Andrea Pucci non andrà a Sanremo 2026: "Inaccettabili insulti alla mia famiglia"

Alla fine Andrea Pucci non salirà sul palco dell'Ariston giovedì 26 febbraio: il comico milanese ha deciso spontaneamente di rinunciare alla co-conduzione del Festival dopo essere stato investito da numerose polemiche

Andrea Pucci sarebbe dodvuto essere co-conduttore della terza serata di Sanremo 2026

Il comico Andrea Pucci ha annunciato la rinuncia a Sanremo 2026 dopo le polemiche seguite alla notizia della sua presenza come co-conduttore della terza serata del Festival. L'ultima presa di posizione, in questa direzione, era arrivata proprio ieri attraverso una nota stampa del Codacons.

Le polemiche esplose dopo l'annuncio di Andrea Pucci a Sanremo

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Nei giorni successivi all'annuncio, il comico è stato travolto da una forte ondata di critiche e attacchi personali, che, a suo dire, hanno coinvolto anche la sua famiglia.
Non soltanto i social: le critiche alla scelta di Carlo Conti erano arrivate, copiose, anche da parte dei parlamentari dem all'interno della commissione di vigilanza RAI.

Oltre che, come già detto, dal Codacons, che aveva minacciato: "In caso di insulti, volgarità, o battute sessiste e razziste da parte del comico in occasione del Festival di Sanremo, la rete sarà chiamata a risponderne nelle sedi opportune".

Ciò che è stato contestato alla direzione del Festival è la scelta di portare Andrea Pucci sul palco dell'Ariston, personaggio ritenuto inadatto al ruolo, al luogo e divisivo.
Le polemiche, va notato, non sono nate dal fatto che il comico è, per sua stessa ammissione, uno strenuo sostenitore di Giorgia Meloni, ma a causa di uscite parecchio infelici, per usare un eufemismo.

Battute volgari contro la comunità gay, body shaming contro la segretaria del PD Elly Schlein e contro Selvaggia Lucarelli, e altre esternazioni di dubbio gusto sono ciò che ha di fatto allontanato Andrea Pucci dal prestigioso palco di Sanremo.

Il passo indietro dal Festival: perché Pucci ha deciso di rinunciare

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"Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant'altro ricevuti in questi giorni da me e dalla mia famiglia sono incomprensibili e inaccettabili". Sta già tutta qui la motivazione che ha portato il comico milanese a fare un passo indietro, rinunciando così alla co-conduzione del Festival per una sola serata.

"Questa situazione altera il patto fondamentale che c'è tra me e il pubblico", ha dichiarato, spiegando che sono venuti meno i presupposti per esercitare la sua professione in quel contesto.

Il comico ha comunque voluto ringraziare Carlo Conti, la Rai e tutte le persone che avevano creduto nella sua presenza al Festival, definendo l'occasione una possibile "meravigliosa celebrazione" della sua carriera. A 61 anni, ha aggiunto, non sente di doversi confrontare in una "lotta intellettualmente impari" che non gli appartiene, anche alla luce dei problemi fisici affrontati negli ultimi anni.

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Le parole del comico tra accuse, libertà d'espressione e ritorno a teatro

Pucci ha voluto rispondere anche alle accuse che gli sono state rivolte: "Da sempre ho portato sul palco usi e costumi del mio Paese, beffeggiando gli aspetti caratteriali dell'uomo e della donna. Attraverso il mio lavoro ho raggiunto obiettivi e traguardi con l'intenzione di regalare sorrisi e portare leggerezza".

Il comico ha voluto rispondere a chi, negli ultimi giorni, l'ha definito, di volta in volta, razzista, omofobo, e qualcosa di peggio: "Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più, esiste l'uomo di destra e l'uomo di sinistra che la pensano in modo differente ma che si confrontano in un ordinamento democratico che per fortuna governa il nostro amato Paese! Omofobia e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno".