Attraverso i miei occhi, la recensione: le fasi della vita viste dal proprio cane

La recensione di Attraverso i miei occhi, il film di Simon Curtis, con Milo Ventimiglia e Amanda Seyfried e la voce di Gigi Proietti protagonisti delle fasi della vita raccontate dagli occhi di un cane.

RECENSIONE di 07/11/2019
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Attraverso i miei occhi: Milo Ventimiglia durante un momento del film

Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, si è chiesto cosa pensassero i cani, soprattutto quando sembra che ci guardino così attentamente, come se ci stessero studiando. E se finalmente potessimo scoprirlo? Iniziamo così la recensione di Attraverso i miei occhi, nuovo film di Simon Curtis che vede protagonisti Milo Ventimiglia e Amanda Seyfried. Un film che prova ad esplorare l'animo canino, cercando di dare voce al miglior amico dell'uomo, sempre pronto a sostenere il proprio padrone, a coccolarlo, oltre che essere capace di riconoscere il proprio stato d'animo.

Quando un cane osserva le fasi della vita umana

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Attraverso i miei occhi: Milo Ventimiglia in una scena del film

Attraverso i miei occhi non è un film realizzato ex novo: infatti, questa pellicola non è altro che una trasposizione cinematografica del romanzo L'arte di correre sotto la pioggia di Garth Stein, scritto nel 2008 e diventato subito best seller del New York Times, posizione occupata per circa quaranta settimane. Il film di Simon Curtis racconta la storia di Danny (interpretato da Milo Ventimiglia) dal punto di vista del proprio cane Enzo. Tra i due l'intesa è scattata sin dal momento che si sono visti e, da cucciolo, Enzo è stato accanto al suo padrone in tutti i momenti della vita.

Dalle corse d'auto - Danny è un pilota dal talento indiscusso ma che trova sempre ostacoli per realizzare a pieno la sua carriera - al guardare programmi televisivi, fino all'innamoramento di Danny per Eva (interpretata da Amanda Seyfried). Se la vita di Danny cambia con il matrimonio e la nascita della piccola Zoe, cambia anche quella di Enzo che rimane comunque un amico fedele e un sostegno per il proprio padrone, presente sia nei momenti di gioia sia in quelli di dolore. Il cane è sempre lì presente, sempre pronto a ricordare al suo padrone di farsi coraggio, di abbattere gli ostacoli e di non smettere mai di combattere.

La vita dal punto di vista di Enzo

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Attraverso i miei occhi: una scena del film

Prodotto da Original Film e da 20th Century Fox, che si occupa anche della distribuzione, prevista per il 7 novembre nelle nostre sale, Attraverso i miei occhi pone in essere una scommessa tanto banale, quanto complessa: cercare di dare voce ad un cane e guardare il mondo e la vita con i suoi stessi occhi. In sostanza, il tentativo è quello di dare espressione ai pensieri e alle sensazioni di Enzo, vero perno della famiglia e muro portante della vita di Danny.

Di fatto, ciò che viene mostrato attraverso gli occhi dell'amico più fedele che si possa avere sono le fasi di una vita normale, costellata da gioie e dolori, fatta di sconfitte e vittorie, di up e down alternati. Due vite, quelle di Danny ed Enzo, che scorrono in simbiosi nel corso degli anni, concentrandosi, per lo più, sugli ultimi anni di vita che rimangono ad Enzo, convinto che, così come sostenuto da una leggenda mongola, dopo la morte i cani si reincarnino in esseri umani.

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Attraverso i miei occhi: una scena del film con Milo Ventimiglia

Superficialmente riconducibile a Io & Marley, Attraverso i miei occhi prova a lavorare sull'espressione verbale, quasi un monologo canino, che non viene però mai abusato. Un film che ha lavorato di sottrazione per permettere di focalizzarsi sui pensieri e sulle emozioni di Enzo e sul suo rapporto Danny, Eve e Zoe e ciò è dimostrato anche dalle gare automobilistiche che compie lo stesso Danny: scene di corsa per nulla spettacolarizzate, realizzate solo in funzione della trama.

Un cast funzionale alle premesse della storia

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Attraverso i miei occhi: Amanda Seyfried in una scena del film

Un film di questo tipo, al di là della scelta ricaduta su più golden retriever che potessero interpretare Enzo nelle diverse fasi della sua vita, richiedeva un cast umano composto da attori di un certo peso e con un buon curriculum per quanto riguarda il genere drammatico. In questo senso, forse non c'era scelta migliore che scritturare Milo Ventimiglia e Amanda Seyfried, due attori che hanno dimostrato diverse volte di essere professionisti dell'arte drammatica. I due interpreti, infatti, donano sfaccettature e personalità a personaggi che resterebbero altrimenti radicati in luoghi comuni di genere.

Conclusioni

Nel concludere la recensione di Attraverso i miei occhi sottolineiamo la volontà di voler proporre un punto di vista nuovo, un modo diverso di seguire le varie fasi della vita umana attraverso gli occhi di un cane. Un film che racconta la fedeltà del proprio animale domestico e che prova a dare voce a pensieri e sentimenti di un animale che non si può esprimere verbalmente.

Movieplayer.it

2.5/5

Voto medio

3.5/5

Perché ci piace

  • Il coraggio di proporre un punto di vista innovativo.
  • L'intensa interpretazione dei due attori protagonisti.

Cosa non va

  • Il fatto di non aver raschiato molto oltre la superficie, senza approfondire in maniera ulteriore il punto di vista canino.