Virgin River 7, recensione: una stagione tormentata dai pensieri sul futuro

Amori da consolidare o abbandonare. La settima stagione dello show di Sue Tenney rischia di strafare. In streaming su Netflix.

Alexandra Breckenridge e Martin Henderson in una scena di Virgin River 7

Sarà perché ormai i tempi tra una stagione e l'altra si dilatano sempre più ma nonostante il coinvolgimento durante la visione degli episodi di una stagione, dopo un anno e mezzo di attesa, si fa sempre un po' fatica a riconnettersi con tutto il mondo di una serie TV. Capita anche a quelle veterane come Virgin River, show Netflix creato da Sue Tenney e nato dai romanzi di Robyn Carr, la cui settima stagione è arrivata dopo che ci aveva lasciato, appunto, a dicembre del 2024.

Lo abbiamo detto tante volte, i personaggi del paesino californiano di fantasia del titolo, sono dal 2019 diventati come vecchi amici per cui ti auguri il meglio e che però non vedi da un po'. Iniziare una nuova stagione in loro compagnia, necessita di un approccio da rimpatriata: un "ricordami l'ultima volta che ci siamo visti che è successo?" o un "ma quei due non si erano lasciati?". È proprio questo il fascino però e la ragione della longevità di questa serie, l'effetto villaggio di cui ti fa piacere fare parte anche se per soli 10 episodi.

La trama della stagione 7 di Virgin River

Virgin River Alexandra Breckenridge Martin Henderson Scena Sesta Stagione Serie Tv Netflix
Alexandra Breckenridge e Martin Henderson in una scena di Virgin River 7

Ritroviamo così la regina e il re in carica dello show, l'infermiera Mel (Alexandra Breckenridge) e l'ex marine Jack (Martin Henderson) all'indomani delle loro nozze, celebratissime e soffertissime fino alla fine e pronti per la luna di miele. Non sono passate neanche poche ore dal loro grande giorno però che già si affacciano interrogativi su questioni decisive: un bimbo da adottare, una fattoria da inaugurare, un ristorante da rinnovare, troppo lavoro da affrontare. E come sempre accade nella serie, non saranno certo solo Mel e Jack quelli a cui la vita sottoporrà nuove prove.

Da Preacher (Colin Lawrence) e Kaia (Kandyse McClure) intenti a delineare il loro futuro insieme ai dilemmi di Brie ( Zibby Allen) e gli uomini che si contendono il suo cuore. Virgin River 7 non rinuncia a portare avanti nessun arco narrativo e va avanti anche con la sua linea parallela crime incentrata sul mistero della scomparsa di Charmaine e dei suoi due gemelli. Troppo? Incredibilmente meno di altre stagioni fino all'inevitabile ed ormai consueto cliffhanger finale che questa volta, però, invece sembra veramente eccessivo, quasi catastrofico, fatto solo per tentare di non perdere spettatori tra una stagione e l'altra.

Essere e diventare genitori: il tema della serie

Virgin River Scena Sesta Stagione Serie Tv Netflix
Kai Bradbury e Sarah Dugdale in una scena di Virgin River 7

Come anticipato dal trailer della stagione 7, Mel e Jack potrebbero diventare i genitori adottivi del bimbo della ventenne Marley. Le prove da superare nell'attesa sono tante e tra queste c'è la paura che l'arcobaleno non arrivi, che l'essere genitori non sia qualcosa a cui sono destinati. Un continuo interrogarsi sui rischi del tenere alta la speranza. Parallelamente, per Denny (Kai Bradbury) e Lizzie (Sarah Dugdale) arriva la scoperta di un'amara verità: la parte più difficile non è la gestazione o il parto, ma è il diventare, effettivamente, genitori.

Responsabili nel 100% del tempo di un altro essere umano, avere paura di perderlo, di non essere adeguati, preparati. Grazie alla nascita della loro bimba, la serie affronta anche il difficile tema del post partum, ricordando, senza retorica, che il "villaggio" è fondamentale, soprattutto nei primi tempi, per crescere una nuova vita. Pur essendo ambientato in un piccolo mondo antico e felice, Virgin River ha il pregio di riuscire a toccare tematiche complicate come quella della genitorialità, mancata, presente, difficile, in costante mutamento.

