Avrebbe dovuto essere presente sul red carpet di Park City per accompagnare la premiere al Sundance del documentario a lei dedicato, Antiheroine, ma all'ultimo momento Courtney Love ha dato forfait. L'attenzione della stampa si concentra, dunque, sul film diretto da James Hall ed Edward Lovelace che fa luce sulla sua personalità controversa.
Nel film Love sembra rinata dopo anni di dipendenza da alcool e droghe e si esibisce perfino live dopo anni di assenza dai palcoscenici. Ma non manca un capitolo dedicato al marito Kurt Cobain, il leader dei Nirvana morto suicida il 5 aprile 1994.
"Mi chiamo Courtney Love", dichiara la cantante mentre sale sul palco del locale londinese The Garage con Billie Joe Armstrong e la sua band The Coverups nel febbraio 2024. "Potreste non ricordarvi di me".
Il film lungo 98 minuti svela, infatti, la scelta di Courtney Love di abbandonare gli Stati Uniti per rifugiarsi a Londra, dove si è trasferita nel 2019, per ricominciare da zero.
"Ero sobria da due anni e mezzo. Sono venuta qui con un guardaroba invernale e un cane. Mi sono isolata da tutti. Non avevo nulla di razionale o di concreto" dice lei nel film. Lo stacco netto le ha permesso di lasciarsi alle spalle brutte storie, paparazzi e pettegolezzi. Per usare le sue parole, "tutti hanno una storia su Courtney del tipo 'si è scopata il mio ragazzo' o 'ha rubato l'anello di mia nonna - non sto scherzando'".
Cosa dice Antiheroine di Kurt Cobain?
La parte più emozionante del documentario è quella che si immerge nella fatale storia d'amore col frontman dei Nirvana, Kurt Cobain, che lei incontrò quando la sua band, le Hole, incrociò il cammino del gruppo grunge.
Il leader dei Rem Michael Stipe, che appare nel documentario, afferma: "La prima volta che li ho visti insieme, l'amore che provavano l'uno per l'altra, il rispetto che provavano l'uno per l'altra erano evidenti. Erano talentuosi e spontanei, ed erano così follemente innamorati". Parkando del marito, Courtney Love dice: "Era così bello. Aveva un senso dell'umorismo davvero bizzarro. Eravamo due capri espiatori designati, rifiutati dalle nostre madri e dai nostri padri. Ci siamo trovati ed eravamo a casa. È stato davvero istantaneo. Quella fase da luna di miele è durata quello che è sembrato un tempo lunghissimo perché era così intensa".
Come scrive l'Hollywood Reporter, la loro storia d'amore viene riproposta attraverso intimi filmati amatoriali e immagini d'archivio, che vengono utilizzati anche per raccontare come la sua dipendenza abbia creato una frattura nella loro relazione. Cobain andò in overdose a Roma nel marzo del 1994, a causa di una combinazione quasi letale di Rohypnol e alcol che lo lasciò in coma. Dopodiché, si separarono e Cobain si trasferì nella sua casa di Seattle, dove morì per un colpo di pistola autoinflitto all'età di 27 anni, il 5 aprile 1994. "Pensavo che mi avrebbe chiamata", ricorda lei. "Stavo nell'hotel di Harvey Weinstein, il Peninsula. Chiamavo la reception. Sono stata sveglia per 24 ore di fila, 'dov'è, dov'è?'. Ero nel panico. Ha cercato di chiamarmi, ma non gli hanno passato la linea. Ho la sensazione che sia stato quello il momento in cui è morto".
Anche adesso, più di 30 anni dopo, Love ammette di essere consapevole che ci sono ancora persone che la incolpano per la morte di Cobain. "Kurt Cobain entra in quella fottuta stanza prima di Courtney. Quella sarà la mia vita. Ho dovuto dirlo a mia figlia: non ci sarà mai un momento in cui non lascerò una festa o una cena con 20 persone, e una o due di quelle persone non faranno una battuta tipo 'Scommetto che l'ha ucciso lei'. Giusto? Quella è la mia vita. Sarà la mia vita per sempre."