Un'indagine ad alta tensione, un assassino seriale che prende di mira donne vulnerabili e una giovane agente disposta a tutto pur di fermarlo. Come ho catturato il serial killer, in onda stasera su Rai 2, è un thriller ispirato a una vicenda realmente accaduta: quella di Steven Brian Pennell, il famigerato killer della Route 40 che terrorizzò il Delaware alla fine degli anni Ottanta. Scopriamo la trama, il cast e la storia vera dietro il film.
La trama: una recluta come esca
La protagonista della storia è Linda, una giovane donna che ha appena coronato il suo sogno diplomandosi all'accademia di polizia. La sua prima vera prova sul campo si rivela però un battesimo del fuoco drammatico: una ragazza scomparsa viene ritrovata senza vita, uccisa in modo brutalmente violento.
Quando viene recuperato il cadavere di una seconda donna, il quadro si fa fin troppo chiaro e terrificante: nella zona si aggira un serial killer. Le vittime condividono lo stesso background, essendo tutte prostitute o ex tali. Il caso attira immediatamente l'attenzione dell'FBI, che invia un agente speciale per coordinare le indagini. È a questo punto che Linda prende una decisione estrema e coraggiosa: si offre volontaria per infiltrarsi nel giro della prostituzione, trasformandosi nella perfetta esca umana per intrappolare l'assassino.
Il cast di Come ho catturato il serial killer
Sarah Drew, l'amatissima dottoressa April Kepner di Grey's Anatomy, veste i panni della coraggiosa e determinata protagonista Linda. Eric Keenleyside nei panni del detective David Goodman e Jamall Johnson (agente dell'FBI Neil Carter), completano il quadro investigativo e istituzionale della storia. Al loro fianco ci sono Donavon Stinson, Bradley Stryker, Rob Compton, Gregory S. Csiszar, Graeme Duffy, Benita Ha, Delilah Hamlin, Alec Santos, Audre Steph e Barbara Tyson
La storia vera: l'ombra del "Killer della Route 40"
Dietro la finzione cinematografica si nasconde una realtà ancora più cupa. La sceneggiatura del film prende infatti spunto dalle reali e drammatiche vicende legate a Steven Brian Pennell, tristemente noto alle cronache americane come Il killer della Route 40. Tra il 1987 e il 1988, quest'uomo seminò il terrore nel Delaware, trasformando un lungo tratto autostradale nel suo personale terreno di caccia. Pennell, un elettricista apparentemente insospettabile, sposato e padre di due figli, nascondeva una doppia vita da sadico predatore sessuale: agganciava le sue vittime lungo la strada, per poi torturarle e ucciderle brutalmente all'interno del suo furgone blu.
A dare la svolta decisiva a un'indagine che sembrava arrivata a un vicolo cieco fu proprio l'incredibile coraggio di una giovane agente della polizia di stato del Delaware, Renee Lano (la "Linda" del film). Compresa la strategia del killer, l'agente accettò di lavorare sotto copertura, camminando per intere serate sui marciapiedi della Route 40 per farsi adescare. La trappola scattò quando Pennell la accostò, offrendole un passaggio.
Nonostante il terrore di finire tra le grinfie del mostro, l'agente Lano riuscì a memorizzare ogni dettaglio del veicolo e a raccogliere elementi fondamentali (tra cui fibre di moquette rimaste sui suoi vestiti) che permisero all'FBI di incastrare l'uomo. Pennell è stato l'unico imputato nella storia giudiziaria del Delaware a rappresentarsi da solo dinanzi alla Corte Suprema e l'unico uomo condannato ad aver richiesto volontariamente la pena di morte, eseguita tramite iniezione letale il 14 marzo 1992.