Matt Damon e Ben Affleck sono impegnati nel tour promozionale del film The Rip - Soldi sporchi di Joe Carnahan, il prossimo lungometraggio Netflix in cui sono coinvolti da protagonisti i due divi di Hollywood di Will Hunting - Genio ribelle.
Le due star hanno partecipato ad una puntata del podcast The Joe Rogan Experience e Matt Damon si è soffermato sul delicato tema della cancel culture, fornendo il proprio punto di vista sulla questione che ha colpito diverse celebrità di Hollywood.
Matt Damon sulla cancel culture
"Scommetto che alcune di quelle persone [colpite dalla cancel culture] avrebbero preferito andare in prigione per 18 mesi o qualcosa del genere, e poi uscire e dire: 'Ho pagato il mio debito. Abbiamo finito. Possiamo finirla?'".
Damon spiega il suo punto di vista sulla delicata questione della cancel culture: "Il fatto di essere così pubblicamente messi alla gogna, non finisce mai. Ed è la prima cosa che sai semplicemente che ti seguirà fino alla tomba".
La gogna mediatica contro Matt Damon
Sul tema dell'assedio mediatico nei confronti di una persona celebre, Matt Damon ne sa qualcosa. L'attore, nel 2021, affermò in un intervista di aver smesso di utilizzare la 'f-word' solo da poco tempo, quando sua figlia gli scrisse un messaggio in cui gli spiegava quanto fosse pericolosa quella parola. In seguito alle polemiche, Matt Damon risposa con un messaggio pubblico: "Durante una recente intervista, ho ricordato una discussione avuta con mia figlia in cui ho cercato di contestualizzare per lei i progressi compiuti, sebbene per nulla completati, da quando sono cresciuto a Boston e, da bambino, sentivo la 'f-word' usata per strada prima ancora di sapere a cosa si riferisse" ha scritto Damon in una dichiarazione.
"Ho spiegato che quella parola veniva usata costantemente e con leggerezza ed era persino una battuta di dialogo in un mio film fino a tempi recenti come il 2003; lei, a sua volta, ha espresso incredulità all'idea che potesse mai esserci stato un periodo in cui quella parola veniva usata senza pensarci. Con mia ammirazione e orgoglio, è stata estremamente articolata nello spiegare quanto quella parola sarebbe stata dolorosa per qualcuno della comunità LGBTQ+, indipendentemente da quanto fosse culturalmente normalizzata. Non solo ero d'accordo con lei, ma ero entusiasta della sua passione, dei suoi valori e del suo desiderio di giustizia sociale".
Matt Damon ha sottolineato di non usare mai quella parola nella sua vita privata e di non usare insulti di quel tipo, prima di sostenere pubblicamente la comunità LGBTQ+.