Uno dei ricordi più nostalgici della mia infanzia e della mia adolescenza riguarda il catalogo dei VHS, che mio padre aggiornava con una cura quasi maniacale ogni volta che in tv passavano un film degno, secondo lui e mamma, di essere registrato. E il film serale sul divano lo vivevo con la stessa sacralità di un rituale che non poteva per niente al mondo venire disertato, e che includeva addirittura alcune superstizioni che avevo inventato per l’occasione. Nevrotica e abitudinaria fin da bambina, ho riconosciuto via via nei film la mia routine necessaria più bella; e quando la mia migliore amica dell’epoca mi telefonava per chiacchierare della scuola e dei suoi palpiti sentimentali, io mi chiedevo perché lo facesse costantemente in prima serata, nell’orario dei film. Questa passione si è trasformata poco a poco in una laurea in Lettere con indirizzo cinematografico, nel mio romanzo “Sofia nel mio autunno nevrotico”, in tutti i miei racconti, da quelli della rubrica “Soundtrack” agli altri, e nel mestiere di speaker. Ovunque, dalla narrativa alle radio per cui collaboro, non solo descrivo i film e le serie che mi hanno conquistato, ma cerco di ricreare quel montaggio incalzante che alla vita sembra precluso, mentre ai racconti e alla musica no.

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