Josh Brolin: "Donald Trump? Un genio del marketing, ma era diverso quando l'ho conosciuto"

L'attore, durante una recente intervista, è tornato a parlare della sua amicizia con il miliardario diventato presidente degli Stati Uniti.

Una foto di Josh Brolin

Josh Brolin ha parlato in una recente intervista della sua amicizia con Donald Trump, sostenendo che l'attuale presidente degli Stati Uniti fosse una persona molto diversa in passato.
L'attore, parlando ai microfoni di The Independent, ha condiviso qualche dettaglio riguardante la sua esperienza con il milionario.

Il rapporto con Trump

Il protagonista di Wake Up Dead Man - Knives Out, il nuovo film diretto da Rian Johnson (di cui potete scoprire qualche anticipazione), ha chiarito che non si è ispirato a Donald Trump per interpretare il suo personaggio, il monsignore Wicks.

Josh Brolin ha quindi sottolineato: "Non ho paura di Trump perché, anche se dice che resterà per sempre, non accadrà. E se succederà, allora ci penserò in quel momento. Ma, essendo stato un amico di Trump prima che diventasse presidente, io conosco un uomo diverso".

L'attore ha successivamente parlato del Trump Hotel sottolineando: "Sono certo che fosse coinvolta molta corruzione".

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Brolin ha voluto ricordare: "Non c'è un genio più grande nel marketing rispetto a lui: prende la debolezza della popolazione generale e la usa a suo favore. Ed è per questo che penso molte persone provino la sensazione di avere una mascotte in lui. Penso si tratti meno di Trump e maggiormente della popolazione e del bisogno di ottenere delle conferme".

Come è nata l'amicizia con il miliardario

Josh aveva conosciuto Donald Trump in occasione delle riprese di Wall Street: il denaro non dorme mai, diretto da Oliver Stone. L'attore ha incontrato il miliardario durante una cena con il regista, Shia LaBeouf e Melania Trump.

Brolin ha poi mantenuto un rapporto di amicizia con l'imprenditore, sostenendo di ammirarne la capacità di trasformare l'economia di Manhattan: "L'ho trovato davvero affascinante. Penso sia una persona interessante".

Negli anni successivi, tuttavia, non ha nemmeno esitato nel criticarne i comportamenti e le idee, ribadendo che non si sente rappresentato dal suo concetto di mascolinità.