Apollo 10 e mezzo non potrà ottenere la nomination agli Oscar, ecco la motivazione dell'Academy

Il rifiuto di Apollo 10 ½: A Space Age Childhood da parte dell'Academy ha amareggiato tutti, ispirando una serie di polemiche e domande direttamente da coloro che ci hanno lavorato.

Apollo 10 e mezzo è stato respinto dal comitato di animazione dell'Academy of Motion Picture Arts and Sciences, apponendo una lettera piuttosto esplicativa alla loro scelta che impedisce al film di ottenere la nomination agli Oscar.
Apparso per la prima volta al SXSW Film Festival a marzo, per poi uscire sul catalogo Netflix, il lavoro firmato Richard Linklater ha ricevuto consensi sia dal pubblico che dalla critica.

L'Academy però, in una lettera condivisa con IndieWire ha spiegato che dal loro punto di vista le tecniche impiegate nella realizzazione di Apollo 10 e mezzo "non soddisfino la definizione di animazione nelle regole di categoria", il tutto per il massiccio utilizzo di filmati live-action.

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Hollywood: un'immagine tratta dalla notte degli Oscar

IndieWire ha inoltre riportato la risposta a questo rifiuto. Sebbene il team di animazione abbia utilizzato scene live-action come riferimento nella creazione delle varie animazioni, nessuno di questi appare nel film, a loro dire. Così Linklater e Netflix avrebbero richiesto un appello verso la decisione della commissione il 12 settembre senza ricevere alcuna risposta. Senza alcun commento da quest'ultima, sulla faccenda Apollo 10 e mezzo, una nuova valutazione nel corso dell'autunno sembrerebbe ancora plausibile.

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In relazione a tutto questo il regista e il suo direttore dell'animazione Tommy Pallotta avrebbero esternato un certo disprezzo verso quello che secondo loro parrebbe un pregiudizio radicato nei confronti della tecnologia del rotoscopio. Questa sarebbe stata applicata a meno del 20% del film, seguita da un lavoro totale di animazione dal team che ci ha lavorato. Di seguito le parole di Pallotta nel corso di una conversazione su Zoom parlando di quello che è successo con Apollo 10 e mezzo: "L'unico rotoscopio nel film è il profilo dei personaggi. Questo è tutto. Tutto il resto è animato", parlando anche del suo attuale stato d'animo in merito alla decisione della commissione, "Mi sento come se fossi stato catturato in un incubo kafkiano in cui qualcuno dice che qualcosa non è reale e so che è reale. Produco animazioni rotoscopiche da 25 anni e ho chiuso con le persone che mi dicono che non è animazione. È un tale insulto". Queste dichiarazioni restano in linea con le dichiarazioni di questi giorni anche del regista stesso.