La misteriosa morte di un bambino. Una cittadina apparentemente tranquilla, sconvolta dalla vicenda, già scossa da un caso simile tre anni prima. Una comunità stretta su se stessa che ha un rapporto conflittuale con le maree. Una tempesta in arrivo che rischia di spazzare via non solo le prove ma l'intera Morfa Halen, in Galles. Sono questi gli ingredienti di Under Salt Marsh, su Sky e NOW, che potrebbe sembrare l'erede di Broadchurch (e forse in parte lo è).
Under Salt Marsh: segreti sommersi che tornano in superficie
C'è un parallelismo alla base della serie gialla. La comunità della sperduta cittadina immaginaria ha imparato a vivere in simbiosi con la natura ma sentendosi sempre minacciata dalla forza dell'acqua, che lava via i peccati, distrugge ogni cosa sul proprio cammino e seppellisce i segreti.
Ora che una tempesta particolarmente forte - c'è n'è una in ogni generazione - è in arrivo, pronta ad inquinare la scena del crimine, i cittadini sono ancorati al proprio patriottismo e alle proprie convinzioni: non hanno nessuna intenzione di evacuare la città e soprattutto sono convinti che gli argini che stanno costruendo da anni basteranno a fermare la piena.
Questo rapporto simbiotico ma allo stesso tempo conflittuale tra abitanti e paesaggi mozzafiato è lo stesso che c'è tra i due protagonisti, Jackie Ellis (Kelly Reilly, che avrete amato in Yellowstone o per restare in tema gialli in Assassinio a Venezia) ed Eric Bull (Rafe Spall, già visto in Trying). Erano partner durante il vecchio caso che coinvolgeva la nipote di lei, scomparsa e mai ritrovata. Jackie ha lasciato perché si è sentita tradita dal collega; poi è diventata insegnante, rimanendo quindi a contatto coi bambini, forse per sentirsi vicina a quella che aveva perso.
Due detective anomali
Poliziotto una volta, poliziotto per sempre. È proprio vero che l'indole investigativa rimane, anche quando hai appeso la divisa al chiodo. Jackie ed Eric sono diversi ma complementari, un po' come lo erano Ellie Miller ed Alec Hardy in Broadchurch. Lei è legata alla comunità, lui è un forestiero che destabilizza gli equilibri. Lei è rimasta curiosa e ficcanaso, facendo domande e seguendo gli indizi; lui è più ligio alle regole e mette il caso sempre al primo posto, non facendosi coinvolgere dalle emozioni e risultando per questo freddo e distaccato agli abitanti di Morfa Halen.
I due saranno quindi costretti ad unire nuovamente le forze per risolvere non uno, ma ben due casi invisibilmente legati tra loro. La componente gialla e thriller è presente tanto quanto quella emotiva e familiare, poiché si tratta di famiglie in lutto, e messe una contro l'altra nella ricerca spasmodica della verità. L'indagine diventa ossessione e non fa ragionare lucidamente Jackie, mentre Eric rischia di non riuscire a vedere al di là del proprio naso per la propria ottusità.
Intorno ai due investigatori, uno stuolo di personaggi folkloristici, in parte sopra le righe, che delineano una comunità così unita, eppure così piena di segreti sommersi (come suggerisce il sottotitolo italiano) che non aspettano altro di venire alla luce. Su tutti, il sempre gigantesco Jonathan Pryce.
Una regia ed una fotografia sibilline e rarefatte
A far entrare subito lo spettatore nel mood di Under Salt Marsh - Segreti sommersi è la scrittura di Claire Oakley, che va dritta al punto mantenendo alto il ritmo. Ma soprattutto la sua regia, mentre la fotografia colora di sfumature un racconto torbido e complesso. Le tonalità non solamente scure ma anche verdi e blu del mare riescono ad esprimere tutte le sfaccettature dei sentimenti che attraversano i personaggi: dolore, perdita, resilienza, rancore, senso di colpa. Le cinque fasi dell'elaborazione del lutto in salsa thriller; i legami familiari troppo spesso castranti piuttosto che liberatori.
C'è tutto un mondo da scoprire a Marfa Halen, un microcosmo arroccato tra mare e montagna che cerca di mantenere salda la propria identità. Un posto che sta per affrontare una tempesta non solo fisica ma anche emotiva. Una cittadina in cui nessuno chiude la porta a chiave perché c'è fiducia comunitaria reciproca; eppure la stessa sta per essere messa in discussione, forse per sempre, proprio a causa di quei segreti che a furia di voler rimanere sepolti hanno fatto la muffa. E si inizia a sentire l'odore.
Conclusioni
Under Salt Marsh è una miniserie gialla e thriller che unisce sapientemente indagini e legami familiari, con due protagonisti immediatamente caratterizzati e un racconto che inizia in medias res in una cittadina suggestiva e simbolica. Due ottimi interpreti in Kelly Reilly e Rafe Spall, un buon cast di contorno capitanato da Jonathan Pryce e una regia e fotografia rarefatte la rendono il (quasi) erede di Broadchurch.
Perché ci piace
- L'unione del caso e della storia personale dei protagonisti.
- Il ritmo che non perde tempo.
- Kelly Reilly e Rafe Spall.
- Regia e fotografia.
Cosa non va
- Rischia di non mantenere le promesse dei primi episodi.