Un colpo da dilettanti

1996, Commedia

I 20 migliori film d'esordio degli ultimi 20 anni secondo Indiewire

Da Bottle Rocket a The Babadook, le opere prime degli ultimi vent'anni che hanno influenzato il cinema.

Fare un film non è la cosa più semplice del mondo, soprattutto per un regista esordiente. Spesso assistiamo a opere prime che sono un vero e proprio disastro. Ciò non impedisce di migliorare acquisendo una certa esperienza, ma vi sono anche registi dotati che hanno sfornato al primo colpo pellicole capaci di segnare la storia dell'evoluzione della settima arte e non solo.

Indiewire ha deciso di raccogliere in un'unica lista i migliori venti esordi degli ultimi vent'anni per sottolineare il dinamismo e la creatività impressi nell'industria dai nuovi autori a partire dal 1996. Trovate la lista in ordine cronologico di seguito.

Un colpo da dilettanti

Lo stile di Wes Anderson si è andato definendo in maniera coerente film dopo film. Fin dalla sua opera prima, la sensazione di aver scoperto una voce unica e originale nel panorama è già inevitabile. Il film, un heist movie, riunisce il clan Wilson lanciando le carriere degli amici Owen Wilson e Luke Wilson.

Bound - torbido inganno

Se i fratelli Wachowski avessero accettato di trasformare il personaggio di Corky in un uomo avrebbero ottenuto il supporto di uno studio. Ma senza dubbio il loro noir d'esordio torbido, sexy e morboso sarebbe stato molto meno affascinante. Al centro del plot una relazione lesbo tra le splendide Jennifer Tilly e Gina Gershon che progettano di sottrarre alla magia due milioni di dollari. Chi la spunterà?

Sydney

L'opera prima di Paul Thomas Anderson è un noir ambientato nel mondo del gioco d'azzarso, basato sul suo corto del 1993 Cigarettes & Coffee. Pellicola incentrata sui personaggi, il film ruota attorno al saggio Philip Baker Hall che fa da mentore a John C. Reilly, mostrandogli come si gioca a Las Vegas. Nel cast troviamo inoltre Gwyneth Paltrow, Samuel L. Jackson e l'indimenticabile Philip Seymour Hoffman, attore feticcio di Anderson.

Essere John Malkovich

Folle e stravagante, l'opera prima di Spike Jonze vede John Cusack nei anni di un burattinaio - con tanto di moglie con le fattezze di Cameron Diaz in versione capelli color topo - il quale scopre un portale che gli permette di entrare nella mente di John Malkovich per 15 minuti. Lo volete più folle di così?

Boys Don't Cry

Durissima opera prima che lancia la carriera di Hilary Swank permettendole di conquistare il suo primo Oscar. Il film, diretto da Kimberly Peirce, racconta la storia dell'adolescente transgender Brandon Teena scavando a fondo nella sua psiche e in quella degli uomini che lo uccisero brutalmente dopo aver scoperto la sua ambiguità sessuale.

Hilary Swank in Boys Don't Cry

Ratcatcher - Acchiappatopi

Prima di E ora parliamo di Kevin, la regista scozzese Lynne Ramsay si fa notare con un'opera prima incentrata sull'infanzia. Il protagonista è un ragazzino di 12 anni che vive nella periferia proletaria di Glasgow, luogo violento e brutale fotografato dallo sguardo attento della regista. Il ragazzino sfugge all'ambiente povero e degradato in cui vive creando un proprio mondo lungo il canale, qui farà la conoscenza di due personaggi fondamentali per la sua crescita, un amico e il primo amore.

Il giardino delle vergini suicide

Esordio sfolgorante per Sofia Coppola che traduce in immagini bellissime e terribili il romanzo di culto di Jeffrey Eugenides. La regista racconta con sensibilità la terribile storia delle sorelle Lisbon trasformando la loro vicenda in una pellicola profondamente triste e sensuale al tempo stesso.

Una foto promo di Kirsten Dunst, Hanna Hall, Leslie Hayman, Chelse Swain e A.J. Cook per 'Il giardino delle vergini suicide'

Sexy beast - L'ultimo colpo della bestia

Il regista di video musicali e spot Jonathan Glazer lancia la sua carriera cinematografica nel 2000 con il sensuale gangster drama Sexy Beast, che riunisce i cattivi ragazzi britannici Ray Winstone, Ian McShane e Ben Kingsley, candidato all'Oscar come miglior attore non protagonista grazie al film.

Conta su di me

Nel 2000 il drammaturgo Kenneth Lonergan esordisce dietro la macchina da presa affidando a Laura Linney il ruolo di una banchiera e madre single chiamata ad aiutare il fratello minore nei guai (Mark Ruffalo). Il film si rivela incredibilmente divertente, soprattutto quando la Linney ricorda al suo capo (Matthew Broderick) che licenziarla dopo che ha messo a segno un buon affare non sarebbe molto intelligente.

La cienaga

Dopo una lunga carriera nel corto, l'argentina Lucrecia Martel debutta nel lungometraggio con un'attenta analisi della borghesia di campagna. Parte memoir personale e parte incubo buñueliano, La Ciénaga racconta la storia di una ricca e letargica famiglia i cui membri vagano per la dimora estiva come zombie sotto l'occhio attento della servitù. Quando questa situazione stagnante diviene tossica, la Martel inserisce una serie di incidenti che mettono in rilievo l'ignavia di una classe sociale il cui peggior crimine è la compiacenza.

