Amazon Prime Video sembra pronta a tornare sull'AI per il doppiaggio degli anime, nonostante il fallimento dell'autunno 2025. Un annuncio di lavoro pubblicato da Amazon ha rivelato piani per un'espansione globale. E non è da sola: anche Netflix conferma investimenti strutturali sull'AI.
L'AI tornerà negli anime di Prime Video
La scintilla è partita da un annuncio di lavoro apparso - e rapidamente cancellato - sul portale di Amazon. La posizione ricercata era un Creative Director incaricato di guidare la visione creativa del "AI-enabled dubbing platform", ovvero la piattaforma di doppiaggio basata su AI del programma LEAP (Localization Enablement & Accessibility Program). Un documento che, senza comunicati o teatrini pubblici, conferma l'esistenza di una strategia concreta.
Tra le righe del l'annuncio di lavoro, si trova un linguaggio inequivocabile sulla direzione che Amazon vuole prendere. Si legge che il direttore creativo dovrà "individuare opportunità e impostare workflow creativi per espandere il doppiaggio AI verso nuove lingue e tipologie di contenuto"; e, soprattutto, che dovrà "guidare lo sviluppo di workflow ibridi che uniscano l'efficienza dell'AI a una rifinitura artistica e culturalmente rilevante". Segno che Amazon non intende affidarsi a un'automazione totale, ma a un modello "semi-umano".
Altre responsabilità elencate riguardavano definizione della visione creativa e strategica, collaborazione AI-umano, compliance a standard qualitativi ed etici, espansione internazionale delle capacità di doppiaggio AI e leadership cross-funzionale.
Pubblicato il 17 gennaio, l'annuncio è sparito cinque giorni dopo, lasciando una sola certezza: la direzione di marcia era stata tracciata.
Il tempismo non è casuale: a pochi giorni di distanza, anche Netflix ha distribuito una nota per gli azionisti in cui afferma di continuare a "sfruttare l'AI per migliorare la localizzazione dei sottotitoli e supportare la produzione". Le due aziende sembrano dunque muoversi in parallelo verso una stessa frontiera industriale.
Prime Video riprova nonostante il boicottaggio dei fan e la rabbia dei doppiatori
La decisione suona sorprendente perché i fan non hanno dimenticato il precedente. Nell'autunno 2025, Amazon caricò versioni doppiate in inglese tramite AI di tre anime molto richiesti: No Game No Life: Zero, Vinland Saga e Banana Fish.
L'esperimento generò backlash immediato: sui social esplose la polemica, le clip circolavano come meme e il giudizio più indulgente fu "inquietante". Nel giro di pochi giorni, i doppiaggi vennero rimossi in silenzio dalla piattaforma. Nessun comunicato. Nessuna spiegazione.
La criticità non fu solo estetica, ma etica: attori e doppiatori denunciarono l'iniziativa come una svalutazione del lavoro umano. Tra le reazioni più dure, quella di Daman Mills (voce in Dragon Ball Super, Rebuild of Evangelion, One Piece), che scrisse: "Dopo anni in cui i fan speravano in un doppiaggio inglese di Banana Fish, ce lo date come spazzatura generata da AI? È irrispettoso da morire. Una storia di trauma queer consegnata a una macchina perché pagare attori veri è troppo difficile? Sistemate la cosa, o non lavorerò MAI PIÙ con voi su nessun doppiaggio." Il messaggio colpì al centro: non solo denuncia produttiva, ma politico-culturale.
Resta da capire se gli spettatori accetteranno un'AI che non vuole sostituire, ma "co-pilotare". E se i doppiatori saranno coinvolti o ancora esclusi. Questa, più della tecnologia, è la vera battaglia che si intravede all'orizzonte.