Narnia di Greta Gerwig, finite le riprese: sei mesi a Londra per reinventare “Il nipote del mago”

Con Il nipote del mago, primo tassello del nuovo universo di Narnia targato Netflix, la regista ha appena chiuso sei mesi di riprese londinesi e acceso la curiosità globale.

Un ritratto di Greta Gerwig per Narnia

Terminate a Londra le riprese di Narnia: Il nipote del mago di Greta Gerwig, prodotto da Netflix. Sei mesi di lavorazione, un'ambientazione spostata agli anni Cinquanta e un cast di altissimo profilo per una rilettura tutt'altro che tradizionale del mondo di C.S. Lewis.

Una Narnia che cambia epoca (e pelle)

Le riprese principali di Narnia: Il nipote del mago si sono ufficialmente concluse a Londra dopo un lungo set durato circa sei mesi, iniziato nell'agosto scorso. Un arco produttivo importante, che conferma l'ambizione del progetto e la volontà di Netflix di trattare l'universo di C.S. Lewis non come semplice revival, ma come fondazione di un nuovo corso cinematografico.

Ora il film entra nella fase di post-produzione, con due colossi come Framestore e Weta al lavoro sugli effetti visivi, mentre la colonna sonora è affidata a Mark Ronson e Andrew Wyatt, una scelta che lascia intuire un approccio sonoro contemporaneo e non convenzionale.

Dietro la macchina da presa c'è Seamus McGarvey, direttore della fotografia noto per lavori come Atonement e The Avengers, mentre il montaggio non è ancora stato ufficializzato, anche se il nome di Nick Houy, collaboratore storico della regista, resta una possibilità concreta. Ma il vero segnale di rottura arriva dalle prime indiscrezioni visive: secondo le foto trapelate dal set, Gerwig avrebbe spostato l'ambientazione dal canonico scenario vittoriano immaginato da Lewis a una Londra post-bellica degli anni Cinquanta. Una scelta che non è solo estetica, ma narrativa, perché inserisce la nascita di Narnia in un mondo che porta ancora addosso le cicatrici della guerra e della ricostruzione.

È un cambio di prospettiva che chiarisce subito le intenzioni della regista: non replicare fedelmente il testo, ma dialogare con esso. Del resto, dopo Lady Bird, Piccole donne e Barbie, era difficile aspettarsi un adattamento scolastico. Gerwig lavora per stratificazioni, per riscritture emotive, e Il nipote del mago sembra già muoversi in questa direzione.

Cast stellare, scommessa creativa e uscita in IMAX

Sul fronte cast, Netflix mantiene ancora il riserbo ufficiale, ma le voci sono di quelle che fanno rumore. I giovani Digory Kirke e Polly Plummer sarebbero i protagonisti, affiancati da Emma Mackey e da Daniel Craig nel ruolo di Zio Andrew, personaggio chiave e ambiguo della storia. Si parla inoltre di Carey Mulligan in trattative per un ruolo non rivelato e di Meryl Streep come voce di Aslan, una scelta che, se confermata, sposterebbe ulteriormente l'asse simbolico del personaggio.

Il progetto resta, volutamente, un azzardo artistico. Non tanto per l'ampiezza produttiva, quanto per l'approccio dichiaratamente non ortodosso. Chi sperava in una trasposizione letterale dell'opera di Lewis dovrà probabilmente rivedere le proprie aspettative. Greta Gerwig non ha mai nascosto di preferire l'interpretazione alla reverenza, e Il nipote del mago sembra destinato a dividere, prima ancora di uscire.

A rendere il tutto ancora più interessante è la strategia distributiva: il film avrà una finestra esclusiva IMAX di due settimane a partire dal 26 novembre 2026, prima di approdare su Netflix. Una mossa che ribadisce la volontà di trattare Narnia come grande cinema, non solo come contenuto da piattaforma.

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In definitiva, più che un semplice adattamento, Narnia: Il nipote del mago si presenta come un atto di rifondazione. Un'opera che promette di parlare a un pubblico nuovo senza ignorare il peso del mito originale. E che conferma, ancora una volta, come Greta Gerwig ami camminare sul confine tra rispetto e rischio, dove le storie smettono di essere intoccabili e tornano a essere vive.