Il Festival di Berlino 2020 ha subito le conseguenze dell'epidemia di coronavirus iniziata in Cina, vista l'assenza della delegazione cinese dal mercato cinematografico di quest'anno. Gli organizzatori del festival hanno dichiarato a Variety che circa 118 persone dalla Cina hanno rinunciato all'accredito, a fronte di circa 21000 iscrizioni. Da altri territori, tra cui Svezia, Giappone e Malesia, ci sono state 17 rinunce a causa della paura dell'epidemia.
"Non è semplice distinguere se queste persone sarebbero venute al festival o al mercato, ma per ora la situazione in Germania non è affatto pericolosa" ha dichiarato un portavoce del festival. L'impatto più forte sul Festiva di Berlino 2020 è stato quello della cancellazione del padiglione cinese nell'European Film Market per la prima volta. Anche alcune delegazioni produttive, come Wanda Pictures, Alibaba Pictures, Youku, Times Vision, New Classics Media e Enlight Pictures hanno rinunciato al Festival.
Da Berlino 2020, la cui giuria è capeggiata da Jeremy Irons, hanno comunque annunciato di essere pronti all'affluenza di visitatori, gli organizzatori del festival sono in continuo contatto con il Robert Koch Institute e con le autorità sanitarie di Berlino, ovunque si stanno spargendo consigli per l'igiene personale e avvertenze per la salute, che si possono trovare vicino a tutti i luoghi di screening. I voli con l'Asia sono stati colpiti, molti paesi hanno chiuso le tratte e anche l'ambasciata tedesca a Pechino è stata chiusa diverso tempo, rendendo difficile la possibilità di ottenere dei visti da chi si trovava nella capitale.
Comunque l'importazione, in Cina, di titoli stranieri è stata in netto calo a prescindere dalla situazione sanitaria nel paese, visto che recenti dati tratti dall'Independent Film & Television Alliance ha mostrato che sono usciti nel 2019 solo 13 film americani indipendenti.