrare in una discoteca. Incredibile: gli anni Ottanta sono proprio come ce li ricordavamo da ragazzi, colorati e notturni, dolci e spensierati. Heaven Is A Place On Earth è la canzone che ci introduce nella storia, ci dice che siamo proprio nel 1987. E ritorna sui titoli di coda, quando abbiamo capito tutto. La canzone, di Rick Nowels e Ellen Shipley, riprende l'aria Schlafe, mein Liebster, genieße der Ruh', dall'Oratorio di Natale di Johann Sebastian Bach. Se Belinda Carlisle voleva dirci che "il paradiso è un posto sulla terra" perché stare vicino a una persona amata la rende tale, alla luce della storia di San Junipero la canzone acquista tutto un altro significato. Ci può essere un paradiso sulla terra, può essere un luogo ideale, come lo vorremmo, può esserci una vita dopo la morte, e può essere come l'abbiamo creata noi. "Quando scende la notte io aspetto te e tu torni da queste parti. Quando mi sento sola allungo una mano per raggiungerti e tu mi dai una casa. In questo mondo siamo solo al principio per capire il miracolo della vita. Dicono che in paradiso l'amore è al primo posto. Noi faremo del paradiso un posto sulla Terra". Sembra che si parli proprio di Yorkie e Kelly, le due ragazze innamorate, e della loro scelta.

Girlfriend In A Coma - San Junipero

Black Mirror: l'attrice Mackenzie Davis nell'episodio San Junipero
Black Mirror: l'attrice Mackenzie Davis nell'episodio San Junipero

Restiamo nel sogno di San Junipero con la canzone di un gruppo simbolo degli anni Ottanta, gli Smiths di Morrissey e Johnny Marr da Manchester. Girlfriend In A Coma, tratto dall'ultimo album della band, Strangeways Here We Come, del 1987, parla di una ragazza, costretta in ospedale dopo un terribile incidente, derisa dai commenti sarcastici del suo fidanzato. È un pezzo molto particolare, con un incedere piuttosto allegro per un testo piuttosto cupo. "Fidanzata in coma, lo so, lo so, è serio. Davvero pensi che la porterà via?" Girlfriend In A Coma appare, in un montaggio veloce, in una sequenza spensierata: Yorkie prova velocemente i vestiti per uscire la sera, e rivedere Kelly, la ragazza che ha incontrato una settimana prima, il sabato sera. Sembra una di quelle sequenze buone solo per creare atmosfera, portare in scena il look e suoni di quegli anni.

Black Mirror: il creatore Charlie Brooker svela la playlist di 'San Junipero'

Invece in quel "fidanzata in coma" c'è un'anticipazione importante, un indizio su uno snodo decisivo della trama. Ma ogni canzone, in San Junipero, è rivelatoria: in quella prova d'abiti ascoltiamo anche Don't You Forget About Me dei Simple Minds, una canzone che dice "non ti dimenticare di me", in discoteca le due ragazze ballano Fake di Alexander O'Neal, una canzone che vuol dire "finto". Tutto questo va a comporre un mosaico che è la storia, e il senso, di San Junipero. Se non lo avete visto, vedetelo.

Panic - Hang The DJ

Black Mirror: Georgina Campbell e Joe Cole in una scena dell'episodio Hang the DJ
Black Mirror: Georgina Campbell e Joe Cole in una scena dell'episodio Hang the DJ

Restiamo in atmosfera. Perché Hang the DJ è stato definito l'episodio più simile a San Junipero, per le sue atmosfere romantiche e perché c'è ancora una canzone degli Smiths, quella Panic,che dà il titolo all'episodio: il ritornello recita infatti "Hang The DJ", "impiccate il dj". La canzone ha una storia particolarissima: Morrissey, leader e cantante degli Smiths, la scrisse un pomeriggio di primavera, dopo che, alla radio, era stata data la tragica notizia dell'incidente alla centrale nucleare di Chernobyl. A quella notizia, che aveva creato il "panico nelle strade di Londra", era seguita, alla radio, una canzone degli Wham, I'm Your Man, una canzone allegra. Da qui l'astio di Morrissey per il dj. In Hang The DJ la canzone arriva alla fine dell'episodio, quando il mistero nella relazione dei due amanti è svelato: "bruciate le discoteche, impiccate quei benedetti dj perché la musica che mettono in continuazione non mi dice nulla della mia vita". E il dj con cui prendersela sembra quel sistema automatizzato che prova ad accoppiare i partner a caso, prima di scegliere l'anima gemella.

