La storia di James Bond tornerà, questa volta grazie a un videogame, in 007 First Light e il regista Martin Emborg ha svelato come si è lavorato per raccontare in modo nuovo le origini dell'iconico personaggio.
Il progetto vede coinvolto Patrick Gibson come voce dell'agente segreto, ritratto quando è un ventenne e inizia a lavorare nei servizi segreti britannici in occasione di una pericolosa situazione che coinvolge degli ostaggi in Irlanda.
Cosa racconta il videogame
In 007 First Light, James Bond avrà un'inaspettata alleanza con M (Priyanga Burford), che riconosce il suo potenziale come agente in grado di prendere il controllo in situazioni complicate usando il suo stile unico. Quando John incontra John Greenway (Lennie James), un ex agente segreto che si occupa dell'addestramento delle reclute, i due devono imparare a lavorare insieme nonostante un approccio completamente diverso alla loro attività. Bond si ritroverà alle prese con una missione che lo porta in varie parti del mondo e con il criminale Bawma (Lenny Kravitz).
Martin Emborg, che si è occupato del progetto dal punto di vista cinematografico e narrativo, ha spiegato in che modo il videogame abbia trovato un nuovo approccio al personaggio: "Trovo che la maggior parte dei giochi precedenti tendesse a sintetizzare il personaggio di James Bond, rimanendo ancorati ad aspetti superficiali come, beh, beve un martini, indossa uno smoking e ha una donna al braccio. In un certo senso, questo non coglie il punto, perché c'è molto di più in lui".
Il regista ha proseguito: "Quindi, abbiamo cercato di fare un vero e proprio studio del personaggio, di quali siano le caratteristiche di un giovane che può diventare 007 e di come si svolgerà il suo percorso. Iniziamo mettendolo a dura prova per rivelare le sue qualità più profonde. E fin dalle prime fasi del gioco, abbiamo visto che è una persona che non si arrende mai ed è sempre pronta a fare la prossima cosa, anche se mette a repentaglio la propria vita".
Un ritorno alle origini
Martin ha quindi spiegato quali sono state le fonti di ispirazione per il videogame: "Ci siamo immersi in tutto il materiale disponibile su Bond. Ma alla fine ci siamo rivolti a Ian Fleming, perché i romanzi sono la sua fonte d'ispirazione e il punto di partenza per tutte le interpretazioni che sono state fatte nel corso dei decenni. È l'unico posto appropriato dove andare a cercare la "verità su chi è".
Emborg ha quindi aggiunto: "Mi sono ritrovato molto incuriosito da Agente 007, Moonraker: operazione spazio perché è stato adattato per il cinema diverse volte e quei film sono molto diversi dal libro. Ma ho pensato che avrei potuto facilmente immaginare una versione di Craig, ad esempio, del libro Moonraker. È molto vicino alla versione di Fleming, così come lo è Sean Connery. Ma è stato interessante scoprire che, attraverso tutti i film e i media di Bond, la storia viene vista attraverso la lente dei creatori che vi imprimono il proprio marchio personale. Quindi, ho posto una nuova enfasi sul fatto che ora toccava a noi guardare al DNA originale di questo personaggio per realizzarlo".