Apostolo

2018, Horror

Recensione di Apostolo: un horror Netflix ambizioso e fuori dagli schemi

La recensione di Apostolo: un nuovo horror Netflix che spaventa senza ricorrere ad inutili jumpscare e che crea atmosfere inquietanti e ricche di tensione.

Apostolo 2

Apostolo, del regista gallese Gareth Evans (conosciuto per The Raid - Redenzione e The Raid 2: Berandal), è una recente produzione originale Netflix: questo film, che è difficile definire in una recensione esclusivamente come horror, riesce a catturare lo spettatore fin dalle prime scene, creando atmosfere così profondamente disturbanti da portarlo a provare lo stesso terrore e la stessa angoscia crescente dei suoi protagonisti.
Apostolo è un horror atipico, che non si serve dei mezzi a cui il cinema di questo genere ci ha abituati negli ultimi anni: non ci sono jumpscare, la paura è diretta conseguenza di una tensione costruita lentamente, in cui situazioni apparentemente ordinarie nascondono verità inaspettate e inquietanti.

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Una trama già vista ma con svolte inaspettate

Nell'Inghilterra dei primi del 900, Thomas Richardson (Dan Stevens) scopre che la sorella Jennifer (Elen Rhys) è stata rapita dai membri di una misteriosa setta, per questo si reca in incognito sull'isola gallese di Erisden per cercare di liberarla. Una volta sull'isola, Thomas viene accolto da una comunità di contadini guidata dal profeta Malcolm (Michael Sheen), rifugiatosi sull'isola per dedicarsi al culto di una divinità femminile. La vita a Erisden è scandita dal lavoro fisico e da una religione basata su una ritualità ancestrale che non risparmia sangue e torture: Thomas sarà costretto ad adattarsi alle regole della setta, cercando di svelare i segreti nascosti dagli abitanti dell'isola per riuscire a ritrovare la sorella.

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Non è difficile accorgersi delle grandi somiglianze tra questo film e la trama di The Wicker Man di Robin Hardy (1973), tuttavia se in quest'ultimo troviamo una comunità che guidata dall'estremismo religioso è unica responsabile di un epilogo violento, in Apostolo gli elementi sovrannaturali non mancano, ma anzi sono il fattore scatenante dei molti tragici eventi. Apostolo riesce però dosare molto bene questi elementi, disseminandoli inizialmente qua e là per poi presentarceli in maniera sempre più ravvicinata nella seconda metà del film, dove ci verrà rivelata la soluzione ad ogni mistero.

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Un film che spaventa senza inutili jumpscare

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Il più grande pregio di questo film è quello di saper creare delle atmosfere realmente inquietanti e spaventose: lo spettatore è consapevole che il pericolo è in agguato, riesce a vederlo negli sguardi degli abitanti dell'isola, in ciò che viene sussurrato e mai detto apertamente. La tensione cresce in maniera progressiva e costante durante tutto il film, in cui una serie di eventi ci portano a sospettare di chiunque e ad immaginare chissà quali oscure presenze nascoste. Un sapientissimo uso della fotografia, capace di esaltare la natura minacciosa che circonda i personaggi, e delle musiche, fatte di suoni estremamente semplici, ritmati e quasi primitivi, sono in grado di rendere al meglio l'inquietudine crescente ed il terrore dei protagonisti. Apostolo è uno di quei pochi horror recenti che riesce a spaventare senza far ricorso ai soliti sovradosati jumpscare: quei pochi che sono presenti sono pensati per portare avanti la trama e tenere alta la tensione che era stata costruita fino a quel momento.

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Un ottimo contorno che trascura però i personaggi

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A trovargli un difetto, è evidente che tutta l'attenzione alla costruzione di un atmosfera così opprimente e minacciosa non equivalga a quella data alla caratterizzazione dei personaggi: si è creato un contesto sorprendentemente dettagliato senza però concentrarsi su chi ci si muove al suo interno. L'unico personaggio ad essere approfondito a dovere è quello di Dan Stevens, la cui interpretazione colpisce rispetto alle altre, di cui capiamo perfettamente intenzioni e motivazioni grazie anche ad uno sguardo al suo tragico passato. Detto questo, Apostolo è decisamente un buon prodotto, ambizioso ed affascinante, che conferma quanto di positivo è stato detto per molte delle più recenti produzioni Netflix: da Hill House a Hold the Dark il colosso dello streaming continua a regalarci horror terrificanti e mai banali, che più che al facile spavento puntano a restarci impressi a lungo nel tempo.

Recensione di Apostolo: un horror Netflix...
Carlotta Deiana
Redattore
3.5 3.5
Cinecittà World
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