40 anni vergine

E' l'estate del 2005. Nelle sale americane sta per arrivare una commedia demenziale che cambierà il mondo della comicità per sempre, lanciando il caustico talento di Judd Apatow. Il film, interpretato da Steve Carell, fungerà da cavallo di Troia per l'ingresso di Apatow a Hollywood e, con lui, per un'ondata di nuovi comici di talento (Seth Rogen, Jane Lynch, Elizabeth Banks, Jonah Hill e Paul Rudd).

Michael Clayton

Prima di debuttare dietro la macchina da presa, Tony Gilroy si è fatto le ossa come sceneggiatore di blockbuster quali Armageddon e The Bourne Identity. La sua opera prima, però, è un film ambizioso a medio budget, trainato dalla presenza di una star come George Clooney. Pellicola sofisticata e complessa, Michael Clayton fornisce un saggio dell'impegno a cui punta Gilroy entrando a far parte delle pellicole a sfondo politico che Clooney ama tanto.

Synecdoche, New York

Nel 2008 anche il sofisticato sceneggiatore Charlie Kaufman, collaboratore fidato di Spike Jonze, si mette dietro la macchina da presa sfornando la sua cervellotica opera prima. Il film esplora lo strano intreccio tra narrazioni fictional ed esperienze autobiografiche raccontando le vicende di una sorta di gemello ideale (che ha il volto di Philip Seymour Hoffman) colpito da un terribile blocco dello scrittore che tenta di salvare la memoria dell'amore perduto.

Hunger

Prima di girare Hunger, Steve McQueen era già noto come dei più acclamati videoartisti. Con la sua opera prima, McQueen unisce il suo incredibile talento visivo alla storia potente di Bobby Sands (uno straordinario Michael Fassbender), ricostruendo per tappe impressionistiche le fasi caldi della ribellione irlandese contro l'Inghilterra.

The Act of Killing - L'atto di uccidere

Joshua Oppenheimer e il tuo team indagano in dettaglio sui massacri in Indonesia riportando il dramma all'attenzione della coscienza collettiva. Per riuscire nell'impresa il regista decide di dar voce anche alle squadre della morte che hanno perpetrato questi terribili crimini e mettendo in mostra il funzionamento della memoria selettiva. Ricostruendo le terribile sequenze, il regista mette a confronto la morte e le violenza con i placidi sfondi dell'Indonesia rurale fondendo bellezza e orrore. Il regista propone un cinema documentario coraggioso che segna la strada per un'evoluzione del genere.

Prossima fermata: Fruitvale Station

Un altro talento si affaccia sul grande schermo: è quello di Ryan Coogler, il quale condivide il dono con il suo protagonista Michael B. Jordan. Fin dall'esordio Coogler dimostra la capacità di raccontare storie drammatiche mettendone in luce gli aspetti più profondamente umani. La storia della vita e della morte di Oscar Grant è uno dei fatti criminali che hanno infiammato i media americani dividendo una città. Nel ricostruire i fatti, Ryan Coogler si concentra sui piccoli dettagli di quello che si rivelerà essere l'ultimo giorno di vita di Oscar. Il risultato è un film commovente, intelligente e profondo.

Babadook

L'horror indipendente di qualità non passa mai di moda. Negli ultimi vent'anni la rivelazioni più interessante e convincente è l'opera prima di Jennifer Kent. Dopo essersi messa dietro la macchina da presa la Kent, anche attrice, racconta la fiaba nera di una madre vedova che se la deve vedere con un figlio problematico. Quando dalle pagine di un libro per bambini illustrato sbuca un terribile mostro, che inizierà a perseguitare la donna e la sua famiglia, la situazione si complicherà alquanto. Kent, maestra nella gestione della tensione, usa il genere horror per affrontare un soggetto delicato come il peso della maternità e lo fa con grande intelligenza.

A Girl Walks Home Alone at Night

La regista e sceneggiatrice Ana Lily Amirpour sarà il nuovo Tarantino? Per il momento il suo rubare da generi e cinematografie disparate, l'ha portata a realizzare un'opera prima fresca ed eccitante. nel film, girato in una desolata cittadina petrolifera californiana, troviamo una vampira che indossa il chador e stalkerizza le prede a bordo di una skateboard la quale di innamora di Arash, giovane il suo personaggio è dichiaratamente ispirato a James Dean (Arash Marandi). Per il momento Ana Lily Amirpour sta ancora lavorando alla sua opera seconda, intitolata The Bad Batch e descritta come una love story cannibale, perciò dovremo attendere ancora un po' per capire in che direzione andrà la sua carriera.

Mustang

E' stato definito Il giardino delle vergini suicide della nuova generazione. Il film di Deniz Gamze Ergüven racconta a sua volta la storia di cinque sorelle intrappolate nella casa di famiglia per il loro bene. Turbate dal destino occorso alla loro famiglia, le orfane continuano a combattere anche quando le circostanze sfuggiranno al loro controllo. Eccezionale il legame creatosi sul set tra le cinque attrici grazie al talento registico che ha guidato l'opera.

Krisha

Krisha non è necessariamente un dance movie, ma il weekend del Ringraziamento raccontato da Trey Edward Shults potrebbe essere il più grande balletto del nuovo millennio. Dall'incipit musicale che ci conduce nella cavernosa dimora familiare in poi, il regista dimostra notevole confidenza nell'esplorazione del mondo che ci viene narrato. Il film trova un modo per catturare un trauma familiare e generazionale attraverso dialoghi ben filmati pervasi da una crescente tensione che si consuma intorno alla tavola imbandita per la festa.

Krisha: Krisha Fairchild nei panni di Krisha in un'immagine del film
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