Vanessa Bryant ha deciso di fare causa allo sceriffo Alex Villanueva per le foto che otto dei suoi poliziotti scattarono ai resti di Kobe Bryant e la figlia Gianna la notte dell'incidente in cui perse la vita la stella della NBA. I colpevoli non furono sanzionati ma gli fu chiesto solo di cancellare le foto dal telefonino.
Vanessa Bryant era rimasta scioccata di fronte alle foto di Kobe Bryant che alcuni poliziotti avevano fatto la notte dell'incidente. Oggi si è saputo che Vanessa ha citato in giudizio Alex Villanueva, lo sceriffo della contea di Los Angeles e il suo dipartimento per quegli scatti che turbarono anche l'opinione pubblica.
Nelle motivazioni della causa presentata la scorsa settimana presso la Corte Superiore della contea di Los Angeles si legge: "Di fronte alla scena di una perdita inimmaginabile, non meno di otto uomini dello sceriffo che stavano sul luogo dell'incidente hanno tirato fuori i loro telefoni cellulari personali e hanno scattato foto dei bambini, dei genitori e degli allenatori morti. I poliziotti hanno scattato queste foto per una loro gratificazione personale". La vicenda venne a galla grazie alla denuncia di un barista che aveva visto un vice-sceriffo tirocinante mostrare le foto ad una donna.
Nei documenti presentati dagli avvocati di Vanessa si fa riferimento ad un articolo del Los Angeles Time che riportava una dichiarazione dello sceriffo: l'uomo disse ai suoi uomini che non non sarebbero state prese misure disciplinari nei loro confronti se avessero cancellato le foto. Al'epoca Alex Villanueva fu accusato di voler insabbiare le indagini, l'uomo rispondendo ai cronisti disse che gli agenti si erano presentati spontaneamente alla stazione di polizia ed avevano ammesso di aver fatto le foto, confermando di averle cancellate "Questa era la mia priorità numero, assicurarmi che quelle foto non esistessero più" disse lo sceriffo.
Nella relazione degli avvocati si legge: "Le azioni oltraggiose del Dipartimento dello sceriffo hanno causato alla signora Bryant un grave disagio emotivo e hanno aggravato il trauma della perdita di Kobe e Gianna, la signora Bryant sta male al pensiero di estranei che fissano a bocca aperta le immagini del marito e della figlia defunti, e vive nella paura che lei o i suoi figli un giorno potrebbero vedere le orribili immagini dei resti dei loro cari online". Bryant non ha quantificato la richiesta di danni ma ha chiesto un processo con la presenza di una giuria. Un portavoce del dipartimento dello sceriffo non ha voluto commentare la notizia.
L'elicottero che stava trasportando Kobe Bryant e altre otto persone a un torneo di basket giovanile si schiantò il 26 gennaio 2020 sulle colline di Calabasas, in California. I passeggeri morirono tutti sul colpo. L'autopsia stabilì che il pilota non aveva assunto droghe o bevuto prima di mettersi in volo, lo schianto fu dovuto alla nebbia fittissima che in quel momento avvolgeva la zona.