Too Shy - Bandersnatch

Black Mirror Bandersnatch 13
Black Mirror: Bandersnatch, un'immagine con Fionn Whitehead

E arriviamo a Bandersnatch, l'intrigante e discusso film interattivo firmato Black Mirror uscito lo scorso dicembre. Per ascoltare Too Shy, certo, dovrete aver cliccato su una delle ipotesi che vi proponeva la storia. Anche qui siamo negli anni Ottanta, nel 1983, non in quelli solari e sognanti di San Junipero, ma in una Londra più grigia e alienante. Too Shy, prodotta da Nick Rhodes dei Duran Duran, è una canzone dei Kajagoogoo, band dei primi anni Ottanta che poi si è sciolta per assistere al successo del suo cantante, Limahl, che è noto soprattutto per la sua canzone Neverending Story, title-song de La storia infinita. Too Shy, apparentemente, sembra una di quelle canzoni atte a creare un'atmosfera. Ma quel "troppo timido" è il protagonista, un programmatore di videogiochi, solitario e alienato.

Can't Take My Eyes Off You - Smithereens

Black Mirror Stagione 5 Smithereens 3
Black Mirror: un'immagine dell'episodio Smithereens, quinta stagione

Certe canzoni arrivano un po' come una beffa, amare e ironiche, a chiudere un discorso. Can't Take My Eyes Off You, canzone di Frankie Valli And The Four Seasons, portata al successo anche da Gloria Gaynor, oggetto di decine di cover e presente in film di ogni tipo, arriva proprio sui titoli di coda, quando ormai è arrivata l'epifania, lo svelamento della storia. Al centro c'è un tassista che ha sequestrato un dipendente della Smithereens, una società specializzata in social media. Del perchè ne abbiamo parlato nella nostra recensione di Black Mirror 5x02 Smithereens. E così quel "non riesco a toglierti gli occhi di dosso", una canzone d'amore e di desiderio, diventa una sorta di critica, ci racconta il nostro non riuscire a staccarci dai nostri schermi, dai nostri social network, dal mettere un like o un love.

Head Like A Hole - Rachel, Jack And Ashley, Too

Image003
Back Mirror 5: una foto di Rachel, Jack and Ashley, Too

Nella sorprendente presenza di Miley Cyrus nella quinta stagione di Black Mirror, nell'episodio Rachel, Jack And Ashley, Too, (dove interpreta una giovane popstar che lancia una bambola in grado di interagire con i fan grazie a un'intelligenza artificiale programmata con le sue caratteristiche - ne abbiamo parlato anche nella nostra recensione di Black Mirror 5x03 Rachel, Jack And Ashley, Too) ci sono anche delle canzoni. Ma non certo quelle che ci aspetteremmo da lei. Una di queste è molto particolare: è Head Like A Hole, pezzo storico dei Nine Inch Nails dall'album d'esordio del 1989 Pretty Hate Machine. L'ha reinterpretata, con il placet di Trent Reznor, cambiandone addirittura il testo). La canzone arriva sui titoli di coda, dopo il dito medio mostrato alla zia manager, e diventa un inno alla propria libertà, e una stoccata finale a chi la sfruttava. Un alt-rock in stile Pixies, con basso e chitarra in piena evidenza, recita "Dio denaro, farò qualsiasi cosa per te, Dio denaro dimmi solo cosa vuoi che faccia, Dio denaro sbattimi contro il muro. Non puoi farlo, non puoi portarmi via tutto. Testa come un buco, nero come la tua anima, preferisco morire che lasciarti il controllo". Una chiusa chiarissima. Ancora una volta musica e parole, nel mondo creato da Charlie Brooker, si sposano alla perfezione alle sue storie e alle sue immagini. Lo specchio nero funziona così.