Vittorio Materazzo e l’omicidio di Chiaia: il caso, le indagini, la condanna del fratello Luca

Un riepilogo del caso di Vittorio Materazzo e dell'omicidio di Chiaia: le indagini, la fuga del fratello della vittima, Luca Materazzo e la condanna definitiva dai giudici della Corte d'Assise di Napoli.

NOTIZIA di 15/05/2021

L'omicidio di Vittorio Materazzo è uno dei casi di cronaca più efferati degli ultimi anni: l'ingegnere fu ucciso sotto casa sua con 40 coltellate dal fratello Luca, unico indagato dalla polizia, grazie alle tracce di DNA ritrovate sui reperti scoperti in una strada poco lontano dal luogo del delitto. Riepiloghiamo il caso, dalla indagini alle svolte, dal processo alla condanna.

L'omicidio di Vittorio Materazzo e la freddezza dell'assassino

Omicidio Di Chiaia
Il corpo di Vittorio Materazzo, ucciso dal fratello

Vittorio Materazzo, 51 anni, è stato ucciso a Napoli il 28 novembre del 2016. L'omicidio è avvenuto in via Maria Cristina di Savoia a Chiaia, nell'androne dell'abitazione dell'ingegnere. Vittorio è sposato e padre di due bambini di 9 e 12 anni. Secondo la ricostruzione fatta dalla polizia, aiutata anche dalla presenza di alcuni testimoni oculari e delle telecamere di sicurezza, Vittorio Materazzo sta rientrando a casa intorno alle 19:30, dopo aver parcheggiato la macchina non lontano dalla palazzina dove risiede. Entrato nel portone, Materazzo trova ad aspettarlo il suo assassino con il volto coperto da un casco. L'uomo lo colpisce al volto, e mentre l'ingegnere tenta di fuggire viene colpito alla schiena con la prima coltellata. Le telecamere di un vicino centro estetico riprendono la scena in cui l'assassino raggiunge la sua vittima e lo colpisce alla gola. L'autopsia stabilisce che alla fine Vittorio Materazzo è stato colpito da 40 coltellate.

Le indagini

Vittorio Materazzo
Vittorio Materazzo, ucciso dal fratello a Napoli

La polizia esclude subito la rapina come movente, perché addosso a Vittorio Materazzo vengono trovati sia il portafogli che l'orologio. Gli investigatori iniziano ad analizzare la posizione di Luca, il fratello della vittima e ai loro occhi esperti non è sfuggita la sua freddezza di fronte al cadavere: nessuna lacrima, anzi Luca mangia un panino a pochi centimetri dal panno bianco che copre il corpo del fratello. Il presunto colpevole viene interrogato, il suo alibi ha numerosi buchi neri. Poi arriva la svolta: in Vico Santa Maria alla Neve, una strada distante pochi chilometri dal luogo dell'omicidio, vengono scoperti alcuni reperti ricollegabili all'omicidio di Vincenzo: due coltelli da sub, uno insanguinato, due giubbini, due paia di calzini, un paio di pantaloni, una maglietta e un casco integrale. L'esame del DNA mostra che su tutti gli oggetti sono presenti tracce dei due fratelli Luca e Vittorio.

La Fuga di Luca Materazzo

Luca Materazzo
Una foto di Luca Materazzo

Gli investigatori, grazie alle testimonianze di amici e parenti, scoprono che tra i due fratelli non corre buon sangue, anche per questioni ereditarie sorte dopo la morte del padre. Luca Materazzo, 36 anni all'epoca dei fatti, si rende irreperibile, e una sua amica, Valentina Guglielmini, testimonia in tribunale che Luca aveva dormito a casa sua fino al 10 dicembre: "Mi ha chiesto se potevo dargli il mio passaporto. Gli ho risposto 'Ma cosa te ne fai, io ho i capelli lunghi, sono piccolina'. Mi disse scherzando che si sarebbe messo la parrucca". Contro Luca viene emesso un mandato di arresto internazionale. Da quel 10 dicembre 2016 nessuno ha più sue notizie. Due anni dopo però, il 2 gennaio 2018, la latitanza di Luca si conclude con il suo arresto a Siviglia, in Spagna. Alla polizia iberica che gli chiede i documenti lui consegna gli originali dicendo: "Sì, sono Luca Materazzo".

Il processo a Luca Materazzo e la sentenza

Luca Materazzo Mare
Luca Materazzo: uccise suo fratello Vittorio con quaranta coltellate

Nel maggio del 2019 Luca Materazzo viene riconosciuto colpevole dell'omicidio del fratello Vittorio ela Corte d'Assise di Napoli lo condanna all'ergastolo. I giudici non hanno concesso all'imputato gli attenuanti generici. Luca, che non ha mai confessato il delitto, dichiarandosi innocente, è stato condannato anche al risarcimento delle parti civili. Luca Materazzo, con un telegramma, ha fatto sapere di non volersi appellare alla condanna di primo grado.