Natalie Portman e Olivia Wilde si schierano contro gli agenti federali dell'ICE: "Stanno uccidendo le persone"

A smuovere il Sundance 2026 non è stato un film shock, ma la realtà: il recente omicidio di un uomo da parte di agenti federali e la protesta frontale di due voci hollywoodiane come Natalie Portman e Olivia Wilde.

Una scena con Natalie Portman

Al Sundance 2026 Natalie Portman e Olivia Wilde interrompono la retorica del red carpet e puntano i riflettori sulla violenza dell'ICE, tra denunce pubbliche, pin di protesta e un attacco diretto ai premi che ignorano registe e film diretti da donne.

Portman tra attivismo e cinema: la denuncia della brutalità ICE

Arrivata al festival per promuovere The Gallerist di Cathy Yan, Natalie Portman ha scelto la conferenza stampa anziché i tappeti rossi per un discorso politico molto esplicito. L'attrice indossava due pin, "ICE Out" e "Be Good" - quest'ultima in riferimento a Renée Good, uccisa da ICE a Minneapolis - come manifesto visivo di un messaggio che sarebbe stato presto articolato a parole.

Jackie Film
Jackie: un'immagine di Natalie Portman

Davanti alle telecamere del Variety Studio, Portman ha chiarito la propria posizione con un tono misurato ma fermo: "Questo è un momento gioioso per il cinema, ma anche devastante per il nostro Paese. È impossibile non parlare di ciò che sta accadendo ora e della brutalità dell'ICE, che deve fermarsi immediatamente". Pur denunciando, Portman ha trovato spazio per riconoscere una reazione sociale: "Gli americani stanno mostrando una comunità bellissima: si proteggono e lottano per la libertà".

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L'attrice ha poi colto l'occasione per criticare un altro sistema di potere: quello dei premi cinematografici. A pochi giorni dagli Oscar, Portman ha attaccato l'assenza di riconoscimenti per molte opere dirette da donne: "Gran parte dei film migliori che ho visto quest'anno sono stati fatti da donne, ma non sono stati riconosciuti ai premi. Film straordinari come 'Sorry Baby', 'Left-Handed Girl', 'Hedda' e 'The Testament of Ann Lee' non stanno ricevendo gli onori che meritano". Una stoccata elegante e chirurgica, che punta sia alle barriere sistemiche sia alla lente opaca con cui l'industria guarda alle registe.

Olivia Wilde: dalla regia alla protesta pubblica

Se Portman ha denunciato le strutture, Olivia Wilde ha scelto il linguaggio dell'urgenza emotiva. Sul tappeto rosso della sua nuova commedia The Invite, la regista e attrice ha spiegato perché l'evento non poteva sottrarsi alla cronaca: "Il mondo sta soffrendo e questo Paese sta soffrendo. È sconvolgente". Poi l'affondo che ha scioccato il red carpet: "Sono inorridita e disgustata. Non possiamo andare avanti accettando tutto questo come normalità. È oltraggioso. Le persone vengono uccise".

How It Ends 1
How It Ends: Olivia Wilde in una scena

Wilde non si è limitata alla condanna, ma ha identificato un obiettivo politico chiaro: "Dobbiamo sostenere il movimento per estromettere ICE, delegittimare questa organizzazione criminale". Un'espressione rarissima da sentire su un tappeto rosso, specie mentre si promuovono uscite cinematografiche. Ma la regista ha voluto riconoscere chi sta pagando il prezzo più alto: i cittadini. "Gli americani stanno parlando. Le marce sono ovunque e protestare oggi è pericoloso, eppure lo fanno. Ed è incredibilmente ispiratore".

A Sundance, quindi, non ha parlato solo il cinema. Hanno parlato la politica, il lutto e la solidarietà. E grazie a Portman e Wilde, per qualche ora, anche Hollywood ha smesso di recitare.