Raccontare il diabete di tipo 1 senza lasciare che sia la malattia a definire una persona. È questo il punto di partenza di Still Game, il cortometraggio diretto da Riccardo Denaro e prodotto da ELIVE Multimedia in collaborazione con Diabete Italia - Rete Associativa ODV, che verrà presentato oggi, 22 ottobre, alla Festa del Cinema di Roma.
L'appuntamento è fissato alle 10.45 alla Casa del Cinema, nella Sala Cinecittà, dove il film sarà al centro di un incontro dedicato al ruolo del cinema nella divulgazione e nella costruzione di una maggiore consapevolezza sul diabete di tipo 1. Un'occasione per portare un tema sanitario e sociale fuori dagli spazi tradizionali dell'informazione, utilizzando un linguaggio vicino soprattutto alle nuove generazioni.
Still Game, la storia di Anna dopo la diagnosi
La protagonista del cortometraggio è Anna, una ragazza di 18 anni che pratica pallavolo e coltiva una passione per la musica. La diagnosi di diabete di tipo 1 arriva in un momento decisivo della sua crescita e modifica gli equilibri della quotidianità, aprendo una fase segnata da paura, rabbia e incertezza.
A cambiare la prospettiva della giovane contribuisce l'incontro con Samu, un ragazzo che conosce già la realtà della malattia. Attraverso questa relazione, Anna comincia a confrontarsi con una condizione che richiede attenzione e gestione costante, ma che non esaurisce la sua identità né determina, da sola, le possibilità del suo futuro.
La narrazione si sviluppa attraverso esperienze e relazioni riconoscibili per il pubblico più giovane: lo sport, l'amicizia, la famiglia e il rapporto con il proprio corpo. Il racconto evita di ridurre i personaggi alla diagnosi e mette al centro il percorso personale necessario per trovare un nuovo equilibrio.
Diabete di tipo 1, oltre gli stereotipi
Il diabete di tipo 1 è una patologia autoimmune cronica che comporta una gestione quotidiana e un monitoraggio costante. La necessità di convivere con queste responsabilità può intrecciarsi con difficoltà emotive e sociali, soprattutto quando la diagnosi arriva durante l'adolescenza, in una fase in cui autonomia, relazioni e percezione di sé sono in piena evoluzione.
Still Game affronta proprio questo passaggio, proponendo una rappresentazione che non si limita agli aspetti clinici. L'obiettivo è contribuire a superare stereotipi e convinzioni che possono alimentare isolamento e discriminazione, mostrando come la malattia possa convivere con lo studio, l'attività sportiva, le passioni e i progetti personali.
In questa prospettiva, il cinema diventa uno strumento di sensibilizzazione: non sostituisce l'informazione medica, ma può favorire l'empatia e aprire un confronto tra persone che vivono direttamente il diabete e chi ne conosce poco le implicazioni quotidiane.
Il cast e il legame con il mondo dello sport
A interpretare Anna è Ludovica Longhini, affiancata da Simone Bertoncini nel ruolo di Samu e Isabella Pisani in quello di Sara. Nel cast figurano anche Germano Lanzoni, Gloria Anselmi e William Angiuli, che interpreta il diabetologo.
La dimensione sportiva trova spazio anche grazie alla partecipazione di Consolini Volley, della pallavolista Veronica Minati, che convive con il diabete di tipo 1, e della campionessa Serena Ortolani. Un contributo che rafforza il legame tra la storia raccontata sullo schermo e le esperienze di chi pratica sport ad alto livello.
Dalla Festa del Cinema di Roma a un tour nazionale
La presentazione romana rappresenta una nuova tappa del percorso di Still Game, già presentato in anteprima nella sede del CONI il 23 settembre. Il progetto punta a raggiungere pubblici diversi attraverso un tour nazionale di proiezioni previsto fino al 2027, con iniziative rivolte a scuole, festival, associazioni, strutture sanitarie e ambienti sportivi.
Diabete Italia - Rete Associativa ODV, che riunisce oltre 140 associazioni impegnate accanto alle persone con diabete e alle loro famiglie, contribuirà alla diffusione del cortometraggio sul territorio, favorendo occasioni di incontro e confronto con professionisti sanitari, atleti, istituzioni e comunità locali. Il progetto prevede inoltre la diffusione attraverso Rai Cinema Channel, media partner dell'iniziativa.