Josh Brolin nel club super segreto di Peter Thiel, ma c'è un problema: non sa come ci sia finito

Il nome dell'attore è comparso in alcuni documenti trapelati su Dialog, l'organizzazione segretissima cofondata dal miliardario della tech. Con lui ci sarebbero anche Joseph Gordon-Levitt e Sophia Bush.

Josh Brolin

Josh Brolin non sembra avere le idee chiarissime su come il suo nome sia finito dentro una vicenda che sembra uscita da un thriller paranoico a metà tra politica, tecnologia e salotti esclusivi. L'attore candidato all'Oscar è infatti comparso in alcuni documenti trapelati legati a Dialog, una società riservata e accessibile solo su invito, cofondata nel 2006 da Peter Thiel, imprenditore e investitore tra i nomi più influenti - e discussi - della Silicon Valley.

La notizia, emersa dopo le rivelazioni di Wired e rilanciata da The Hollywood Reporter, ha attirato l'attenzione non solo per la natura estremamente segreta dell'organizzazione, ma anche per la presenza di alcuni volti noti del mondo dello spettacolo. Oltre a Brolin, nei materiali sarebbero apparsi, infatti, anche Joseph Gordon-Levitt, Sophia Bush e il manager musicale Scooter Braun. E tutti hanno qualcosa da dire.

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Josh Brolin

Josh Brolin è stato totalmente colto di sorpresa da questo suo coinvolgimento in qualcosa di poco chiaro. O almeno questo è quello che dice lui. Dopo la pubblicazione di alcuni documenti, l'attore avrebbe avuto una reazione a metà tra la sorpresa e il disorientamento. Attraverso un suo rappresentante, ha infatti commentato di voler capire "in che ca*** si è cacciato".

Stando alle informazioni emerse, la sua candidatura a Dialog sarebbe stata sponsorizzata da Ryan Graves, manager noto per il suo passato in Uber. Nei documenti compare però anche una presentazione personale attribuita allo stesso Brolin che sembra uscita direttamente da uno dei suoi personaggi.

"Sono cresciuto in una fattoria di cavalli, ho scalato parti dell'Everest, ho ricevuto premi Oscar, sono stato candidato, ho scritto un libro, sono stato contattato da ex poeti laureati, sono stato amico dei più grandi artisti del nostro tempo e ho fumato crack sotto una macchina alle 3 del mattino a San Francisco", avrebbe scritto.

Joseph Gordon-Levitt e Sophia Bush chiariscono la loro presenza nel club segreto

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Joseph Gordon-Levitt

A differenza di Brolin, Joseph Gordon-Levitt ha scelto una spiegazione più articolata. L'attore ha confermato di aver partecipato a due conferenze Dialog, precisando però: "Non conosco Peter Thiel. Non l'ho mai incontrato. Non gli ho mai parlato". Gordon-Levitt ha aggiunto di considerarsi su posizioni politiche e ideologiche opposte rispetto a quelle attribuite a Thiel, spiegando di aver preso parte a certi incontri per confrontarsi sul futuro della tecnologia e dell'intelligenza artificiale.

Anche Sophia Bush è intervenuta sui social, collegando la sua presenza all'attività di promozione del documentario Another Body - Il mio corpo deepfake, dedicato al tema dei deepfake pornografici. E dicendosi sorpresa nello scoprire il legame con una figura "con cui non si farebbe pagare per stare nella stessa stanza".

Dialog, la società segreta che incuriosisce Hollywood

Dialog sarebbe rimasta per anni lontana dai riflettori: nessun sito ufficiale né un elenco pubblico dei membri e pochissime informazioni verificabili. A cofondarla, insieme a Peter Thiel, ci sarebbe Auren Hoffman, fondatore di una società di sorveglianza dei dati, SafeGraph. Il gruppo, stando ai documenti finiti online, riunirebbe soprattutto personalità della politica, dell'alta finanza, della tecnologia e dell'imprenditoria.

A far discutere sono anche i titoli di alcune sessioni previste per un forum vicino a Dublino, in programma ad agosto. Tra questi, Build-a-Cult, Navigating WWIII e Bring Back Nuclear. Titoli che hanno inevitabilmente attirato l'attenzione, facendo nascere domande sulla natura dell'iniziativa: si tratta semplicemente di un esclusivo spazio di confronto tra figure influenti o di qualcosa di più controverso?