L'abbiamo vista durante la finale del Festival di Sanremo 2026: è stata proprio lei ad accompagnare il marito, Andrea Bocelli, sul palco dell'Ariston. Stiamo parlando di Veronica Berti, seconda moglie del tenore toscano, conosciuta nel 2002 e sposata nel 2014.
Chi è Veronica Berti Bocelli, più giovane del marito di 25 anni
Nel 2002, quando aveva appena 20 anni, ha conosciuto Andrea Bocelli. A raccontare quel primo incontro è stata lei stessa a Vanity Fair: "Qualcuno doveva avergli detto che ero una bella ragazza, così è venuto a presentarsi. Io gli ho detto 'Maestro, per me è un onore conoscerla', e lui 'Perché mi dai del lei, avremo di sicuro la stessa età". In realtà tra Bocelli e la sua seconda moglie ci sono ben 25 anni di differenza.
Un corteggiamento velocissimo, durato appena "due minuti e mezzo", come ha raccontato Veronica Berti.
"Ci siamo conosciuti e poco dopo siamo andati a vivere insieme. Io sono un'istintiva, mi piace prendere le decisioni con grande velocità. Non è detto che siano giuste, è un mio limite. In questo caso, fortunatamente, lo è stata".
Il tenore, in quegli anni, era reduce dal divorzio milionario dalla prima moglie, Enrica Cenzatti, conosciuta quando ancora cantava nei pianobar, e madre dei suoi due figli maggiori, Matteo e Amos.
Dall'amore con Veronica, nel 2011, è invece nata la figlia più piccola, Virginia, che tra pochi giorni farà il suo debutto in Mare Fuori 6.
Gli impegni professionali di Veronica Berti al fianco del marito
Oltre alla vita privata, i due condividono anche quella professionale: Veronica è la manager del marito e si definisce "un animale da backstage", abituata a lavorare dietro le quinte e a tenere tutto sotto controllo. Come lei stessa ha ammesso, però, lavorare insieme non è sempre semplice. "Dopo tanti anni non è facile quando si è marito e moglie".
Ad aiutare la coppia, però, ci sarebbe proprio l'importante differenza d'età: entrambi con un carattere passionale e impulsivo, tuttavia oggi Andrea Bocelli è il più paziente tra loro, mentre Veronica continua a descriversi come "una pentola a pressione".