Venezia 2020: il Festival nell'era Covid-19 divide gli esperti del settore

Gli esperti del settore cinematografico hanno accennato alle possibilità di partecipare a Venezia 2020 e agli altri festival autunnali.

I festival cinematografici stanno affrontando le conseguenze dell'emergenza sanitaria, e il sito The Hollywood Reporter ha provato a immaginare come potrebbero svolgersi eventi come Venezia 2020, attualmente ancora in programma a settembre.
Attualmente le certezze a livello internazionale sono davvero poche e ogni organizzazione sta valutando modalità di partecipazione e accesso in base alla situazione della propria nazione.

Il direttore del New York Film Festival, Eugene Hernandez, ha spiegato di essere al lavoro pensando a un'apertura prevista per il 25 settembre e ha dichiarato al sito: "Come possiamo organizzarlo in un modo che sia sicuro e al tempo stessa possa far crescere qualcosa di nuovo? Potrebbe essere più tranquillo in alcuni modi - New York sta affrontando una crisi attualmente - ma i limiti spesso ispirano la creatività e gli abitanti di New York sono resilienti. Certamente ci saranno meno membri della stampa e persone ad alcune proiezioni. Può essere più intimo, ma troveremo nuovi modi per continuare a sostenere l'arte. Ci adatteremo".

The Hollywood Reporter ha sottolineato che nelle sale si dovranno quasi certamente rispettare il distanziamento sociale e altre precauzioni, sul red carpet potrebbero sfilare tutte le star dotate di mascherine, le domande e risposte potrebbero avvenire via Zoom e la presenza potrebbe essere composta quasi da persone che abitano nella zona dove si svolgono gli eventi.

Il Festival di Venezia dovrebbe prendere il via il 2 settembre e l'amministratore delegato di FilmNation Entertainment, Glen Basner, ha dichiarato: "Se ci sarà un motivo importante di lavoro che richiede la nostra presenza a un festival andremo a sostenere quel film. Se dovrò andare in auto-quarantena quando tornerò, allora lo farò". La sua opinione è inoltre piuttosto speranzosa all'idea che in ogni caso verranno proposti festival, anche se in scala ridotta: "Sarò semplicemente così felice di ritrovarmi in una sala in un meraviglioso cinema a vedere di nuovo film e sarò più disponibile a comprare".
Un'altra persona contattata dal sito ha però ammesso: "Chi vorrà andare in Italia a settembre? Le star chiederanno dei jet privati perché non vogliono usare i voli di linea?".

A creare non pochi problemi, inoltre, saranno i ritardi causati dalla situazione attuale che rende impossibile il lavoro e completare alcuni titoli molto attesi come Nightmare Alley di Guillermo del Toro e Mank firmato da David Fincher.
Alcuni titoli che avrebbero dovuto debuttare a Cannes 2020 potrebbero essere presentati in altri eventi come Venezia, che ha già confermato una possibile collaborazione con la kermesse curata da Thierry Fremaux, e il festival di Lione.

Cynthia Swartz, da tempo addetto stampa molto attiva nel settore, ha sottolineato: "Sarà una decisione più difficile se si ha un film che potrebbe ottenere ottimi risultati rivolgendosi a un ampio pubblico e ovviamente i festival non potranno offrire totalmente quell'esperienza, a causa del distanziamento sociale nella sala stessa e perché ci saranno meno giornalisti e gente del settore che potranno assistere a quell'entusiasmo".
Il problema riguarderà anche chi spera di poter ottenere una distribuzione internazionale per la propria opera e bisognerà trovare un nuovo modo per proporre le proprie opere.

Il 28 aprile, infine, l'Academy cercherà di capire come modificare le regole riguardanti la possibilità di concorrere ai premi in base alla distribuzione nelle sale o nel circuito on demand e in streaming.