Un altro splendido quarantenne arriva finalmente nei nostri cinema: Arion, cult anime datato 1986 e firmato da uno dei grandi nomi del panorama nipponico: Yoshikazu Yasuhiko, già autore del manga pubblicato in originale tra il 1979 e il 1984 e ora edito anche da noi da J-POP lo scorso autunno in tre splendidi volumi.
L'appuntamento con gli appassionati è per al cinema per 3 giorni, dal 22 al 24 giugno, con un'operazione che segue la recente ed efficace consuetudine delle uscite evento, organizzata da Nexo Studios insieme a Yamato Video. Un'occasione ghiotta per recuperare uno di quei titoli che fanno la storia degli anime e che rientra senza forzature nella definizione di colossal.
La mitologia greca riscritta da un grande autore
"Prima che umani e dei si separassero." Così inizia la storia di Arion, che ci porta in Tracia, in un mondo antico che Yoshikazu Yasuhiko traduce su carta, prima, e su schermo poi aggiungendo la propria personale visione e cifra stilistica. Il suo è un fantasy epico che non rinuncia a essere più cupo e crudo di tanti adattamenti della mitologia greca che abbiamo avuto modo di guardare. D'altra parte parliamo di un autore a cui dobbiamo opere come Venus Wars o Crusher Joe, oltre al Character Design di Mobile Suit Gundam con Tomino e tanti altri titoli provenienti dal Sol Levante che hanno saputo segnare l'immaginario popolare.
Il guerriero protagonista, che conosciamo da bambino mentre vive con la madre Demetra prima che sia rapito da Hades e condotto nell'Ade dove viene addestrato per diventare un grande guerriero con l'intento di una vendetta nei confronti di Zeus che, gli viene detto, è responsabile della cecità di sua madre. Non tutto facile, però, perché al ritorno nel mondo dei vivi, Arion viene catturato dai soldati di Atena e dovrà trovare alleati per uscire dalla situazione complessa in cui si trova, muovendosi sullo sfondo di un'ambientazione suggestiva e affascinante perfettamente resa da un grande artista.
L'atmosfera, tra disegni ispirati e la musica di Joe Hisaishi
Se infatti la storia di Arion appassiona, è la sua resa visiva che cattura. L'animazione tradizionale del passato, gli sfondi dal gusto pittorico, la cura nelle animazione, le atmosfere generali che avvolgono ogni momento della storia: tutto nel film di Yoshikazu Yasuhiko rientra nei canoni del capolavoro, senza tempo sia per approccio narrativo e storia che viene raccontata, che per il gusto artistico che ne guida la messa in scena.
Una componente visiva che è completata e accompagnata delle splendide musiche di un altro grande nome del panorama giapponese, quel Joe Hisaishi che abbiamo imparato a conoscere anche grande alle sue composizioni per molti film di Hayao Miyazaki e lo Studio Ghibli. La sua musica è il perfetto contrappunto sonoro dell'azione che vediamo scorrere su schermo, un'eccellenza aggiuntiva in quello che è già di per sé un gioiello dell'animazione giapponese.
L'opportunità di guardare un classico
Gli appassionati di anime di oggi possono ritenersi fortunati ad avere così tante opportunità di guardare il proprio mondo di riferimento con tale livello di profondità, sia in termini di novità e titoli del momento che di classici che tornano, o arrivano per la prima volta come in questo caso, su grande schermo. Lo sottolineiamo perché non è scontato, perché in passato non è stato così e fa parte delle nuove opportunità della distribuzione contemporanea.
Così come accogliamo con gioia la risposta del pubblico a queste iniziative, perché ci dimostra che il cinema non solo è vivo e raggiunge il suo pubblico quando riesce a trasmettere la sensazione dell'evento e dell'appuntamento da non perdere, ma può ancora diventare luogo di raccolta e di incontro per appassionati che seguono determinati settori specifici, come quello degli anime. Guardare un classico del passato come Arion è importante perché permette di creare o consolidare quelle basi su qui il nostro giudizio sulla contemporaneità va a definirsi, perché fornisce robuste basi su cui far adagiare la nostra passione presente. Vale per gli anime così come per tutto il cinema, e le riedizioni dei classici sono preziose in tal senso.