Modernità e tradizione: cosa funziona e cosa no

Virgin River Foto Sesta Stagione Serie Tv Netflix
Kandyse McClure e Colin Lawrence in una scena di Virgin River 7

Virgin River è ormai solo guidata dalla storia d'amore tra Mel e Jack poiché molti degli abitanti della cittadina si sono man mano presi il loro spazio dentro lo show e regalato agli spettatori molteplici occasioni di rispecchiarsi nelle loro storie. Tra i più amati c'è sicuramente Doc, unico dottore della città e sua moglie Hope, la sindaca, entrambi sempre alle prese con battaglie familiari, sociali, politiche. In questa stagione, è grazie allo scontro tra i due e la minaccia di un franchising di cliniche all'avanguardia che la serie si interroga su cosa sia meglio per il benessere di una comunità.

Preservarla, lasciando fuori qualsiasi novità, proteggendo da un lato ma perdendo anche occasioni di sviluppo dall'altra o aprirsi alle novità e rischiare una contaminazione? Cosa può fare la differenza nel lungo periodo: un approccio medico personalizzato, affettuoso, attento ma limitato per macchinari e staff come quello di Doc o al contrario un contesto dove il paziente è solo un numero ma viene curato e diagnosticato con mezzi all'avanguardia? Modernità o tradizione? Si può trovare la via di mezzo? Virgin River 7 si fa portavoce di un dilemma molto attuale.

Se il cliffhanger crea dipendenza

Virgin River Alexandra Breckenridge Martin Henderson Foto Sesta Stagione Serie Tv Netflix
Alexandra Breckenridge in una scena di Virgin River 7

Dopo 6 stagioni la serie capitanata dallo showrunner Patrick Sean Smith ci ha abituato ad un andamento degli episodi come segue: il colpo di scena con cui ci aveva tenuto sospesi nella stagione precedente, contrariamente a quanto ci si aspetta, non è mai la prima cosa di cui la nuova si fa carico; c'è sempre una sottotrama crime che però, incredibilmente si risolve nell'arco di 10 episodi; infine, quando sembra che tutto stia andando per il verso giusto, la serie rimescola ancora una volta le carte per spianare la strada al colpo di scena ponte sulla stagione successiva.

Virgin River Martin Henderson Scena Sesta Stagione Serie Tv Netflix
Martin Henderson in una scena di Virgin River 7

In Virgin River 7 quest'ultimo punto è decisamente sfuggito di mano, poiché la sensazione è che il cliffhanger sia diventato una droga che crea dipendenza, un obiettivo per il quale sacrificare ogni verosimiglianza. L'ultimo episodio, scritto dallo stesso Patrick Sean Smith, per una buona mezz'ora sui 48 minuti totali, avrebbe potuto tranquillamente funzionare come chiusura definitiva dello show. Preso dal panico e dalla necessità di collegarsi alla già annunciata Season 8, senza fare ulteriori spoiler, lo showrunner le ha pensate tutte per rovinarci la festa. Il pericolo che lo spettatore si senta catapultato in una soap-opera, è concreto.

Conclusioni

La settima stagione di Virgin River, in arrivo dal 12 marzo su Netflix e guidata ancora una volta dallo showrunner Patrick Sean Smith, è più posata, serena e riflessiva rispetto ai temi trattati come quello della genitorialità, della maternità e dello scontro tra tradizione e innovazione. Con la storica coppia Mel e Jack a cercare di godersi la luna di miele e delineare un futuro per la loro neonata famiglia, è però, proprio per questo, meno incisiva con più tempi morti, vivendo dell’eredità della stagione 6, dal ritmo più serrato. Il tentativo di Patrick Sean Smith di recuperare l’attenzione dello spettatore, sul finale, lo porta a strafare e infastidire.

Movieplayer.it
3.0/5

Perché ci piace

  • Continua ad affrontare tematiche attuali in un'accogliente cornice rassicurante.
  • I suoi personaggi sono come una grande famiglia da cui non ci si vuole separare e si sta piacevolmente in compagnia.
  • È un piacere per gli occhi sia per le ambientazioni ed i paesaggi che per i suoi interpreti.

Cosa non va

  • Si accanisce su alcuni dei protagonisti che letteralmente, non trovano mai pace.
  • Risolve le questioni legali, crime ed affini un po’ troppo velocemente per essere credibile.