Trafficante di virus, Anna Foglietta e la regista: “La sala e lo streaming possono coesistere”

La video intervista a Anna Foglietta e Costanza Quatriglio, protagonista e regista di Trafficante di virus, in sala e prossimamente su Prime Video.

Trafficante Di Viruso Foto Di Alfredo Falvo 2
Trafficante di virus: Anna Foglietta in una sequenza

Nel 2017 Ilaria Capua ha dato alle stampe Io, trafficante di virus, libro sulla sua esperienza legata a un procedimento penale con l'accusa di traffico illecito di virus ed epidemia. Quattro anni dopo, la vicenda arriva sullo schermo attraverso il film Trafficante di virus, diretto da Costanza Quatriglio e scritto dalla stessa regista insieme a Francesca Archibugi. Dopo l'anteprima mondiale, fuori concorso, al Torino Film Festival, il lungometraggio esce al cinema per tre giorni prima di approdare successivamente su Prime Video. Per l'occasione, proprio a Torino, abbiamo intervistato la cineasta insieme all'attrice Anna Foglietta, interprete di Irene, l'alter ego della dottoressa Capua. Dice la regista, sul fatto che il film esca adesso: "È molto importante nel 2021 ribadire l'importanza della scienza." La parte più difficile della lavorazione? "In sede di scrittura, insieme a Francesca Archibugi, trovare l'equilibrio fra i vari personaggi che circondano Irene."

LA VIDEO INTERVISTA A COSTANZA QUATRIGLIO E ANNA FOGLIETTA

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Un evento ibrido

Trafficante Di Virus Anna Foglietta Foto Di Alfredo Falvo 2
Trafficante di virus: Anna Foglietta in una scena

Dopo la prima mondiale a Torino, dove Costanza Quatriglio ha portato diversi dei suoi lavori precedenti, Trafficante di virus esce in sala per tre giorni, dal 29 novembre al primo dicembre, per poi approdare in un secondo momento su Prime Video. Che rapporto hanno con le piattaforme la cineasta e l'attrice principale, come persone di cinema e come spettatrici? "È soprattutto un'occasione per recuperare film", dice la regista. "Però chiaramente il rapporto con la sala rimane imprescindibile. Ogni volta che vado in sala per me è un tributo, quasi un momento di preghiera." Aggiunge Anna Foglietta: "È la storia che va avanti, la vita che va avanti. Quello è il futuro, non possiamo più negarlo perché si rischierebbe di essere nostalgici in maniera piuttosto ridicola. Fino a qualche tempo fa io lo negavo, in maniera anche un po' oltranzista: 'No, no, mi incateno fuori dalle sale, non possiamo accettarlo.' Adesso mentre sono in camerino e aspetto mi guardo le serie sul telefonino. Ma per me la sala rimane un tempio. Probabilmente diventerà come il teatro, che fino a vent'anni fa era la prassi e adesso non più. Bisogna accettarlo."