Arcane, la recensione: Benvenuti nel mondo di League of Legends

La recensione di Arcane, la serie animata Netflix ispirata al videogioco League of Legends, in catalogo in tre blocchi il 7, 13 e 20 novembre 2021.

RECENSIONE di 07/11/2021
Arcane Jinx
Arcane: Jinx in una scena della serie

Stupore, curiosità, soddisfazione. Con queste tre sensazioni nel cuore iniziare la nostra recensione di Arcane la serie basata sul videogioco League of Legends e distribuita su Netflix in tre appuntamenti settimanali, il 7, 13 e 20 Novembre 2021. Ma vediamo nell'ordine queste sensazioni: stupore per quello che abbiamo potuto guardare, o dovremmo dire ammirare, in anteprima; curiosità di capire come e quanto i fan di vecchia data e giocatori assidui del gioco potranno amare la serie animata Riot Games; soddisfazione per un adattamento che appariva molto complesso, data la natura del gioco da cui si partiva che ha iniziato il suo cammino nel 2009 (la serie è stata annunciata proprio in occasione del decimo anniversario del gioco), e risulta accessibile anche a chi ne è a digiuno.

Storia di due città

Arcane Sisters
Arcane: Vi e Jinx in una immagine della serie

Partiamo dall'ultimo punto e dalla capacità di Arcane di immergere chiunque, che sia o meno addentro al mondo di League of Legends, in un'ambientazione che accoglie lo spettatore e si rivela poco a poco, di scena in scena, ma intriga e conquista sin dalle primissime battute con la sua atmosfera e ricchezza. È infatti immediatamente palese la profondità dell'ambientazione in cui ci stiamo immergendo, oltre che la consapevolezza che gli autori hanno di essa. Siamo nel mondo di Runeterra, ma Arcane concentra la sua attenzione su una piccola regione che si mantiene in delicato equilibrio tra la città ricca di Piltover e lo squallore di Zaun, una tensione che monta e rischia di esplodere: se da una parte emerge una nuova tecnologia chiamata Hextech che rende democratica, e pericolosa, la magia, dall'altra a Zaun una nuova droga trasforma gli esseri umani in mostri.

Arcane Zaun
Arcane: Zaun in una scena della serie

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I Campioni di Arcane

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Arcane: Sorelle in azione in una scena della serie

Una tensione e rivalità che è terreno fertile in cui seminare spunti da sviluppare nell'arco dei nove episodi della prima stagione, ma anche personaggi in grado di coinvolgere emotivamente lo spettatore con le proprie personalità e imprese. Personaggi in gran parte mutuati dai Campioni di League of Legends, consolidati e già popolari presso il pubblico del gioco, ma di immediato impatto anche per chi li incontrerà per la prima volta in Arcane. Pensiamo a Vi, a cui dà voce Hailee Steinfeld, che colpisce subito per il suo look dai capelli rosa, ma intriga per l'evoluzione che sembra promettere a partire dal suo ruolo come piccola criminale di Zaun; sul fronte opposto in Piltover troviamo un'altra figura di spicco come Jayce, doppiato in originale da Kevin Alejandro, con un ruolo importante nell'invenzione dell'Hextech.

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Arcane: Vi e Jinx con Vander in una scena della serie

Ma la lista è lunga e il cast di Campioni di Arcane è corposa, da Jinx, sorella di Vi, a Caitlyn Kiramman, da Mel Medarda al possente Vander, Viktor e uno Yordie come Heimerdinger. Un insieme di personaggi che si presenta con un character design e una resa su schermo di evidente valore e cura, ma che assicura varietà di situazioni e ricchezza di storie da poter raccontare, non solo in questi nove episodi della prima stagione ma anche per eventuali sviluppi futuri che ci sembrano molto probabili.

Riot Games, tra grandezza e ambizione

Arcane Vi Combattimento
Arcane: Vi in azione in una scena della serie

Se parliamo di futuro è perché tale ci sembra la grandezza, cura e attenzione posta nei primi episodi di Arcane e questi primi passi animati di League of Legends da farci pensare a un'ambizione da proiettare sulla lunga distanza, per dare alla controparte animata del videogioco una longevità e portata di pari importanza. Arcane non è un adattamento fine a se stesso, non è una mera trasposizione pensata per sfruttare un brand popolare senza aggiungere molto al materiale di partenza, ma una serie che ha la volontà e l'ambizione di sfruttare quell'ampiezza contenutistica in termini di ambientazione e personaggi per costruire qualcosa di indipendente, sensato e profondo. Qualcosa che possa camminare sulle proprie gambe con una dignità autonoma e matura.

Una serie che colpisce nel segno

Arcane Vi Pugno
Arcane: una momento action della serie

E sono gambe robuste quanto agili. Possenti sia dal punto di vista artistico che tecnico, per una resa visiva di grandissimo impatto. Si resta a bocca aperta per tutto l'impianto della serie, dalle scelte cromatiche alle scenografie curatissime e l'attenzione per i dettagli, ma ci si lascia trasportare da una messa in scena solida e dinamica, fatta di inquadrature mai banali, funzionali al racconto ma dal valore aggiunto prezioso. Anche dal punto di vista puramente tecnico, Arcane è una gioia per gli occhi, con un'animazione fluida e travolgente che funziona sia nei momenti più action che quelli d'atmosfera, scelte di design originali e un validissimo supporto anche dal comparto audio in ogni aspetto, dal sonoro che rende vivo il mondo di Runaterra alle canzoni, a cominciare dall'opening firmata dagli Imagine Dragons e tutta la soundtrack che sarà resa disponibile a fine corsa della serie, dal 20 novembre.

Conclusioni

Non potremmo essere più soddisfatti arrivati alla fine di questa recensione di Arcane, la serie ispirata al mondo di League of Legends di Riot Games, che poggia sulle solide basi del materiale di partenza per costruire qualcosa di autonomo e ugualmente forte, capace di coinvolgere anche chi è a digiuno del videogioco lanciato nel 2009. Ambientazione ricca, personaggi intriganti, un comparto tecnico da lasciare a bocca aperta e una messa in scena mai banale, che colpisce da subito e tiene incollato lo spettatore.

Movieplayer.it

4.0/5

Voto medio

4.7/5

Perché ci piace

  • Un’ambientazione ricca e consapevole di se stessa.
  • Personaggi intriganti dal punto di vista visivo che promettono profondità nello sviluppo narrativo.
  • Una messa in scena curata e mai banale, fatta di scelte d’impatto ma funzionali al racconto che viene veicolato.
  • Livello tecnico sorprendete, con animazioni fluide e una resa complessiva di alto livello.

Cosa non va

  • Lo stile grafico scelto, personale e artisticamente ricercato, potrebbe non incontrare il gusto di alcuni spettatori.