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Venticinque e Ventuno, la recensione: l'inaspettato k-drama di Netflix che catturerà il vostro cuore

La recensione di Venticinque e Ventuno, l'agrodolce k-drama con Kim Tae-ri e Nam Joo-hyuk approdato recentemente su Netflix.

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Venticinque e ventuno: una scena della serie

L'estate di Netflix si tinge di colore con l'arrivo di uno dei k-drama più acclamati dell'anno, Venticinque e Ventuno, che ci riporta alla mente tempi lontani, giorni passati ma per sempre impressi nei nostri cuori, proprio come quelli dei giovani protagonisti della serie scritta da Kwon Do-eun (Geomsaekeoreul Ibryeokhaseyo:WWW) e diretta da Johyeon Jeong (You are my Spring) e Seung Ho Kim. E nella nostra recensione di Venticinque e Ventuno andremo a scoprire esattamente perché lo show, già disponibile per la visione sulla piattaforma streaming, è riuscito a far parlare così tanto di sé nonostante la spietata concorrenza di un settore che ormai raggiunge numeri davvero alti, soprattutto in termini quantitativi.

Un racconto di formazione come pochi

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Venticinque e ventuno: una scena della serie

Siamo abituati, specialmente quando abbiamo dei protagonisti adolescenti, a veder scorrere sullo schermo una serie di cliché declinati come meglio crede la produzione in questione, con le medesime applicazioni dalle minime variazioni tali da rendere godibile il prodotto, ma che conduce inevitabilmente verso percorsi predeterminati.
In Venticinque e ventuno, sebbene l'intento sia comunque quello di rappresentare in TV il consueto coming of age (racconto di formazione) mediante quello che si può definire slice of life (lo "spaccato di vita" elevato a vero e proprio genere narrativo, che ci mostra le esperienze giornaliere dei protagonisti), non sono i cliché a farla da padrona; non sono quegli espedienti narrativi a cui spesso si ricorre scegliendo la via meno tortuosa e più sicura per arrivare alla meta con il minimo dei rischi che dominano la scena.

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Venticinque e ventuno: una scena della serie

Nei 16 episodi da circa 1 ora e 15 minuti ciascuno della serie Netflix con Kim Tae-ri e Nam Joo-hyuk non manca davvero niente, eppure tutto ciò che viene portato sullo schermo ha una sua rilevanza, venendo perfettamente incastonato nella narrazione. Ogni seme piantato in precedenza dà i suoi frutti: che sia a breve o a lungo termine, che si tratti di una battuta o di un'inquadratura, di un incontro o di un elemento dei più minuti, potete scommetterci che, per un sapiente uso del meccanismo setup/payoff, una pianta rigogliosa nascerà quando sarà il momento. E poco importa se andrà a soddisfare appieno il gusto dello spettatore (sembra che in patria il finale dello show abbia dato parecchio da discutere, nonostante le premesse fossero alquanto chiare in merito a cosa sarebbe accaduto): la coerenza di fondo nel portare avanti una storia che abbraccia ogni aspetto fondamentale della crescita, riuscendo a dipingerne tutte le sfumature e a cristallizarne ogni momento - dai più apparentemente insignificanti a quelli che sembrano far fermare il mondo - è innegabile.

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Tra sogni e realtà

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Venticinque e ventuno: una scena della serie

In una cornice che permette un doppio filone narrativo, la tredicenne Kim Min-Chae (Choi Myung-bin) ritrova i diari della madre di quando era una giovane studentessa dedita alla scherma, e finisce con il vivere indirettamente gioie e dolori di Na Hee-do e del suo gruppo di amici, ma anche le difficoltà di un contesto storico a lei sconosciuto, integrando con saviezza nel racconto anche grandi eventi di rilevanza storica, economica e politica dagli anni '90 a oggi (la crisi economica, l'11 settembre, il COVID). Così ci incamminiamo, tra passato e presente, su un doppio binario, in un viaggio dai colori saturi e dall'aspetto patinato, le cui fermate sono tutte gioiosamente o dolorosamente d'obbligo, e che vengono scandite ogni volta da un particolare tecnico che aiuta a far rimanere impresso nella mente dello spettatore eventi ed emozioni del momento, e a fargli sembrare di aver vissuto tutto in prima persona.

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Venticinque e ventuno: una scena della serie

La colonna sonora, la fotografia, la regia, la sceneggiatura, i costumi e la scenografia si muovono all'unisono, si danno la mano sin dal primo episodio, e non smettono mai di far affidamento gli uni sugli altri durante l'intero percorso narrativo, guidati dalle interpretazioni per lo più ineccepibili da parte di personaggi principali e secondari (sarà impossibile non empatizzare con la giovane Na Hee-do di Kim Tae-ri o ridere di cuore alle reazioni esagerate della Coach Yang Chan-Mi di Kim Hye-Eun).

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Venticinque e ventuno: una scena della serie

E anche se con una durata notevole, considerato il minutaggio complessivo dello show, Venticinque e Ventuno utilizza ogni attimo a disposizione per sviluppare la propria storia e i propri personaggi, per raccontarne i loro sogni e mostrarne la loro realtà, nel contempo trascinandosi dietro lo spettatore senza mai lasciarlo andare. Nemmeno sul finale.

Conclusioni

La nostra recensione di Venticinque e Ventuno non potrebbe concludersi su una nota più positiva, lasciando l'adeguatezza del finale della serie al giudizio dello spettatore, che non potrà tuttavia negare di trovarsi di fronte un dolcemaro racconto di formazione da cui è impossibile riuscire a slegarsi del tutto a visione terminata, ma che invece resterà a lungo impresso nella mente e nel cuore. Proprio come quella calda estate piena di ricordi che vediamo sullo schermo, e tutti i momenti che l'hanno preceduta e seguita.

Movieplayer.it
4.5/5
Voto medio
4.5/5

Perché ci piace

  • In grado di mantenere alta la soglia d'attenzione nonostante la durata.
  • Storia e personaggi memorabili e ben sviluppati.
  • Ottima gestione della narrazione e del comparto tecnico.

Cosa non va

  • Il finale potrebbe non far contenti tutti.