Venezia 74: le dichiarazioni di Guillermo del Toro e degli altri premiati

L'entusiasmo di Guillermo del Toro, l'emozione di Charlotte Rampling e l'impegno civile di Samuel Maoz, tra i vincitori di questa edizione della Mostra che si è appena conclusa.

Mai come quest'anno il palmares della Mostra di Venezia è stato incerto fino alla fine. Oggi le voci si sono rincorse per tutta la giornata finché l'apparizione di Guillermo del Toro sul red carpet ha confermato la sua presenza tra i vincitori. Il colpo di scena è notevole, visto che del Toro è un regista commerciale la cui carriera, negli anni passati, ha subito anche una flessione. Il magico The Shape of Water, pellicola piena di sentimento, riporta in auge l'autore messicano regalandogli uno straordinario Leone d'Oro.

Venezia 2017: uno scatto di Guillermo del Toro al photocall di The Shape of Water

Tre manifesti a Ebbing, Missouri, principale contendente, deve accontentarsi di un meritatissimo premio per la sceneggiatura firmata da Martin McDonagh, mentre la vera sorpresa è il francese Jusqu'à la garde, intenso dramma familiare incentrato sulla violenza domestica, che si porta a casa il Leone d'Argento per la regia oltre al premio per la miglior opera prima. E' un'opera seconda il bel Foxtrot di Samuel Maoz, a cui va il Gran Premio della Giuria.

Venezia 2017: Susanna Nicchiarelli al photocall dei premiati

Annette Bening dichiara: "Durante le riunioni abbiamo parlato tanto. Spero che ognuno abbia potuto dire tutto ciò che voleva. Io volevo confrontarmi con gli altri soprattutto di fronte ai film che mi piacevano di più. Abbiamo parlato a lungo di tutti i film, decidere è difficile anche perché siamo tutti del mestiere. Purtroppo non è possibile premiare tutti quindi abbiamo dovuto fare delle scelte".

Il giurato Michel Franco aggiunge: "Premiare Samuel Maoz è state facile, non abbiamo evitato di dargli il Leone d'Oro perché aveva già vinto, ma gli abbiamo assegnato il premio che ritenevamo più giusto. E' stata una decisione abbastanza semplice da prendere".

Commentando l'incredibile performance di Charlotte Rampling, Jasmine Trinca spiega: "Charlotte Rampling è una meraviglia, su questo non c'è stata discussione. Quest è una mostra internazionale, non si giudica la nazionalità. Charlotte è stata un regalo per tutti noi e credo anche per voi".

Venezia 2017: Charlotte Rampling al photocall dei premiati

Susanna Nicchiarelli, vincitrice della sezione Orizzonte con il bel biopic Nico, 1988 è la prima premiata a parlare. La regista, che ha dedicato commossa il premio al marito e alla figlia, spiega: "Questo è un film difficile, italiano, ma anche internazionale, girato in mezza Europa. Ha richiesto un notevole sforzo e un grande coraggio. Nico è una donna tedesca che vive in Inghilterra e fa un tour in Europa prima della caduta del Muro, prima del grande cambiamento. Racconta la nostra storia ed è per questo che ci identifichiamo".

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Charlie Plummer, giovanissimo interprete di Lean on Pete, dichiara di essere emozionato all'idea di ricevere un premio intitolato a Mastroianni. "Mi assumo una responsabilità di continuare questo lavoro. E' qualcosa di davvero grandioso per me".

Lean on Pete: Charlie Plummer corre in una scena del film

Appare commossa anche Charlotte Rampling mentre dichiara: "Sono toccata da questo premio, non so spiegarlo a parole. Per me essere premiata in Italia vuol dire molto perché l'Italia per me è fonte assoluta di ispirazione. Se sono qui stasera è perché l'Italia mi ha permesso di lavorare con grandi maestri e ora con la nuova generazione. La mia vita è legata all'Italia". Pensando al significato del riconoscimento, la Rampling aggiunge: "Sicuramente aver ricevuto un premio per me è importantissimo. Significa che un gruppo di persone hanno votato per me. Ho sentito la competizione e sono felice del risultato. Tra un paio di giorni mi dimenticherò di questa eccitazione e tornerò al lavoro. Chissà, magari tra un po' vincerò un altro premio".

Venezia 2017: Martin McDonagh al photocall dei premiati

Tocca al vincitore Guillermo del Toro che non sta nella pelle mentre ringrazia la giuria esclamando emozionato: "Ho 52 anni, peso 130 chili e ho fatto dieci film. Questa vittoria significa molto per me. Ai festival di solito si premiano film politici, artistici, sono più nel mood dei festival rispetto al mio film, ma credo che sia tempo di capire invece che non si possono legittimare solo certi film. Ogni film fatto con intelligenza ha un valore. Farlo capire è sempre stata la mia missione di vita. Non ho mai cambiato e non voglio cambiare per prendere premi, l'importante è essere onesti e mantene la purezza. questo film è nato perché volevo rischiare di fare qualcosa mai tentato prima". Parlando della scelta di affrontare un team come il razzismo e la diffidenza nei confronti del diverso filtrandolo in chiave fiabesca, del Toro spiega: "La parabola è la forma di racconto più antica, ti libera dal limite del particolare. Raccontare una storia ambientata nel presente rende il tutto troppo specifico. La fiaba, invece, permette di universalizzare il tema. Le fiabe hanno un sostrato comune radicato nelle mitologie di ogni parte del mondo. C'è una radice comune alla base di queste idee che le rende più forti".

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Martin McDonagh:, il cui talento autoriale è stato riconosciuto col premio per la sceneggiature, dichiara: "Ho una lunga storia nel teatro. I dialoghi sono molto importanti per me, sono uno degli aspetti più significatici, componente di sorpresa e gioia in ogni scena. penso che sentir parlare i personaggi nel film dovrebbe essere una gioia, non un modo per veicolare la storia".

Xavier Legrand, emozionatissimo, commenta così i due premi per la regia e per l'opera prima: "Io non credo di aver fatto progressi o passi in avanti con questo premio. Mi danno la forza di continuare, ma non voglio bruciare le tappe. Vado avanti con umiltà. essere in concorso è stato già un grande onore. Questi premi sono un invito a migliorare, ad andare avanti in questa arte".

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