Pokémon, il parco a tema arriva in tutto il mondo dopo il successo degli Universal Studios in Giappone

L'esperienza a tema Pokémon sta per invadere i parchi Universal nel mondo. Dopo la premiere nipponica, l'annuncio ufficiale conferma una strategia globale che punta su immersione e interattività.

Una scena dei Pokemon

Per il 30° anniversario, The Pokémon Company conferma l'espansione internazionale delle attrazioni Pokémon nei parchi Universal Studios, seguendo il modello di Super Nintendo World a Osaka. Esperienze immersive, interattive e family-friendly porteranno i visitatori "dentro il gioco", oltre il primo debutto giapponese.

Pokémon diventa un'esperienza reale dall'esplorazione digitale ai parchi nel mondo

Nel 2026 l'universo Pokémon non si limita ai videogiochi, al trading card game o all'animazione: si prepara a trasferirsi nei parchi tematici Universal Studios al di fuori del Giappone. L'annuncio nasce da una sinergia diretta tra Universal Studios Japan e The Pokémon Company, che hanno confermato un'espansione internazionale dopo il debutto nipponico. Una scelta non casuale, che coincide con il 30° anniversario del franchise e con un mercato dell'intrattenimento sempre più orientato a esperienze immersive.

Il format previsto non punta sulle classiche attrazioni high-adrenaline, ma su attività interattive e family-friendly che riflettono l'essenza del brand. In altre parole: il parco non vuole simulare un videogame, vuole funzionare come un videogame. E Pokémon è perfetto per questo. Da sempre il cuore della saga è l'esplorazione: andare in cerca di creature sconosciute, affrontare sfide, catalogare specie, scoprire territori e lore. L'utente non "osserva il mondo": lo attraversa.

Non è un concetto nuovo per il franchise: dieci anni fa, Pokémon Go trasformò il mondo reale in un livello gigante, motivando le persone a esplorare la propria città con uno smartphone come Pokédex improvvisato. La versione Universal rappresenta il "passo successivo": visitatori che si muovono in spazi reali, interagendo con dispositivi fisici e incontrando Pokémon resi più credibili che mai.

Il progetto non è quindi una semplice "attrazione" ma un dispositivo culturale che si innesta nel lifestyle contemporaneo. È l'affermazione definitiva dell'idea che Pokémon non è solo un brand, è un linguaggio.

Super Nintendo World come immersione, gamification e pubblico transgenerazionale

A rendere plausibile e strategica questa espansione è il successo del precedente esperimento: Super Nintendo World. Nel parco giapponese, Mario & co. hanno dimostrato che una proprietà videoludica può trasformarsi in uno spazio fisico coerente e narrativo. Nessuna forzatura, ma spatial storytelling applicato al game design: ogni area funziona come un livello, ogni elemento invita a giocare.

Qui l'interazione è la chiave: pulsanti, dispositivi da attivare, percorsi da scoprire. È la stessa logica dell'open world, applicata all'architettura di un parco tematico. E la conferma è nel target: non solo bambini, ma adolescenti, adulti e famiglie intere che condividono un immaginario transgenerazionale.

Le attrazioni Pokémon seguiranno proprio questo approccio. Un parco a tema Pokémon non ha bisogno di loop di acciaio o discese vertiginose: la tensione è nella scoperta, nel senso di meraviglia, nella raccolta di informazioni-esattamente come nel gioco. È una struttura perfetta perché accessibile, trasversale, modulare e culturalmente riconoscibile a ogni latitudine.

Inoltre, Super Nintendo World ha creato un nuovo paradigma per i theme park orientati su un singolo franchise: fedeltà assoluta al materiale originale, esperienza compatibile con diversi livelli di competenza (dal casual fan all'enciclopedico), e attenzione al "valore fotografico" dei luoghi, pensati per vivere anche sui social.

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Per Pokémon questo modello è quasi naturale. Il franchise ha una lore infinita, una geografia narrativa variegata e un archivio simbolico ricchissimo che lo rende ideale per una trasposizione reale-dalle palestre alle regioni, dagli starter iconici alle mascotte globali come Pikachu.

Il risultato è una nuova generazione di parchi: luoghi in cui il fandom esce dallo schermo e si materializza nello spazio urbano. E Pokémon, con la sua espansione internazionale, sembra pronto a diventarne il campione assoluto.