World Breaker, recensione: se il survival post-apocalittico diventa una storia di formazione

Dopo che creature aracnomorfe sono uscite da una spaccatura sulla terra, una famiglia lotta per la sopravvivenza. Poca azione e script scarno nel film di Brad Anderson, ma anche una buona regia e un intenso rapporto padre-figlia. Su Prime Video.

I tre protagonisti di World Breaker

Nell'ormai inflazionatissimo mondo dei survival a sfondo post-apocalittico, su Amazon Prime Video è uscito un nuovo film, World Breaker, che porta la firma di quel Brad Anderson che nella sua filmografia vanta anche opere come Session 9 e L'uomo senza sonno. Insomma uno che ha dimostrato di saperci fare dietro la macchina da presa. Cosa che in realtà conferma anche in questo suo ultimo film, penalizzato però da una sceneggiatura che non lo supporta adeguatamente.

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Billie Boullet e Milla Jovovich in un raro momento di tranquillità

Ci sono elementi scontati del genere, come un tema ecologico peraltro solo abbozzato, le solite creature mostruose con cui l'umanità deve vedersela, ma anche delle novità come un'apocalisse che in realtà non viene quasi mai mostrata, un originale ribaltamento dei ruoli di genere con le donne a dover combattere per tutti, nonché un'intensa storia di formazione sviluppata in un contesto davvero molto particolare, ovvero con un disastro epocale che fa solo da sfondo. Alla fine però la sensazione che resta è che World Breaker aveva delle indubbie potenzialità, purtroppo sfruttate poco e non adeguatamente sviluppate.

Donne al comando nel post-apocalisse e un intenso rapporto padre-figlia

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Una scena di World Breaker

Come in tanti film del genere, in World Breaker ritroviamo il mondo dopo un evento catastrofico, con pochi sopravvissuti a cercare di tirare avanti in qualche modo e schivare le minacce che tuttora gironzolano per il pianeta. Stavolta l'evento chiave, almeno così pare dai racconti dei protagonisti, è stato uno squarcio che si è aperto nella Terra dal quale sono emerse creature mostruose aracnomorfe, i breakers, che ben presto hanno fatto piazza quasi pulita del genere umano. Tra l'altro riescono a contagiare con pochi graffi gli umani, a dire il vero quasi tutti uomini, che finiscono per diventare degli ibridi collegati telepaticamente ai breaker e assetati a loro volta di sangue.

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Luke Evans e Billie Boullet in fuga

Se i breakers possono essere uccisi solo decapitandoli, per far fuori gli ibridi è anche necessario spappolare loro il cervello. Il focus della storia è centrato su una famiglia, madre, padre e figlia: la madre interpretata da Milla Jovovich è la comandante dell'esercito tutto femminile che combatte le creature, mentre il padre (Luke Evans), uno dei pochi uomini sopravvissuti, si prende cura della figlia (una Billie Boullet molto credibile nel suo personaggio). Dopo l'ennesimo attacco dei breakers, la madre resta a combattere mentre padre e figlia si rifugiano su un'isola per cercare di sopravvivere.

Creature aracnomorfe interessanti ma succede davvero troppo poco

Meglio avvisare subito gli appassionati di un certo tipo di cinema. Per essere, almeno sulla carta, un fanta-thriller, in World Breaker l'azione è davvero scarsa. Le terrificanti creature hanno un look stuzzicante e un design interessante ma anch'esse si vedono pochissimo e restano più evocate che vere protagoniste. Inoltre per il genere ci sono troppi momenti strappalacrime e quasi tutto il film è dedicato in realtà al rapporto intimo padre-figlia.

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Billie Boullet si addestra a combattere

Lui la addestra per sopravvivere, le racconta storie epiche su un leggendario eroe di nome Kodiak che avrebbe tenuto a bada i mostri. Il loro rapporto è molto bello e funziona, c'è chimica, nessun dubbio: viste le circostanze, il personaggio di Luke Evans trasuda responsabilità, non solo protegge la figlia, la allena duramente alternando momenti di dolcezza, ma si sforza di far maturare la ragazza e renderla pronta a quando inevitabilmente verrà il momento di vedersela da sola. Si sviluppa insomma un bella storia di formazione, un messaggio di speranza perché la buriana sul pianeta prima o dopo passerà. Ma il problema è che succede davvero troppo poco perché il film abbia un suo respiro e un'evoluzione.

Ironia, buona regia ma script scarno. Con un finale troppo brusco

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Milla Jovovich è una comandante dell'esercito

E che il film non trovi un suo vero compimento è un vero peccato perché le cose interessanti comunque ci sono, da qui l'impressione di un potenziale purtroppo non sfruttato. C'è un'apprezzabile ironia ad esempio nel riferimento al cervello troppo semplice degli uomini, per questo facili prede del contagio e della trasformazione in ibridi rispetto alle donne. La regia inoltre non è affatto banale, Brad Anderson dimostra di saper creare una certa tensione e le ambientazioni sono suggestive.

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Luke Evans e Billie Boullet in cerca di rifugio

Ma è proprio il materiale a livello di script è essere troppo scarno perché ne esca qualcosa di davvero avvincente. Il ritmo complessivo ne risente e anche la descrizione dell'evento scatenante e di come poi è evoluta la situazione resta troppo superficiale. Alla resa dei conti il film finisce così per sembrare quasi una sorta di trailer allungato per far crescere l'attesa su qualcosa che però non succede mai. E che addirittura si interrompe con i titoli di coda proprio quando sembra che il bello debba iniziare.

Conclusioni

Poca azione e un intenso rapporto padre-figlia al centro di World Breaker. Nonostante uno spunto stuzzicante, buone interpretazioni e un’interessante regia, il film di Brad Anderson approdato su Prime Video non riesce a decollare, zavorrato da uno script scarno e poco ispirato che lo penalizza sul piano del ritmo e della tensione.

Movieplayer.it
2.5/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Il ribaltamento del ruolo sociale fra donne e uomini.
  • L’intenso rapporto fra padre e figlia.
  • Le buone interpretazioni.

Cosa non va

  • L’azione è scarsa e le creature mostruose appaiono troppo poco.
  • Sceneggiatura scarna e un po’ svogliata.
  • Un finale brusco che arriva proprio sul più bello.