Ozzy Osbourne ai Grammy 2026, la famiglia in lacrime per l’omaggio: "Accendo una candela ogni giorno per lui"

Il tributo dedicato a Ozzy Osbourne ai Grammy Awards 2026 è stato uno di questi: un omaggio musicale potente, seguito dallo sguardo spezzato di Sharon, Kelly e Jack Osbourne in platea.

Un ritratto di Ozzy Osbourne

Ai Grammy 2026 la famiglia di Ozzy Osbourne si è commossa durante il tributo dedicato al leggendario frontman dei Black Sabbath, scomparso nel 2025. Un momento intenso, tra musica, memoria e un'eredità rock che continua a vibrare.

Un tributo rock che diventa un momento familiare

A quasi sette mesi dalla scomparsa di Ozzy Osbourne, avvenuta nel luglio 2025 all'età di 76 anni, i Grammy Awards hanno scelto di onorare una delle figure più iconiche della storia del rock con un'esibizione che ha unito rispetto, spettacolo e memoria. Sul palco della Crypto.com Arena di Los Angeles, un supergruppo composto da Post Malone, Andrew Watt, Chad Smith, Duff McKagan e Slash ha dato vita a una versione intensa di War Pigs, brano simbolo dei Black Sabbath datato 1970.

Mentre la musica riempiva l'arena, le telecamere hanno più volte indugiato sulla famiglia Osbourne, seduta tra il pubblico. Sharon Osbourne, con gli immancabili occhiali scuri, ha seguito la performance in silenzio, lasciando che fossero i gesti a parlare. Accanto a lei, Kelly Osbourne non ha trattenuto le lacrime fin dalle prime note, arrivando a coprirsi il volto con le mani, come se quella canzone stesse riaprendo un dialogo diretto con il padre. Poco dopo, anche Jack Osbourne è stato ripreso in piedi, visibilmente commosso, mentre le lacrime scendevano senza filtri.

Il tributo si è inserito nel segmento In Memoriam della serata, accanto ad altri omaggi affidati ad artiste come Lauryn Hill e Reba McEntire, ma quello dedicato a Ozzy ha avuto un peso specifico diverso. Non solo per l'impatto culturale dell'artista, ma per la sensazione che quel momento stesse parlando a più generazioni contemporaneamente: ai fan storici, ai musicisti sul palco e, soprattutto, a una famiglia che ha visto trasformare il proprio lutto in un abbraccio collettivo.

La memoria quotidiana di Ozzy e un'eredità che non si spegne

Poche ore prima della cerimonia, sul red carpet dei Grammy, Kelly Osbourne aveva raccontato a PEOPLE ed Entertainment Weekly come la famiglia continui a mantenere viva la presenza di Ozzy nella quotidianità. "Ci sono tantissime cose che facciamo. Teniamo sempre un posto a tavola per lui, accendo una candela ogni giorno per lui. Indosso un medaglione, è sotto il vestito quindi non si vede, ma dentro c'è la sua foto, e il mio bambino lo apre ogni giorno, gli dà un bacio e dice ciao a nonno Ozzy", ha spiegato. E poi quel dettaglio quasi mistico: "Ogni volta che vedo l'orologio segnare le 11:11 so che è lui che mi parla".

Kelly aveva anche espresso apprezzamento per la scelta degli artisti coinvolti nel tributo, sottolineando quanto fosse significativo vedere i pari di suo padre rendere omaggio alla sua musica. "È una cosa bellissima vedere il rispetto e l'amore che i suoi colleghi stanno mostrando per il suo lavoro. Sarà un'esperienza emotivamente molto forte per noi", aveva detto poco prima di sedersi in platea. E, con una sincerità disarmante, aveva aggiunto: "Sto bene? No. Non dirò di stare bene. È la cosa più difficile che abbia mai affrontato nella mia vita".

Ozzy Osbourne è morto dopo un infarto, mentre conviveva da tempo con problemi di salute legati al Parkinson. Ma la sua figura resta incisa nella cultura pop ben oltre la musica: dal metal rivoluzionario dei Black Sabbath all'esposizione mediatica di The Osbournes, il reality MTV che nei primi anni Duemila ha mostrato il lato domestico e sorprendentemente umano di una leggenda dell'heavy metal.

Ozzy Osbourne, pubblicata un'intervista perduta del 1987 in cui la star parlava di minacce di morte Ozzy Osbourne, pubblicata un'intervista perduta del 1987 in cui la star parlava di minacce di morte

Il tributo ai Grammy non ha chiuso un capitolo, ma ne ha riaffermato uno fondamentale: Ozzy Osbourne non è solo un'icona del passato, ma una presenza che continua a vibrare, tra accordi distorti, ricordi familiari e un'eredità che il tempo, semplicemente, non riesce a silenziare.