Waves, la recensione: dinamiche famigliari al servizio della comprensione e del perdono

La recensione di Waves, il film di Trey Edward Shults, disponibile on demand, che prova ad indagare le pieghe inaspettate delle relazioni famigliari.

RECENSIONE di 13/03/2021
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Waves: il cast in una foto dal film

Due storie, una la conseguenza dell'altra, divise da un evento tragico. Una famiglia che si trova a fare i conti con la compassione e con il perdono. Un teen drama visto da diversi punti di vista e un tentativo di dare senso al caos. È cosi che iniziamo questa recensione di Waves, terzo film di Trey Edward Shults che torna, ancora una volta, alle dinamiche di famiglia. Un film, disponibile on demand, interpretabile secondo diverse chiavi di lettura e che prova ad esplorare il mondo giovanile dominato dalla logica dei social media: un ritratto multisfaccettato degli impatti emotivi vissuti da una famiglia contemporanea che si trova ad affrontare dinamiche nuove e segnanti.

Le dinamiche di una famiglia messe di fronte ad un tragico evento

Ambientato nel sud della Florida, Waves segue la storia di una famiglia afroamericana benestante e del loro primogenito, Tyler (interpretato da Kelvin Harrison Jr.). Egli ha tutto quello che un diciottenne in salute possa desiderare: non ha problemi a scuola, si diverte con gli amici, ha dei genitori un po' seriosi ma che gli vogliono molto bene, una sorella affettuosa e una ragazza che ama molto. Inoltre, Tyler è un promettente giocatore di wrestling, uno dei migliori della squadra del liceo.

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Waves: Kelvin Harrison Jr., Alexa Demie in una scena del film

Per arrivare ad alti livelli, Tyler non può far altro che continuare ad allenarsi con profitto, anche e soprattutto con il padre che desidera per lui il massimo della carriera sportiva. Tuttavia, non c'è nulla come superare i propri limiti in maniera sconsiderata per causare eventi tragici ed irreversibili (che non diremo precisamente per questione di spoiler), a cui ci si deve adattare per continuare a vivere la vita che, comunque, va avanti.

Waves: Lucas Hedges e Sterling K. Brown nel musical di Trent Reznor e Atticus Ross

Un tentativo di dare senso al caos

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Waves: una scena del film

Il film di Trey Edward Shults è un modo per gettare una luce sul come cercare stabilità, un ordine alle cose quando questo non si trova. E allora per non rassegnarsi, si parte alla ricerca delle strade percorribili al fine di raggiungere un senso di pace comune, che non significa la risoluzione dei problemi o dimenticare il passato e il dolore, ma significa cercare di affrontarlo, capirlo, assimilarlo e solo convivendoci sarà possibile vedere una luce in fondo al tunnel. Le dinamiche di questa famiglia - già affrontate nei due film precedenti del regista, Krisha e It Comes At Night vengono messe al centro della storia: avvenimenti che vengono analizzati grazie ad un ritratto multisfaccettato della famiglia che diventa anche un riflesso del contesto sociale contemporaneo in cui i teenager, figli del mondo digitale, si trovano coinvolti.

In Waves la vita di Tyler supera i limiti fino ad arrivare ad un tragico evento, il climax, che diventa un vero e proprio punto di svolta della storia: se prima ci si concentrava sul ragazzo e i suoi tormenti, figli di una vita frenetica, di pressioni determinate dalla famiglia e dallo sport e da pieghe relazionali inaspettate, in seguito si cercherà di capire come e perché accadono certe cose, cosa sia accaduto alla famiglia di Tayler grazie al punto di vista della sorella minore Emily (interpretata da Taylor Russell McKenzie) che ricerca nelle vicissitudini vissute la comprensione ed il perdono, cercando di far capire agli altri - tra cui il fidanzato Luke (interpretato dai Lucas Hedges) - l'esigenza di queste facoltà e la loro pratica.

Colori e musica a servizio della narrazione

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Waves: una scena del film con Kelvin Harrison Jr.

Un film come Waves non poteva non affidarsi a tecnicismi particolari per riuscire ad esprimere il valore più intrinseco delle tematiche già sopracitate. E se la prima parte, quella tormentata, viene esplicitata con l'utilizzo di fish eye, musica elettronica e colori molto forti, quasi acidi, la seconda, quella in cui si va alla ricerca dell'indulgenza, prosegue con colori più tenui, il ritmo cambia e da forsennato diventa pacato, persone e ambienti vengono ritratti nella loro naturalezza.

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Waves: un primo piano di Sterling K. Brown

Tutto diventa spunto di riflessione per il passato, tutto diventa leva per un cambio di filtri e prospettive atte alla comprensione degli eventi e delle relazioni famigliari, così come quelle appena instaurate, possono prendere altre pieghe figlie delle precedenti, ma che proseguono sulla strada della consapevolezza e del perdono.

Conclusioni

Nel concludere questa recensione di Waves, diventa opportuno sottolineare la volontà del regista di mostrare le dinamiche di una famiglia quando questa viene travolta da eventi di un certo impatto. Pieghe che la vita può prendere e che si possono imparare a comprendere, un percorso lungo e doloroso che però può portare alla comprensione e al perdono.

Movieplayer.it

2.5/5

Voto medio

2.7/5

Perché ci piace

  • Il film getta una luce sugli eventi che possono cambiare una famiglia e sull'evoluzione dei rapporti interpersonali.
  • Le interpretazioni sono eccellenti, mirate a raccontare le relazioni familiari che diventano le vere e proprie protagoniste.

Cosa non va

  • Il film tende ad essere prolisso e, talvolta, può far deconcentrare lo spettatore dai temi principali.